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Avvio a singhiozzo
Falsa partenza della differenziata nel centro storico: kit solo ad alcuni e telecamere assenti
Dal 3 maggio nel centro storico sono ’scomparsi’ i cassonetti per la normale raccolta dei rifiuti ed è possibile conferire negli appositi ecostop mobili. Un avvio ’a sorpresa’: non tutti a tutti i residenti sono stati consegnati mastelli e badge per la raccolta differenziata. Nel centro storico non sono state ancora installate le videocamere di controllo acquistate dal Comune a dicembre e l’apposita cartellonistica stradale. Il presidente della Sea Stefano Sabatini è fiducioso: «Siamo in una prima fase sperimentale».


Campobasso. Dei cassonetti tradizionali per il conferimento dell’immondizia non vi è più traccia. ‘Spariti’ da un giorno all’altro. Nessun furto, ma solo l’avvio della raccolta differenziata, più volte annunciata e puntualmente rimandata. Almeno fino al 3 maggio. Dopo la Festa dei lavoratori, nel centro storico sono comparsi gli ecostop, i mega contenitori acquistati dal Comune per i rifiuti. Accanto ai tradizionali scomparti (organico, carta, vetro, plastica, lattine e indifferenziato), c’è la possibilità di conferire pile e oli esausti, cellulari rotti e farmaci scaduti.


Largo Sant’Antonio Abate, via Marconi, piazza Pepe, Porta Mancina, viale del Castello e viale delle Rimembranze (vicino alla chiesa di San Giorgio): questi i punti in cui i residenti della parte antica della città trovano gli ecostop che sono mobili e non fissi. Cosa vuol dire? «Ogni tre ore si cambia la postazione», spiega uno dei due operatori della Sea incaricati del loro trasporto nelle sei aree del centro storico.
Assieme a loro anche due guardie ambientali per vigilare sugli utenti negligenti e per fornire assistenza e informazione ai cittadini. Proprio loro hanno raccolto i primi feedback: all’ombra del castello Monforte vivono soprattutto anziani e stranieri.
«Quando parte, la differenziata è sempre una scommessa», racconta Roberto, uno delle guardie ecologiche. «Abbiamo notato che gli anziani sono entusiasti e sono informati sulle modalità della differenziata e conferiscono correttamente, lo sono un po’ meno le persone che hanno 40-50 anni. La differenziata è stata accolta positivamente anche dagli studenti universitari che abitano nel centro storico».

Tutto liscio come l’olio? Non proprio. A parte le lamentele per gli inevitabili disagi che ogni novità comporta, la raccolta differenziata è iniziata con alcune gravi carenze. Innanzitutto, non tutte le famiglie che abitano nel centro storico sono dotati dei mastelli e del badge elettronico che consente l’apertura dell’ecostop. Finora i kit sono stati consegnati, in base alle cifre fornite dal Municipio, a 250 famiglie sulle 1200 che vivono nella parte antica del capoluogo. Ieri, 4 maggio, sono stati assegnati in via Ziccardi e in via Sant’Antonio abate. Per smaltire l’ ‘arretrato’ il materiale per la differenziata sarà consegnato ogni giorno a 50 nuclei. Nelle prossime settimane tutti gli abitanti del centro storico saranno dunque messi nelle condizioni di conferire i rifiuti in maniera corretta.

L’assenza delle telecamere è la seconda pecca. Ancora più grave, forse. Perché i dispositivi sono stati acquistati lo scorso dicembre dal Municipio all’Alpha System, società collegata alla Siemes (che ha vinto l’appalto della Regione). 20mila euro la spesa. Dovevano essere installati in prossimità delle sei porte e della chiesa di San Giorgio per beccare eventuali trasgressori. Manco a dirlo, le telecamere non ci sono e non possono essere montate sugli appositi pali perché il gestore del servizio di pubblica illuminazione del Comune ancora non provvede a sistemare i cavi della fibra ottica. Né sono in funzione i ripetitori previsti sulla scuola D’Ovidio, su palazzo San Giorgio e sulla sede della Polizia Municipale di piazza Venezia.
La mancanza dell’apposita cartellonistica stradale in tutte le zone destinate agli ecostop è un altro neo. In questo caso, la svista potrebbe essere pagata a caro prezzo dai cittadini: chi parcheggia nelle aree off limits rischia la rimozione della vettura e una multa salata per il mancato rispetto del divieto di sosta di 130 euro.
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Piccoli incidenti di percorso considerati normali per questa fase di ‘start-up’ del servizio. O almeno questo si intuisce dalle parole del presidente della Sea Stefano Sabatini: «Se fosse stato tutto completo, non saremmo più partiti con la differenziata. Le telecamere saranno installate a breve. Anche perché la raccolta non è partita in tutto il centro storico perché non sono stati raggiunti tutti i cittadini. Questa è una prima fase semi sperimentale, ora stiamo svolgendo anche un monitoraggio costante. Insomma, siamo ad una fase embrionale». Queste le impressioni dopo i primi due giorni di partenza del servizio: «Ci sono delle buone premesse, i contatti sono stati positivi e i cittadini hanno reagito positivamente. Credo che questo sia un sistema comodo di raccolta, poi se saranno necessarie modifiche saremo pronti a farle. Ci organizzeremo sulla base delle esigenze dei cittadini».
Così come sarà da stipulare la convenzione con le guardie ecologiche che prestano servizio vicino agli ecostop. Le loro mansioni saranno ampliate e avranno poteri sanzionatori nei confronti dei padroni dei cani che non raccolgono le deiezioni canine e dei fumatori che gettano a terra le cicche di sigaretta. Infine, potrebbero essere impiegati per le ronde notturne necessarie per evitare l’abbandono dei rifiuti.
«Le guardie ambientali svolgeranno il servizio gratuito per un mese, poi sarà formalizzata la convenzione che verrà aperta a tutte le altre associazioni. Loro saranno le sentinelle ambientali del territorio», rimarca l’assessore Stefano Ramundo. «Quando la raccolta partirà a pieno regime – aggiunge - il Comune organizzerà un evento lancio».
Certo, forse sarebbe stato meglio informare i cittadini del centro storico qualche giorno prima. L’effetto ‘sorpresa’ prodotto dal cambiamento del servizio di raccolta dei rifiuti non è piaciuto a tutti.

(Pubblicato il 05/05/2017)

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