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Controsensi
Eletti col Pd, 3 anni dopo ancora senza tessera. E alle primarie non hanno neppure votato
La metà dei consiglieri comunali del gruppo Pd al Comune di Campobasso è senza tessera del partito nonostante l’elezione avvenuta tre anni fa: "Nessun attrito politico o mancanza di interesse, è stata solo disattenzione", ha ammesso Giovanna Viola. "Preferisco restare un uomo libero" il commento di Francesco Sanginario. "Ce l’avevo, poi non l’ho rinnovata per pigrizia" ha sostenuto Molinari che assieme ai suoi colleghi ’astensionisti’, compreso Massarella, è rimasto escluso dalle primarie di circolo di domenica scorsa riservate ai soli tesserati.


di Assunta Domeneghetti

Campobasso. Sono quattro i consiglieri comunali di Campobasso che pur essendo stati eletti nelle liste del Pd alle elezioni del 2014 non hanno la tessera in tasca: si tratta di Ferdinando Massarella, presidente della commissione Lavori pubblici, Giovanna Viola, al vertice della commissione Cultura, Antonio Molinari (Attività produttive) e Francesco Sanginario.
I consiglieri, non essendo iscritti, alle primarie di circolo di domenica scorsa non hanno neppure potuto votare per la loro mozione. «Eppure – garantisce la consigliera Viola – faccio costantemente attività politica per il mio partito e non ho attriti con l’attuale segreteria. Diciamo che tra una cosa e l’altra ho sempre rinviato il tesseramento».

Disattenzione insomma, più che divergenze politiche, con la consapevolezza che si tratta «di un vero controsenso». La candida ammissione della consigliera che rappresenta il Pd nelle istituzioni, evidenzia ancora di più l’esiguo numero di tessere nel circolo di Campobasso. Gli iscritti nel capoluogo sono appena 134 (Isernia ne ha 166, Venafro 148, Riccia, il paese della segretaria Fanelli, ben 123). E di queste persone domenica ai seggi se ne sono presentate meno della metà: appena 61. Del resto se la disaffezione è così evidente tra i rappresentanti del Pd, figuriamoci tra chi non ha neppure incarichi nella politica.

«La mia è una scelta, non ritengo di dovermi iscrivere, ho aderito solo alle liste tre anni fa e lo dissi apertamente che non avrei preso la tessera, è una cosa che non mi piace. L’ultima volta che ne ho avuta una in tasca ero un giovane socialista» questa la motivazione di Francesco Sanginario.
«Mi rendo conto che può sembrare un controsenso, ma un prezzo per la propria libertà va pur pagato».

Era invece iscritto al Pd fino allo scorso anno il consigliere Molinari: «Oltre al fatto che non c’è nessun obbligo – ha spiegato il presidente di commissione –, non l’ho più rinnovata per pigrizia e perché non era una priorità. E anche se alla prima fase congressuale di circolo non ho potuto partecipare andrò a votare – e farò votare – alle primarie aperte a tutti del 30 aprile».
Molinari, sostenitore della mozione di Michele Emiliano, ha giurato che nel 2017 rinnoverà il tesseramento. «Anche se il nuovo segretario dovesse essere Matteo Renzi».

(Pubblicato il 07/04/2017)

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