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Assemblea e primarie regionali: il 27 il "secondo tempo". Si deciderà il destino di Frattura
Il numero uno del Pd molisano Micaela non chiude la porta alle consultazioni per scegliere il candidato governatore richieste giù da alcuni big del partito come Roberto Ruta e Laura Venittelli e dagli orlandiani. «E’ una decisione delicata che spetta all’assemblea convocata il 27 maggio. Ne discuteremo anche con gli altri partiti della coalizione del centrosinistra», dice il sindaco di Riccia. Al tempo stesso rimarca: ««C’è una parte del partito che conferma il giudizio positivo sull’operato del governatore uscente».


Campobasso. Cinque giorni dopo le primarie «che consegnano una leadership forte a un partito forte» come sottolinea Micaela Fanelli, il Pd prepara il secondo tempo della partita. Che sarà sicuramente più sentita del voto sul segretario nazionale e in cui il fair play potrebbe cedere il passo ai giochi di potere interni.

Sarà decisiva l’assemblea regionale del 27 maggio, chiamata a pronunciarsi sulle primarie per la scelta del candidato presidente alternativo a Paolo di Laura Frattura. Lo richiedono Roberto Ruta e i suoi, gli ‘orlandiani’ di Massimiliano Scarabeo e, infine, la renziana Laura Venittelli e i suoi sostenitori del basso Molise. Una fetta dunque non indifferente del partito.

Il numero uno del Pd molisano non chiude la porta: «Ne discuteremo nell’assemblea regionale del 27 aprile», dichiara alla stampa questa mattina, 5 maggio.
L’incontro con i giornalisti, convocato per tracciare un bilancio sul voto del 30 aprile, riserva pure qualche inatteso momento di tensione quando il segretario ’abbandona’ la conferenza stampa per rilasciare alcune interviste alle tv locali.
Alla conferenza partecipano pure gli assessori regionali Vittorino Facciolla e Carlo Veneziale, Nicola Messere (eletto nell’assemblea nazionale) e Mariateresa D’Achille. L’esponente isernina non è riuscita a centrare l’obiettivo per soli cinque voti. Al suo posto l’avvocato Ombretta Pollice, candidata venafrana per gli orlandiani, oltre a Giose Trivisonno e l’altra renziana Manuela Vigilante.
Presenti, inoltre, Franco Capone, Bibiana Chierchia, Pietro Maio, Lello Bucci e Luca Fatica.

Il primo risultato che la Fanelli rimarca riguarda l’affluenza di elettori: «Arriviamo terzi a livello nazionale sulla partecipazione, meglio di noi fanno solo Basilicata e Puglia. Uno splendido bronzo. C’è stata una leggera flessione di pochissimi punti percentuali: il 4% in meno rispetto ad un calo nazionale del 34%. Una situazione di invarianza rispetto al 2013, ma in un momento storico completamente diverso: si è abbassata la partecipazione alle attività politiche, c’è un ciclo economico sfavorevole e l’antipolitica».

Poi i dati: in Molise Matteo Renzi ha vinto quasi col 64% dei voti, seguito da Michele Emiliano (22%) e Andrea Orlando (13%). Dal punto di vista territoriale, il segretario il ‘miracolo’ avvenuto a Isernia: «in pochissimo tempo c’è stata un’incredibile ricostruzione» e «abbiamo dimostrato di essere forti anche senza gli scissionisti». Una ‘punzecchiatura’ per Danilo Leva.

Altricolpi di spillo li riserva a Costanza Carriero («Nel suo Comune non va oltre il pareggio»), al centrodestra(«Siamo curiosi di vedere le loro primarie») e al Movimento 5 Stelle («Aspettiamo i clic dei 5 Stelle per capire se poi quei 20 voti saranno riconosciuti o disconosciuti dalla dittatura del capo»).
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Infine, annuncia l’assemblea regionale. Il 27 maggio è la data che i dem hanno segnato sul calendario. Si terrà a Campobasso o a Termoli.

«Discuteremo di alcuni temi locali – spiega il sindaco di Riccia - ci confronteremo con il partenariato economico e sociale e con gli altri partiti della coalizione. A brevissimo convocherò il tavolo dei partiti della coalizione di centrosinistra perché sono molto rispettosa degli altri alleati della coalizione».
Ma soprattutto dall’assemblea uscirà il verdetto sulle primarie regionali, un tema che «abbiamo già discusso in segreteria», scandisce. Ma «va deciso in assemblea e tenendo conto delle opinioni degli altri partiti della coalizione. E’ una decisione ampia, importante e delicata». Anche perché non ricandidare Paolo di Laura Frattura potrebbe essere interpretata come una sostanziale bocciatura del suo operato.
«C’è una parte del partito che conferma il giudizio positivo sull’operato del governatore uscente» - puntualizza Micaela Fanelli - «e questo significa che andrà fatta una discussione anche sull’amministrazione regionale. L’argomento dovrà essere discusso all’interno del Pd, ma anche con gli altri partiti della coalizione».
Chissà se a quel tavolo sarà invitato anche Rialzati Molise, il movimento fondato dal cognato dello ‘scomodo’ alleato, l’europarlamentare Aldo Patriciello.

(Pubblicato il 05/05/2017)

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