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Esplode l'anomalia del Consorzio Industriale
Sindaci sconfitti ancora nel direttivo Cosib. Il caso esplode: "E’ una anomalia politica"
Prende ufficialmente posizione il sindaco di Portocannone, Giuseppe Caporicci, in merito alla rappresentatività in senso al Comitato Direttivo del Cosib. Scrive al presidente Sbrocca evidenziando l’anomalia di «ex Sindaci, non rieletti e quindi non più presenti in Consiglio Generale, che ricoprono il ruolo di membro del Comitato Direttivo» a discapito di «Sindaci democraticamente eletti come rappresentanti Istituzionali delle proprie Comunità, nonché membri di diritto del Consiglio Generale del Consorzio» e rivendicandone la risoluzione attraverso «una serena ed intellettualmente onesta analisi politica sull’assetto di governo del Consorzio, al fine di tutelare e rafforzare la credibilità di tutti gli attori politici». Anomalia iniziata nel 2009 quando, una modifica statutaria ha allungato il mandato amministrativo da tre a cinque anni e al contempo ha aperto la nomina anche agli esterni. Così nel Comitato direttivo del più importante ente di sviluppo della regione è possibile trovare membri decaduti dalla loro carica di amministratore pubblico, ma giuridicamente inattaccabili e legittimamente operativi per i prossimi anni. Il caso riguarda indistintamente tutti gli attuali componenti del Cda del consorzio. I primi in ordine di tempo a usufruire di questo "bonus" sono Luigi Mascio ex sindaco di Portocannone, e Rino Bucci ex sindaco di San Giacomo Degli Schiavoni.


di Alessandro Corroppoli

In alto il presidente Sbrocca, qui sopra il sindaco Caporicci. In home una vecchia seduta di assemblea del Consorzio Industriale
Termoli. «Egregio Presidente, Le scrivo in merito alla composizione del Direttivo dell’Ente da Lei presieduto». Si apre così la lettera del Sindaco di Portocannone, Giuseppe Caporicci, inviata a Angelo Sbrocca, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno (Cosib). Una missiva, protocollata lo scorso 28 aprile, nella quale il primo cittadino di Portocannone evidenzia l’anomalia della composizione attuale del Cda del Consorzio, che vede al proprio interno «ex Sindaci, non rieletti e quindi non più presenti in Consiglio Generale, che ricoprono il ruolo di membro del Comitato Direttivo, organo nevralgico del Cosib, con conseguenti poteri diretti di scelta sulle politiche di sviluppo industriale del territorio, sugli indirizzi e sulle logiche di promozione infrastrutturale nonché su determinazioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini che vivono nel territorio circostante».
Il tutto a discapito di «Sindaci democraticamente eletti come rappresentanti Istituzionali delle proprie Comunità e responsabili della tutela del territorio dei Comuni di appartenenza, nonché membri di diritto del Consiglio Generale del Consorzio, si ritrovano a rivestire un ruolo di mera rappresentanza all’interno dell’Ente».


Il problema della rappresentanza politica in seno al Consorzio industriale, posta e messa sulla scrivania del sindaco di Termoli e presidente Sbrocca da Caporicci, si pone in maniera dirompente e coinvolge tutti i nominati del Comitato direttivo, presidente compreso. L’attuale Cda del Cosib è stato eletto e nominato nell’aprile del 2015, ed ha una durata quinquennale. Quindi con scadenza nel 2020. Angelo Sbrocca, ad esempio, terminerà il suo mandato da Sindaco di Termoli nel 2019 e, qualora non fosse rieletto, trascorrerebbe un anno da Presidente esterno. Anche i suoi colleghi sindaci Francesco Cammilleri, di Campomarino, e Massimo Caravatta, di San Martino in Pensilis, sarebbero nella medesima condizione. Chi invece è già decaduto dalla sua carica istituzionale, e sono già nella loro posizione da "esterno" Luigi Mascio e Rino Bucci, ex primi cittadini rispettivamente di Portocannone e San Giacomo degli Schiavoni. Entrambi, usciti sconfitti nelle consultazioni amministrative del giugno scorso, continueranno a sedersi al tavolo del Comitato direttivo anche per i prossimi tre anni.


