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Tigre Amico
 
Ricerca internazionale
Ogni due passi un rifiuto: spiagge e mare invasi da plastica, polistirolo e cotton fioc
Tanta plastica, tra bottiglie, cassette di polistirolo e altri scarti ma anche una montagna di cotton fioc. Tra il mare Adriatico e lo Ionio galleggiano e sprofondano rifiuti di ogni tipo ma anche lungo le coste la «monnezza marina» continua a preoccupare. Tanto che in media ci sono più di 650 oggetti spiaggiati ogni cento metri di litorale. Una ricerca internazionale ha coinvolto sette Paesi che si affacciano sui due mari considerati chiusi e offre numerosi spunti di riflessione sulle condizioni delle coste e delle acque sempre più affollate da rifiuti. Come punto di prelievo non c’è il Molise ma il ragionamento dello studio vale per tutti.


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C’è chi la definisce come una «zuppa di plastica» tra il mare Adriatico e lo Ionio. È quella che si può servire se, in sostanza, l’uomo continua a non rispetta l’ambiente - dalle spiagge agli specchi d’acqua circoscritti in questi mari considerati «chiusi». Rifiuti abbandonati lungo le coste e ritrovati in spiaggia, gettati durante la navigazione come una semplice bottiglietta, cassette di polistirolo e molto altro. Una «zuppa» che i pesci certamente non vogliono mangiare e che rappresenta una riflessione sullo stato dei mari e delle coste che, in alcuni casi, sono pieni e piene di immondizia. Il rapporto ’DeFishGear’ offre un’ampia riflessione che rappresenta anche un monito per cambiare comportamenti e azioni che mettono a rischio la salvaguardia di mari così importanti.


I dati contenuti nel rapporto non hanno come punto di prelievo o riferimento la costa molisana ma, da un’analisi più generale, offrono comunque un quadro di osservazione. Sono stati reperiti, in media, 658 oggetti spiaggiati ogni 100 metri di litorale monitorato tra i mari Adriatico e Ionio (anche nei paesi esteri dell’altra sponda dell’Adriatico) con un range di 219-2914 oggetti ogni 100 metri, mentre una media di 332 oggetti per chilometro quadrato sono stati monitorati in galleggiamento lungo le coste; sul fondo del mare la situazione non è migliore: una media di 510 oggetti raccolti per chilometro quadrato (con un range che va da 79 a 1099). Quello dei rifiuti marini rappresenta un serio problema ambientale per questi mari e quelli riportati sono soltanto alcuni dei risultati emersi e anche preoccupanti.


Per fare alcuni esempi tra i rifiuti spiaggiati spiccano, in ordine decrescente, i pezzi di plastica, il polistirene, i cotton fioc, tappi e coperchi e mozziconi o filtri di sigarette. Tra la «monnezza» galleggiante la plastica la fa da padrona tra pezzi di plastica, sacchetti e contenitori di polistirolo per il pesce. Terzo aspetto, i rifiuti individuati in profondità ci sono sempre i pezzi di plastica, i sacchetti, i contenitori per alimenti ma anche bottiglie e reti per l’allevamento di molluschi. Insomma, delle vere e proprie discariche «in mare aperto» individuate durante i campionamenti che emergono dalla ricerca internazionale e analizzati dagli esperti che si sono occupati del report ’Marine Litter’. Non mancano anche le curiosità. Perchè si trovano moltissimi «bastoncini cotonati»?


«Per spiegare come mai si trovino così tanti cotton fioc – spiega la studiosa Simona Marra sulla rivista Micron - i ricercatori hanno formulato qualche ipotesi. È possibile che dopo l’uso vengano gettati giù per lo scarico dei gabinetti domestici, e che riescano a sfuggire agli impianti per il trattamento delle acque di scarico, forse per malfunzionamenti, arrivando poi in spiaggia.
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Oppure potrebbero essere portati lì da fiumi, o provenire dagli scarichi delle navi da crociera». Ma l’elenco continua e invita tutti a una attenta riflessione e a un cambio di comportamento sulla gestione corretta dei rifiuti.

Il metodo di ricerca
Sul sito ufficiale dell’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale «Il rapporto “DeFishGear” sulla valutazione dei rifiuti marini presenta i risultati di una complessa campagna di monitoraggio annuale effettuata nei 7 paesi che condividono il bacino Adriatico e Ionico. In particolare: sono stati analizzati 180 transetti su spiaggia in 31 diversi siti, per un totale di 32.200 metri quadri estesi su oltre 18 chilometri di costa; sono stati effettuati 66 transetti a bordo di pescherecci per valutare i rifiuti galleggianti, percorrendo un totale di 415 chilometri, mentre osservatori su ferry-boat hanno monitorato un totale di 9.062 chilometri di mare; per i rifiuti sul fondo sono stati campionati 11 siti con reti a strascico effettuando un totale di 121 cale, sono inoltre stati effettuati 38 transetti in 10 diversi siti tramite operatori subacquei; per la valutazione della plastica nel biota sono stati analizzati 614 esemplari di pesci. Il programma triennale IPA-Adriatico DeFishGear si è concluso a fine 2016 e ha coordinato ed armonizzato azioni pilota nell’ambito di una stretta cooperazione fra Scienza, Politica e Società con l’obiettivo comune di un Adriatico e Ionio libero dai rifiuti. (FO)

LINK
Il rapporto completo Marine Litter

(Pubblicato il 21/05/2017)

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