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Duri scontri verbali in aula
Vota la delibera a ‘sua insaputa’, Ambrosio sbotta. Scintille in consiglio comunale
A inizio seduta il consigliere dell’Udc ha denunciato “un fatto grave: il 3 aprile risulto presente, pur assente in aula, e addirittura votante a favore della delibera sulle esumazioni, tra l’altro un provvedimento per me ignobile dal punto di vista etico”. I toni si sono accesi, duro battibecco anche tra il consigliere di Democrazia Popolare, Francesco Pilone, e il presidente del consiglio, Michele Durante: “La gestione della presidenza del consiglio è fallimentare, se un domani c’è un controllo della Finanza si rischia di passare i guai senza aver fatto nulla, non si possono verificare fatti del genere”.


Campobasso. Scontri verbali duri, accuse pesanti e clima tesissimo. Una apertura di consiglio comunale pirotecnica questa mattina, 11 maggio, a Campobasso. Ecco cosa è successo sugli scranni dell’aula consiliare. Intorno alle 9.30, il consigliere Michele Ambrosio ha preso la parola tramite mozione per fatto personale denunciando che «nel consiglio dello scorso 3 aprile risulto presente e addirittura votante a favore della delibera sulle esumazioni. Peccato che ero assente. D’altronde, non potevo essere contemporaneamente sia in ufficio che in consiglio, e soprattutto non potevo votare una delibera su cui non ero d’accordo nella sostanza. Ecco perché ho immediatamente inviato una pec, un mese fa, sia al presidente del consiglio che al sindaco che al segretario chiedendo la ripubblicazione della delibera. Ma ad oggi tutto è rimasto invariato». Una ‘bomba’ vera e propria sganciata che ha alzato i toni della discussione quando il segretario comunale ha risposto ad Ambrosio che non era possibile ripubblicare la delibera correggendo l’errore.
«Questo è un fatto gravissimo – ha rincarato la dose il consigliere di Democrazia Popolare, Francesco Pilone, battendo i pugni sul banchetto –. Un domani, se arrivasse un qualsiasi controllo della Guardia di finanza su qualche delibera chiunque si potrebbe ritrovare in mezzo a un mare di guai pur assente il giorno della votazione». Si sono innescate vere e proprie scintille tra Pilone e il presidente Durante, con il primo che ha accusato il secondo di «una gestione della presidenza del consiglio fallimentare, non si possono verificare fatti del genere. Io dovrei ricontrollarmi tutte le delibere per verificare che non ci siano errori su presenze e assenze».
C’è da dire che Michele Durante ha assicurato che sarebbe venuto incontro alla richiesta di Ambrosio. L’approvazione dei verbali del consiglio del 3 aprile, ad ogni modo, è stata rinviata ad altra data, in attesa che venga pubblicata la delibera corretta, che accerti l’assenza di Michele Ambrosio. La minoranza si è astenuta: «Non firmiamo a scatola chiusa. Chiediamo gli ‘sbobbinati’ e controlliamo, altrimenti saremmo costretti a leggerci i verbali tutti i giorni».
Insomma, un inizio di seduta infuocato. Entrando nel merito della delibera sulle inumazioni, Ambrosio spiega che «è stato stravolto quello che avevamo deciso in commissione all’unanimità, e cioè che si estendeva la permanenza sotto terra dei corpi da dieci a quindici anni. In consiglio, però, alcuni consiglieri hanno presentato un emendamento, dopo aver votato ‘sì’ in commissione alcuni, con cui si riporta a dieci anni il limite per le nuove inumazioni, a tredici per le vecchie, mentre avevamo deciso per quindici. A parte l’aspetto politico, avevamo deciso di portarla a quindici perché la mineralizzazione dei corpi, per colpa del terreno non idoneo, non avviene prima di quindici anni. E invece si va a smentire la commissione riconducendo a tredici quelle vecchie, fatto ignobile per me dal punto di vista etico: se la mineralizzazione non fosse avvenuta, si aggiungerebbero additivi per favorire questo processo, senza il consenso dei familiari, unici aventi titolo.
È gravissimo
».
La ‘sorpresa’ l’ha scoperta perché «non potendo essere presente lo scorso 3 aprile per fatti personali, mi sono andato a leggere la delibera per capire cosa si era deciso. E ho trovato quell’errore marchiano di cui abbiamo ampiamente parlato: l’emendamento di cui si è detto approvato, e vedo presente e votante al dispositivo a favore, Ambrosio Michele. Al che, invio una pec al presidente del consiglio, al sindaco e al segretario, facendo notare l’errore in modo sereno, e chiedendo la ripubblicazione della delibera di giunta. Dopo un mese, ancora non ripubblicano nulla, oggi addirittura dovevamo approvare il verbale della seduta del consiglio del 3 aprile. Il segretario si inventa che non è possibile ripubblicare la delibera, quando in passato è successo già qualcosa di molto simile con l’intitolazione ‘Largo XXVI Gennaio’. La ripubblicazione si può fare, stesso segretario, stesso Comune. Loro hanno pubblicato sull’albo pretorio online un avviso con cui parlavano dell’errore. Ma senza correggerlo. E così, se oggi o fra un anno qualcuno va a consultare quella delibera trova presente e votante Ambrosio Michele. Dirò di più: il consigliere Antonio Columbro per una cosa simile, anni fa, è stato indagato su una delibera che è stata oggetto di una verifica della Procura a sua insaputa. Quando poi gli hanno notificato il prolungamento delle indagini è caduto dalle nuvole. Sono cose gravi e che procurano danni».
Alle 12.45 la riunione dell’assise finisce prima del previsto: cade il numero legale. Una costante nella vita amministrativa di palazzo San Giorgio.

(Pubblicato il 11/05/2017)

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