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L'esposto
"Irregolarità contabili": l’auto blu del sindaco di Campobasso finisce alla Corte dei Conti
I revisori dei conti di palazzo San Giorgio ravvisano contestano la Fiat Tipo acquistata dal Comune nel 2016 con le risorse destinate alla Polizia Municipale. Il Collegio rileva che la spesa è avvenuta «con i proventi vincolati del Codice della Strada» e chiedono l’intervento della Corte dei Conti. Per chiarire la vicenda il consigliere dei Cinque Stelle Roberto Gravina aveva presentato un esposto alla magistratura contabile e l’altro alla Procura: «Ancora una volta viene dimostrato che all’interno del Comune il direttore generale Antonio Iacobucci, pagato profumatamente con soldi pubblici, fa quello che gli pare. Aspettiamo che la magistratura contabile si esprima».


Campobasso. «La verificata variazione della destinazione d’uso comporta un’irregolarità contabile, considerato che l’acquisto è avvenuto con i proventi vincolati del Codice della strada». E’ uno dei passaggi clou della relazione con cui il Collegio dei revisori dei conti preannuncia che della famosa ‘auto blu’ acquistata dal Comune di Campobasso si occuperà la Corte dei Conti.

Ci sono almenotre aspetti da chiarire per Nicandro Volpe, Gabriella Di Pietro e Annarita Pizzuto (i tre professionisti incaricati di controllare i conti del Comune campobassano). Il primo è di natura prettamente economica: le somme spese per l’acquisto della Fiat Tipo, 18mila euro. Si tratta di risorse destinate alla Polizia Municipale. Nelle intenzioni dell’amministrazione Battista, il mezzo sarebbe dovuto essere utilizzato per accompagnare minori in strutture protette. In realtà, è stato utilizzato per altre finalità: i viaggi istituzionali del primo cittadino, dell’assessore Pietro Maio e del top manager Antonio Iacobucci. I primi a denunciare «gli illeciti» - o presunti tali - sono stati i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle . In particolare, Roberto Gravina ha presentato due esposti, uno alla Procura della Repubblica, l’altro alla Corte dei Conti, oltre a segnalare una serie di anomalie al Ministero delle Infrastrutture, a quello degli Interni, alla Prefettura di Campobasso e infine al Nucleo di valutazione interno al Comune.
Sospetti che oggi trovano una conferma. Nella relazione inviata al sindaco, al dirigente del Settore Risorse economiche e Finanziarie, al segretario generale, al presidente del Consiglio comunale e infine agli stessi inquilini di palazzo San Giorgio, il Collegio dei revisori dei conti mette nero su bianco le proprie perplessità su quell’ ‘incauto acquisto’. La Fiat Tipo, osserva, è stata acquistata con i proventi delle sanzioni del Codice della Strada. Tuttavia, la legge vincola tali risorse: la metà deve essere utilizzata per la messa in sicurezza della viabilità.
Inoltre, i revisori dei conti confermano un altro aspetto denunciato dai 5 Stelle: «la variata destinazione d’uso della vettura autorizzata dal dirigente dell’Area Organizzazione, Indirizzo e Controllo» (ossia Antonio Iacobucci) e dunque «l’auto non era più nella disponibilità esclusiva della Polizia Municipale». O meglio, «la variazione di destinazione d’uso di un autoveicolo acquistato con i proventi vincolati dall’articolo 208 del Codice della Strada – esplicitano ancora meglio i revisori – non è mai autorizzabile in quanto si concretizzerebbe in tal caso il mancato rispetto del vincolo di destinazione previsto dalla legge».
Dal Collegio arriva insomma pure una strigliata ad Antonio Iacobucci, il dirigente che a suo tempo ha autorizzato la spesa.
Eppure «agli Enti è stato vietato l’acquisto di autovetture o la stipula di contratti di locazione finanziaria», osservano ancora i revisori. Tutto il faldone relativo all’acquisto dell’auto blu è stato inviato alla Corte dei Conti.
In attesa di conoscere le decisioni della magistratura contabile sul caso, non mancano le reazioni del consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina: «Ancora una volta – commenta - si dimostra quello che sosteniamo da tempo: il direttore generale, profumatamente pagato con i soldi dei cittadini, che fa quello che gli pare nel Comune. Resta, come sempre, la spavalderia del Super dirigente, il quale continua a gestire la cosa pubblica come fosse cosa propria, noncurante di tutto e tutti ma anzi quasi infastidito da questa opposizione e dal sottoscritto in particolare, al quale non risparmia frecciate circa la “sete di verità e trasparenza”. Aspettiamo, allora, che la Corte dei Conti si esprima».

(Pubblicato il 12/05/2017)

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