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Un patrimonio da scoprire
Scoperti tempio, altare e 300 monete a Pietrabbondante con 16mila euro raccolti via web
Con i 16mila euro raccolti durante la scorsa campagna di crowfonding lanciata su internet, 25 archeologi coordinati dal docente Adriano La Regina hanno trovato nel sito di Pietrabbondante una nuova area religiosa che appartiene al V secolo d.C.. I nuovi ritrovamenti saranno presentati il 28 aprile prossimo a Roma quando sarà aperta una seconda raccolta per trovare nuovi fondi da destinare ai nuovi scavi. «Qui c’è un patrimonio religioso importante e speriamo di poter continuare a lavorare per riportare alla luce tutto».


di Elena Berchicci

In home e qui sopra il sacello durante gli scavi, sopra l’area individuata e riemersa
Pietrabbondante. Un tempio, un altare, il basamento di una statua, più di 300 monete e tanti altri piccoli materiali e ornamenti sacri come ceramiche e lucerne. Tutto nascosto nella terra e tutto riemerso grazie al lavoro dei venticinque archeologi coordinati dal professor Adriano La Regina e grazie al contributo di centinaia di persone. Sedicimila euro raccolti con la campagna di crowfonding partita esattamente un anno fa e destinata alla raccolta fondi per finanziare gli scavi nell’area archeologica di Pietrabbondante. Quell’aiuto concreto raccolto nei mesi ha permesso al gruppo di esperti di scavare e cercare nuovi materiali nell’area archeologica di Pietrabbondante, dove è tornato alla luce un santuario orientale, come è stato definito per la sua posizione all’interno dell’intera area.

Con il denaro sono stati sovvenzionati gli esperti, acquistati i materiali per il lavoro di scavo, contattati e ingaggiati due operai e convenzionato un progetto con il Cistec dell’Università La Sapienza di Roma, ovvero il centro di ricerca in scienza e tecnica per la conservazione del patrimonio storico artistico che ha collaborato con un gruppo di ingegneri per le analisi tecniche di laboratorio. Un team di lavoro che ha operato in squadra «per un ritrovamento inaspettato – commenta una delle archeologhe impegnate nei lavori di ricerca –e che ci fa collocare i ritrovamenti agli inizi del V secolo dopo Cristo, dopo il Paganesimo, un dato storico importantissimo sul quale dobbiamo continuare a studiare».


Tecnicamente si parla di sacello, ovvero di un recinto sacro, «un ambiente non molto esteso che si colloca all’interno di un’area più grande, composta in totale da tre spazi».
Le nuove scoperte saranno presentate ufficialmente nei prossimi giorni dal responsabile dei lavori e presidente dell’Istituto nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte a Roma, il dottor La Regina, con una conferenza stampa a Palazzo Venezia durante la quale si darà il via anche alla seconda campagna di raccolta fondi tramite il web e i social, un progetto di fundraising «per continuare a esplorare l’area del santuario individuato e approfondire gli studi. E’ una ricchezza per il sito, per Pietrabbondante e anche per il Molise». Proprio al Molise il Mibact, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha destinato un milione di euro per il restauro e l’apertura al pubblico della domus di Pietrabbondante.

(Pubblicato il 23/04/2017)

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