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Cronache
Calci e pugni alla madre: arrestato il trentenne sfrattato dalla Casa dello Studente
Da ieri 23 aprile è in carcere a Campobasso il ragazzo che pochi giorni fa era stato cacciato dagli alloggi Iacp a causa di una morosità di 10mila euro. Da un anno i Carabinieri, già allertati alcune volte dalla madre, indagavano sul giovane di Montefalcone nel Sannio: la insultava e la picchiava tra le mura domestiche. Un incubo per la donna, che in quei momenti non riusciva a placare la furia del figlio e a soddisfare la sua richiesta di soldi. La notizia ha scosso anche l’Università del Molise frequentata dal giovane. L’appello dei rappresentanti di Target Unimol: «Bisogna aiutarlo e dargli una seconda opportunità».


Montefalcone Nel Sannio. Il suo sfratto dalla Casa dello Studente aveva fatto discutere parecchio e diviso l’opinione pubblica tra chi sosteneva le ragioni del 30enne, descritto come una «persona fragile e con una serie di problemi» e chi la pensava come lo Iacp.

Tre giorni dopo il colpo di scena, quasi per uno strano (e al tempo stesso drammatico) scherzo del destino: da ieri il giovane è nel carcere di Campobasso. Domenica 23 aprile i Carabinieri della stazione di Montefalcone nel Sannio e dell’Aliquota Operativa del Norm della Compagnia di Termoli si sono presentati a casa sua per arrestarlo, eseguendo l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari. Lo sfratto dalla Casa dello Studente non c’entra nulla: i militari hanno eseguito a Campobasso un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal gip. Lo studente iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza, orfano di padre, era stato denunciato dalla madre: tra le quattro mura di casa subiva gli insulti, i calci e i pugni da parte del figlio.

Più volte la donna aveva anche chiesto l’intervento dei Carabinieri, non sapendo come riuscire a placare la sua furia dovuta in parte anche a continue richieste si denaro. Soldi che sicuramente non doveva servire a pagare la retta allo Iacp per l’alloggio nella Casa dello Studente: dal 2014 infatti aveva maturato una morosità di quasi 10mila euro ed era stato mandato via dall’Istituto, a cui erano arrivate pure le segnalazioni di alcune studentesse per alcune molestie avvenute da parte del ragazzo di Montefalcone.

Poi su di lui è arrivata una prima misura cautelare scattata dopo le denunce della madre: l’obbligo di dimora nella città capoluogo, il divieto di avvicinarsi a Montefalcone. Con la loro approfondita indagine, i Carabinieri hanno raccolto altri elementi fondamentali per il provvedimento dell’autorità giudiziaria e ai polsi del giovane sono scattate le manette. Un duplice dramma per la famiglia e in particolare per la madre, costretta a far arrestare quel figlio che la riempiva di botte nei momenti di ‘buio’.

La notizia dell’arresto ha scosso pure l’Ateneo molisano e in particolare i compagni della Facoltà di Giurisprudenza. I rappresentanti di Target Unimol parlano della sua «situazione difficile».
«Per chi lo conosce e sa quanto abbia sofferto e quanto sia di cuore questo ragazzo - scrivono gli studenti - non può immaginarlo usare violenza contro nessuno. Per aver fatto qualcosa del genere significa che è davvero in difficoltà e va aiutato. Il carcere potrà temprarlo per un po’ ma non vediamo come possa aiutarlo ad uscire dalla sua situazione, crediamo vada assolutamente affidato ad una struttura specializzata per il suo recupero psicologico e personale».
Lanciano poi un appello all’Università del Molise e all’Esu, l’ente per il diritto allo studio della Regione Molise affinchè possano «attivarsi per supportare il recupero di questo studente e il suo ritorno alla normalità» per la conclusione degli studi. Al 30enne mancavano pochi esami. «Siamo consapevoli - concludono - che il mondo è fatto di competizione e vince solo chi è più adatto all’ambiente e gli interventi di supporto non si possono intendere mirati per singoli casi, ma questo ci sembra davvero doveroso di attenzione per poter dare, in maniera completa, una seconda possibilità al nostro amico».

(Pubblicato il 24/04/2017)

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