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Politica
Corrado Zara, il sindaco più giovane e H24: "La dura legge dei numeri non ci farà morire"
Quando si è insediato aveva 26 anni e oggi, da sindaco più giovane della Provincia di Campobasso, Corrado Zara sta per concludere il suo primo mandato a San Felice del Molise: 640 abitanti, crescita quasi zero e una macchina amministrativa da gestire in uno dei paesi di minoranza linguistica croata. Fare il sindaco H24 è diventato il suo lavoro in un centro che in cinque anni ha registrato tagli dei trasferimenti per 350mila euro: «Ero titubante ma poi mi sono buttato a capofitto in quella che ho considerato un’esperienza e oggi sono convinto che si può fare nonostante i piccoli numeri e i problemi da affrontare in un territorio dove creare una rete è fondamentale». Dalla battaglia per la viabilità assieme ai parroci, ai tagli continui dallo Stato centrale, all’auspicio per il rinnovamento della politica a tutti i livelli: Zara punta a ricandidarsi al secondo mandato con una squadra che dovrà anche ampliare dopo le modifiche della normativa che prevede un Consiglio da undici eletti anche nei piccoli centri.


San Felice Del Molise. Ha iniziato a fare il sindaco a soli 26 anni rispetto a una media di gran lunga più alta. Oggi Corrado Zara ne ha quasi cinque in più ed è pronto anche a ricandidarsi in uno dei tre paesi di minoranza linguistica croata della regione: San Felice del Molise. Un piccolo centro che conta 640 abitanti e vicino alla crescita zero, circa tre nascite all’anno e numeri che si contano sul palmo della mano. Eppure un comune che non vuole morire e non vuole perdere la sua identità. Da sindaco più giovane della Provincia di Campobasso e, forse, di tutto il Molise ha ripercorso il suo mandato con un’esperienza alle spalle senza Giunta e in un municipio dove ci si sente come in una «grande famiglia» e i rapporti umani contano molto al di là degli ostacoli insormontabili della burocrazia. Non è, però, la prima esperienza in Comune. Prima di indossare la fascia tricolore ha rivestito il ruolo di capogruppo di minoranza quando era sindaco Rosida Norelli. All’epoca tra le fila dell’Udc ma ora Corrado Zara non ha una tessera di partito in tasca.


La prima cosa fatta da sindaco? «Ripristinare il servizio di assistenza domiciliare agli anziani che era sospeso». Poi è venuto tutto il resto: «All’inizio ero un po’ titubante, poi l’ho presa come esperienza e mi ci sono buttato a capofitto». Si considera un sindaco «accaventiquattro», percepisce l’indennità e ha puntato molto su un discorso di rete territoriale in una zona che si trova al confine con l’Abruzzo e si relaziona anche con i paesi limitrofi della regione dirimpettaia. Cinque anni di consapevolezza: «Non è facile fare i conti con la dura legge dei numeri e quando non ce la fai – spiega il sindaco di San Felice – devi cercare delle soluzioni integrate, facendo squadra con i paesi limitrofi e puntando sul risparmio delle spese. In questi cinque anni abbiamo registrato una riduzione complessiva di trasferimenti pari a circa 350mila euro».


Come risolvere questi problemi che attanagliano un po’ tutti i piccoli centri? «Riducendo i consumi, ad esempio, con l’efficientamento della pubblica illuminazione o con il telecontrollo della rete idrica che segnala guasti o anomalie. Abbiamo risparmiato non pochi euro e cercato di migliorare anche la raccolta differenziata affidata in gestione come singolo Comune». Zara è anche uno degli amministratori scesi in campo, insieme ai parroci del territorio, per far sentire la propria voce sulle condizioni disastrose della viabilità. Proprio una mobilitazione intercomunale che ha portato ai primi risultati: la Regione ha stanziato i fondi per diversi interventi finalizzati a migliorare i collegamenti. Ma ci sono anche altri settori: «Ogni giorno ci confrontiamo con diversi problemi e abbiamo segnalato e chiesto risorse per diversi progetti e le esigenze che si sono presentate, ad esempio attivando delle borse lavoro per i disoccupati e non ha altri sussidi e favorire opportunità con progetti di lsu per chi si è ritrovato in mobilità dopo la chiusura dello stabilimento Smi. La Regione ha risposto positivamente alle nostre richieste».


Ma, non è un gioco di parole, un sindaco giovane che cosa ha fatto per i giovani? «Per noi giovani di San Felice – precisa Zara – non esiste un posto fisso ma bisogna mettersi in gioco favorendo le condizioni per possibili iniziative e prospettive occupazionali. Tra queste, insieme agli altri due paesi, abbiamo messo in campo attività di formazione, come creare la figura dell’agente di ripopolamento facendo leva sul fondo sociale europeo. Giovani che una volta formati potrebbero sfruttare gli spazi dei caffè letterari oppure puntare su qualche start-up nel settore del turismo e, ancora, favorendo la creazione di cooperative di comunità o simili. Questo non è facile ma bisogna provare e il Comune è pronto, con i suoi limiti e funzioni, a fare la sua parte. Ci sono poi i vari progetti di servizio civile che hanno impegnato diversi ragazzi del posto in questi anni».


San Felice si apre anche all’altra sponda dell’Adriatico, la Croazia, un Paese entrato da pochi anni nell’Unione Europea e dal quale è arrivato in paese pure il Presidente della Repubblica.
«Il programma Gioventù in Azione ha favorito gli scambi culturali e altre iniziative. Da noi si parla un croato antico che risale ai periodi degli insediamenti in Basso Molise che differisce dal croato moderno ma non mancano i punti di intesa». Quella dello sviluppo turistico e ricettivo potrebbe rappresentare una carta da giocare «ma bisogna impegnarsi di più in questo settore in un discorso di rete, quasi un piccolo distretto capace di richiamare, nel suo insieme, turisti e visitatori anche da fuori regione. Le potenzialità non mancano» assicura Zara.


Da giovane sindaco fa parte anche dell’Anci Giovani, un punto di incontro a livello nazionale con le esperienze di altri giovani amministratori che sono al timone di Comuni sparsi in tutta Italia. Anche con i colleghi dei paesi limitrofi si è consolidato un rapporto di collaborazione oltre che di amicizia. «La nostra amministrazione è formata da diversi giovani e dal vicesindaco, Nicolino Ferrante. Il lavoro di squadra ha funzionato e in questi anni ho instaurato un rapporto di intesa e ascolto con tutti e ho cercato di farlo con tutta la comunità di San Felice e anche con la minoranza. I piccoli numeri invitano anche alla massima collaborazione evitando ogni divisione o scontro oltre la normale dialettica. Ogni giorno bisogna combattere con la burocrazia ma non mi tiro indietro». La politica? «Quella di partito non è una priorità e vengono prima i singoli problemi a livello locale. Ovviamente serve un rinnovamento anche a livello regionale». Il perché della ricandidatura? «Non per diventare un sindaco vecchio – scherza Corrado Zara - ma per completare tutti i progetti avviati e coronare anche un piccolo sogno, quello dello sviluppo turistico di San Felice e del nostro territorio». (FO)

(Pubblicato il 08/05/2017)

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