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Cronache
"Illegale è stato non prorogare i contratti": i precari del Centro impiego chiederanno i danni
Gli ex lavoratori di piazza Molise escono allo scoperto e tramite i loro avvocati ricostruiscono la vicenda delle proroghe "illegali" per la Procura che ha indagato 13 tra politici e funzionari sostenendo che i contratti per 26 precari sarebbero stati stipulati in violazione di legge. "E’ l’esatto opposto - sostengono Iacovino e Ruggiero - tanto che in tutta Italia si è andati verso la stabilizzazione. La politica farebbe bene a rivedere le sue posizioni, noi andiamo avanti e chiederemo un risarcimento danni anche ai singoli dirigenti responsabili di questa ingiustizia".


di Assunta Domeneghetti

Campobasso. Lunghe file sono ormai all’ordine del giorno. Il lavoro per chi è rimasto in servizio è raddoppiato e i dipendenti sono allo stremo: dopo l’uscita di scena “forzata” degli ex lavoratori del Centro per l’impiego di Campobasso, quelli per i quali cui, scaduta l’ultima proroga contrattuale non c’è stato più rinnovo, la situazione nel vecchio ufficio di collocamento provinciale «è precipitata e ormai è il caos».
A riferirlo è Katia Leonardo, una delle 27 precarie in servizio «senza contratto e senza stipendio da marzo a novembre 2016 e non certo per nostra volontà» negli uffici di piazza Molise.


Nella mattinata del 18 aprile Katia e diversi ex dipendenti hanno preso parte alla conferenza stampa degli avvocati Enzo Iacovino e Andrea Ruggiero che li stanno difendendo sia sul piano lavorativo che - per una di essi indagata con il consigliere Salvatore Micone - penale.
Oltre ad aver perso l’impiego, a detta dei legali in maniera «ingiusta» a fine febbraio la Procura di Campobasso ha anche avviato un procedimento giudiziario inviando 13 avvisi di conclusione indagini ad altrettante persone, funzionari provinciali ed esponenti politici per lo più, accusati a vario titolo di truffa, falso, abuso d’ufficio e persino minacce.

Dalle risultanze investigative le proroghe contrattuali sarebbero avvenute illegalmente. Secondo Iacovino, invece, «illegale è stato non prorogare quei contratti». L’avvocato ha evidenziato ancora una volta come «in tutti i Centri per l’impiego d’Italia, compreso quello di Isernia, è stato possibile far proseguire l’attività lavorativa agli ex dipendenti, qui parliamo di persone che dopo l’approvazione del masterplan (il progetto comunitario con i quale dal 2012 molti di loro erano stati assunti, ndr) hanno superato un concorso pubblico».
Nessuna occupazione “abusiva” insomma per i difensori dei precari «i loro contratti sono stati regolarmente prorogati e si sarebbe potuto andare anche oltre i 36 mesi visto che lo prevedevano le leggi di stabilità».


Un ‘dettaglio’ che sarebbe stato volontariamente trascurato «per una precisa volontà politica» e cioè quella di «rimuovere illegittimamente chi aveva acquisito un diritto per piazzare altre persone. Se la classe politica ha un minimo di buonsenso potrebbe ancora riparare».
Ma anche la Procura (titolare del fascicolo è il pm Nicola D’Angelo) avrebbe agito in maniera superficiale «perché avrebbe dovuto approfondire meglio tutti gli atti che hanno accompagnato questo percorso occupazionale visto che la proroga era possibile tanto che lo hanno fatto in tutta Italia».

A subirne le conseguenza «non siamo stati solo noi precari – ha aggiunto Katia - ma anche l’utenza: i livelli minimi essenziali di assistenza ai disoccupati attualmente non vengono garantiti, chi è rimasto è oberato di lavoro e ci stanno rimettendo tutti».


E non sarebbe stata applicata la legge in materia neppure secondo l’avvocato Ruggiero: «Questi ragazzi hanno non solo garantito il servizio ma hanno fatto delle querele per tutelarsi nel 2016 e presentato delle memorie quindici giorni fa. L’impostazione della Procura va rivista, tutti i procedimenti, che mi auguro possano essere riunificati, troveranno degli ostacoli perché gli inquirenti sostengono illegittimità della proroga quando non è così».

I precari per ben tre volte hanno tentato la via della transazione: una conciliazione con la pubblica amministrazione per sanare il pregresso (il periodo in cui sono stati senza stipendio e senza contratto) e giungere alla tanto agognata stabilizzazione. «I ragazzi sarebbero ancora disponibili – ha concluso Iacovino – purché ci sia la stessa volontà anche dall’altra parte. Noi, comunque, non ci fermeremo, non può essere sempre Pantalone a pagare e chiameremo in causa i singoli funzionari provinciali responsabili di questa situazione paradossale».

(Pubblicato il 18/04/2017)

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