Come vengono eletti i rappresentanti istituzionali nel Comitato direttivo del Cosi? Sino al dicembre del 2008, la rappresentanza in seno al Comitato Direttivo avveniva tramite un turn over dei componenti dello stesso, ossia: il nuovo sindaco che prende il posto di quello vecchio. Dal gennaio 2009 non è più così. Cosa è successo e come è stato modificato la Statuto che regolamenta la vita del Cosib?
Eravamo in piena era Antonio Del Torto e il "Partito del Cosib" (sintesi giornalistica data ai sindaci dei Comuni del basso Molise facenti parte del Consorzio) era in piena crescita. Quell’anno si decise di dare un colpo di mano alla legge regionale del 2004 che regolamentava la vita degli enti consortili industriali regionali. Nella fattispecie all’articolo 8 della stessa legge, e conseguentemente modificare gli Statuti dell’enti. Cosa diceva la legge? Quali modifiche vennero apportate?
Nella sua semplicità era molto chiara e conteneva elementi di democraticità basati su regole altrettanto semplici. In sostanza la legge del 2004 prevedeva che il mandato amministrativo del Comitato direttivo fosse di durata triennale, come tutti i Cda delle società d’impresa. E, all’interno del Comitato, erano previsti solo ed esclusivamente amministratori (in questo caso i Sindaci) eletti da voto popolare perchè, appunto, espressione del loro territorio di appartenenza.
Semplici regole: mandato triennale e sostituzione di un membro del comitato direttivo qualora questo non fosse più legittimato dal consenso popolare nel proprio territorio con chi, dallo stesso territorio, lo avesse battuto elettoralmente. Questi principi sino al dicembre 2008 quando, appunto, furono apportate due modifiche sostanziali che andarono a stravolgere completamente la vita amministrativa dell’ente. La prima è inerente alla durata del mandato del Cda del consorzio: si è passati da tre a cinque anni. Si è adeguata, cioè, la durata amministrativa del consorzio alla durata del mandato elettorale. E la seconda, la più importante, ha riguardato la composizione del comitato direttivo. Il Cda del Cosib è stato aperto anche alla nomina degli esterni, ossia di quelle persone che non fossero state legittimate dal consenso popolare. Se la prima modifica potrebbe essere considerata anche giusta, perchè adegua il mandato del Cda consortile con quello amministrativo, diventa zoppa nel momento in cui si apre ai non eletti o meglio ai non rieletti, come nel caso di Bucci e Mascio.


Negli anni il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno da Ente predisposto alla promozione del territorio, attrarre nuove attività d’impresa, favorire l’occupazione e funzionare a pieno regime come "motore produttivo" della Regione; è diventato una sorta di refugium peccatorum della politica locale: i suoi membri sono diventati una élite di intoccabili che di volta in volta aggiustano a proprio piacimento le regole della vita amministrativa dell’ente, si concedono compensi sproporzionati (1600 euro lordi mensili) e si assicurano la poltrona anche quando il mandato elettorale li vede sconfitti. Non più sindaci per volontà popolare, ma amministratori del Cosib per decisione loro. Una corsa inarrestabile, che ha bloccato persino la riforma regionale dei consorzi.
Un partito politico trasversale, incolore.



E’ giusto continuare a rappresentare una comunità, un territorio quando quello stesso territorio e comunità hanno democraticamente scelto un’altra rappresentanza? Ogni qual volta il quesito è stato posto al Presidente Sbrocca, il primo cittadino di Termoli ha così replicato: «Giuridicamente la norma parla chiaro e non è in discussione. Una norma che non ho voluto né votato io. In assenza di una disciplina specifica, si applica il codice civile delle società per azioni. Se uno nomina un amministratore, questi dura per il periodo previsto dallo Statuto. L’assemblea non può revocare l’amministratore se non per giusta causa». Gli ex sindaci quindi non possono essere revocati, a meno che non si rendano “colpevoli” di qualche grosso danno verso la società (il Cosib) che rappresentano. Potrebbero però finire in un impeachmentqualora i loro legittimi successori, sindaci in carica, facciano esplicita richiesta di entrare nel Cosib con un atto ufficiale. «In questo caso – ha sempre dichiarato Sbrocca - ne prenderemo atto tenendo presente che il Consorzio è un ente economico -finanziario autonomo. E, sul mio tavolo non è arrivata nessuna richiesta in tal senso».


Ora, la questione, viene posta in tutta la sua forza da Giuseppe Caporicci «Ritengo personalmente doverosa una serena ed intellettualmente onesta analisi politica sull’assetto di governo del Consorzio; la trovo una condizione imprescindibile anche al fine di tutelare e rafforzare la credibilità di tutti gli attori politici che, a vario titolo, concorrono a determinare le decisioni e quindi le sorti». Come si comporterà Sbrocca dopo la legittima presa di posizione di Caporicci? Quando convocherà il Comitato per discutere della problematica posta dal primo cittadino di Portocannone?


Due potrebbero essere le soluzioni per rimediare a questa anomalia giuridica, una etica e una politica. La prima farebbe leva proprio sul principio base di entrata nell’amministrazione del Cosib, ovvero il consenso popolare ottenuto nel proprio Comune di appartenenza. Bucci e Mascio proprio perché non più rappresentativi della comunità, dovrebbero dimettersi di spontanea volontà.Cosa che difficilmente avverrà, dato che dalla loro bocciatura elettorale son già trascorsi undici mesi e nessun passo è stato mosso in tal senso. La seconda soluzione invece è tutta politica: dimissioni di tutto il Comitato direttivo e del Presidente e nuove elezioni. Un’operazione, quest’ultima, da ripetere a scadenza periodica ogni qual volta si dovesse presentare il problema, a meno che non si colga l’occasione per modificare in meglio la norma statuaria che ne disciplina la nomina.

(Pubblicato il 08/05/2017)

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