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I volti della protesta
Pochi in piazza per la sanità pubblica: "Che delusione, ci sono più bandiere che persone"
Ben al di sotto delle aspettative la manifestazione convocata alle 16 e 30 sotto il Comune di Campobasso dal Forum per la sanità pubblica. Un anno dopo l’affollato corteo che portò in piazza migliaia di cittadini, la partecipazione è scarsa: "Ci sono più bandiere che gente" il commento unanime. Partiti come il Movimento 5 Stelle, associazioni provenienti anche da Venafro (Mamme per la salute), Comuni, sindacati, e movimenti non hanno riempito la piazza. Secondo le forze dell’ordine c’erano circa 400 persone. Il primo a prendere la parola è stato Antonio Battista che ha aderito alla mobilitazione sebbene, dal palco, non gli abbiano risparmiato una figuraccia ricordandogli che "è lo stesso sindaco che un anno fa ha votato un odg in cui non si difendeva l’ospedale Cardarelli". La conclusione è stata affidata all’ex primario Italo Testa: "La battaglia del Forum per la tutela della salute pubblica venga estesa anche agli altri beni comuni: acqua, aria e diritto al lavoro"


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Campobasso. Chi oggi pensava di dare la spallata al governatore-commissario Paolo di Laura Frattura si è dovuto ricredere: la manifestazione a difesa della sanità pubblica è stata deludente. L’entusiasmo di un anno fa non si è respirato. C’erano molte bandiere, tante adesioni che sono rimaste solo sulla carta e in piazza Municipio c’era poca gente. Quando la mobilitazione sarebbe dovuta essere già al culmine – intorno alle 18 - per le forze dell’ordine ci saranno state sì e no circa 400 persone. Numeri rimasti più o meno gli stessi anche quando a prendere la parola è stato Italo Testa che ha concluso il comizio.
La politica ai tempi di Facebook può creare grandi aspettative, ma la vita reale e l’attenzione dei cittadini è tutt’altra cosa.
L’appuntamento sotto Palazzo San Giorgio era alle 16 e 30: il Forum, l’organizzazione che raggruppa movimenti e comitati che ’agitano’ - nel senso migliore del termine - gli ospedali pubblici molisani, aveva allestito un maxi palco decisamente più professionale di quella specie di trabiccolo dell’anno scorso. "Spingendo" questa Giornata di mobilitazione europea per settimane. Eppure, basta guardare una foto di quel 18 maggio 2016 per rendersi conto che i numeri non sono stati gli stessi.
Lo ha ammesso pure il sindacalista della Fials Carmine Vasile: «Ci si doveva impegnare di più, chi ha aderito avrebbe dovuto garantire la presenza di almeno una decina di persone sotto la propria bandiera e invece...».

Quello che è cambiato rispetto all’anno scorso è il livello di rabbia: quella del maggio 2016 era più una protesta contro qualcuno, contro il governatore Frattura. Quest’anno invece, e lo ha dimostrato la presenza in piazza di molti sindaci, potrebbe aver giocato un ruolo decisivo un mix di fattori: la figura del nemico da abbattere assente e, forse, anche la stanchezza. Non c’erano neppure slogan e fischietti a rendere più rumorosa una manifestazione apparsa piatta e molto ’istituzionale’.


Ma veniamo alle presenze. I sindacati c’erano (Uil, Cgil, Usb, Fials), e c’erano anche tanti sindaci (Agnone, Tufara, Montefalcone, Larino, Roccamandolfi). C’erano i partiti della sinistra (Pci e Comunisti italiani), il Movimento 5 Stelle al gran completo e il Movimento sovranista di Carlo Perrella. C’erano le bandiere di Democratici e progressisti (assente il suo deputato molisano di riferimento Danilo Leva). Mancava pure l’ex presidente Michele Iorio che qualche giorno fa aveva dato il proprio sostegno alla mobilitazione, ma senza mettere piede nella piazza.
E ancora: era presente la vicepresidente dell’assemblea Pd, Costanza Carriero, l’ex presidente dell’Ordine dei medici, Gennaro Barone, l’ex consigliere regionale Massimo Romano, il senatore Augusto Massa, l’ex numero uno di Molise Acque, Piero Neri (molto vicino a Roberto Ruta), un po’ di consiglieri comunali di Campobasso come Lello Bucci, Maurizio D’Anchise e Michele Durante e l’assessora Emma De Capoa. E poi i medici Daniela de Capoa, Michela Musacchio e Lucio Pastore.

Il primo a prendere la parola sul palco è stato proprio Antonio Battista: lui ha aderito alla mobilitazione sebbene, un attimo prima di passargli il microfono, non gli abbiano risparmiato una figuraccia ricordandogli che «è lo stesso sindaco che un anno fa ha votato un odg in cui non si difendeva il Cardarelli».
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Battista è stato l’unico politico (del Pd, per altro) ammesso. «Non vogliamo che venga messo il cappello alla nostra manifestazione» hanno detto dopo il suo brevissimo comizio in cui ha fatto riferimento «a principi di solidarietà e universalità sanciti dalla nostra Costituzione e ribaditi questa giornata di proposta e riflessione».

Poi la parola è passata all’Unione degli Studenti e al comitato Mamme di Montenero di Bisaccia: nel comune adriatico contro la chiusura del reparto di pediatria sono state già raccolte 700 firme.
L’intervento più apprezzato è stato quello dell’attore Flavio Brunetti che ha interpretato un monologo satirico sulla sanità scritto da Aida Trentalance, la numero due del Forum accanto a Italo Testa. E anche quest’anno ha chiuso gli interventi l’anziano ex primario del Cardarelli.
Nella premessa Testa ha ricordato un po’ di cifre: «Negli ultimi 40 anni ben 11 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi, oggi siamo qui per ribadire che l’accesso alle cure va garantito a tutti e questo può avvenire solo col sistema pubblico. Invece c’è un preciso disegno a voler trasformare la sanità italiana sul modello americano delle assicurazioni private, ecco perché da decenni viene smantellata con inevitabili ripercussioni sugli utenti costretti a pagare ticket più salati e a restare per mesi, a volte anni, in liste d’attesa interminabili».
Il dottor Testa ha infine lanciato un appello affinché il ’suo’ Forum faccia rete anche con chi si batte per l’acqua pubblica, l’aria pulita e il lavoro. Un Forum allargato, insomma, che partendo «dalla tutela del diritto alla salute difenda, più in generale, i beni comuni». Un fronte che va allargato per evitare di perdere anche la prossima battaglia.

Le immagini nella galleria fotografica

(Pubblicato il 07/04/2017)

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