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Teatro Loto a rischio chiusura, il direttore: "Colpa della Regione". "No, ha avuto i fondi"
Appello dell’attore Stefano Sabelli per salvare il suo piccolo teatro privato di Ferrazzano: "Il silenzio e il disinteresse della Regione Molise e delle massime istituzioni pubbliche molisane nei nostri confronti s’è fatto davvero assordante e preoccupante, aiutateci a evitare la chiusura". Eppure dal 2014 al 2016 i contributi pubblici per la sua impresa di produzione teatrale sono stati cospicui sia dall’assessorato regionale che dalla Fondazione.


Campobasso. Critici d’arte come Vittorio Sgarbi e registi del calibro di Agostino Ferrante hanno già aderito all’appello promosso dall’associazione culturale Il Bene Comune per salvare il Teatro del Loto di Ferrazzano a rischio chiusura per carenza di risorse economiche. Dalla sua bacheca facebook nel pomeriggio del 19 aprile l’attore Stefano Sabelli, ideatore, fondatore e direttore artistico della struttura (privata, non pubblica) di piazza Spensieri, ha invitato i cittadini a sottoscrivere la campagna “Salviamo il teatro del Loto” (basta inviare una mail entro il 10 maggio a sostieniloto@gmail.com) puntando immediatamente il dito contro la Regione Molise.

A detta di Sabelli, infatti, «è preoccupante l’assordante silenzio delle istituzioni molisane» a dieci anni dalla nascita di questa vivace realtà culturale che ha organizzato – come leggiamo nell’appello – “400 tra eventi e spettacoli e ospitato oltre 2000 artisti dal 2007 a oggi”. Per l’ex aspirante consigliere regionale in quota Pd a minare la sopravvivenza del teatro “e dell’eccellente programmazione artistica che ha sempre garantito”, sarebbe il taglio dei contributi regionali “sia nel 2016 che nel 2017”.
“Eppure la Fondazione Molise Cultura – leggiamo ancora nell’appello - braccio operativo della Regione, non ha lesinato in questo periodo ingenti risorse per imprese teatrali non molisane, che hanno spesso promosso programmazioni artistiche discutibili e con cachet molto superiori a quelli di mercato”.

Dal Palazzo di via Milano, però, i dati forniti sono altri: con la sua impresa di produzione teatrale Sabelli avrebbe incassato circa 10mila euro nel 2014, ben 60mila euro nel 2015 (fondi dell’assessorato regionale) e dalla tanto contestata Fondazione addirittura quasi 70 mila (euro 68.826,00) tra il 2015 e il 2016.
Insomma, non proprio bruscolini.

Per di più il Loto, essendo una compagnia stabile che dà lavoro a tanti operatori del settore e versa contributi all’Inps, è riconosciuto anche dal Fondo unico per lo spettacolo. Che si traduce in altri contributi pubblici ottenuti negli ultimi tre anni.


Ma le spese anche per un piccolo teatro come quello ferrazzanese restano comunque molto alte: organizzare i cartelloni costa, ci sono i tecnici da pagare e il cachet per gli attori. Da qui la richiesta, alla Regione in primis ma anche a Provincia di Campobasso, al Comune capoluogo e all’Amministrazione di Ferrazzano, affinché s’impegnino a stabilire “un accordo di programma pluriennale che assicuri al Loto le risorse necessarie per lo svolgimento del ruolo fecondo e fondamentale che svolge, a beneficio dell’intera comunità regionale”.

(AD)

(Pubblicato il 20/04/2017)

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