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Ospedali e veleni
L’Europa in piazza per la sanità pubblica, ma in Molise la protesta è un test su Frattura
A distanza di un anno dalla manifestazione che portò in piazza migliaia di persone, il Forum torna in trincea e dà una connotazione locale alla Giornata europea: "Non è una riorganizzazione degli ospedali, ma la consegna del sistema al privato che danneggerà gli anziani e i meno abbienti". L’ex primario del Veneziale Lucio Pastore alla carica: "Frattura venisse a vedere i risultati della sua azione, i pazienti restano parcheggiati sulle barelle perché mancano i posti letto e le liste d’attesa sono lunghissime". In piazza anche esponenti politici pronti a lanciare la sfida elettorale all’attuale governatore.


Campobasso. Secondo gli osservatori politici, la sanità è il banco di prova più difficile per chi governa una Regione. Lo è stato per Michele Iorio, che venne addirittura commissariato da Roma. Sta tribolando pure Paolo di Laura Frattura: messo forse con le spalle al muro dai famigerati tecnici ministeriali, il governatore è stato autore di una serie di provvedimenti che hanno avuto un effetto dirompente sugli ospedali molisani. Scelte impopolari che gli sono costate la disaffezione di una parte dell’elettorato, sempre molto attento a cosa succede a reparti e posti letto. Qualcuno potrebbe pure non rivotarlo alle Regionali del 2018. E poi ci sono le acerrime contestazioni di una fetta consistente della società. Forum per la sanità pubblica, comitati, amministrazioni, partiti e sindacati sono da tempo in trincea. Un anno fa Italo Testa & co. portano in piazza migliaia di persone. Cinquemila secondo gli organizzatori, molti meno per la Digos, ma comunque tante. E forse ce ne saranno ancora di più venerdì 7 aprile, in occasione della Giornata europea di mobilitazione. E’ indubbio che in Molise la manifestazione avrà una connotazione particolare, intrecciata ai destini dei presidi locali. Di questo ne sono consapevoli anche gli organizzatori.

«Sarà una giornata di mobilitazione europea ma qui assume una connotazione particolare – riconosce la dottoressa dell’ospedale Cardarelli Daniela de Capoa - perché qui più che altrove è grave lo smantellamento della sanità pubblica». Lo definisce «un razionamento, non stiamo assistendo ad una razionalizzazione. E’ facile risparmiare tagliando i servizi, gli ospedali e le strutture territoriali. Nel giro di poco tempo per i cittadini non sarà garantita la stessa erogazione del servizio». Tuttavia, insiste, «il privato convenzionato sarà uguale al pubblico quando potrà dare un servizio 24 ore su 24».

«In tutta Europa – insiste poi Testa, ex primario del Cardarelli -c’è un attacco violento verso la sanità pubblica: con questa politica iperliberista si sta cercando di trasformare la sanità europea in generale e quella italiana in particolare come quella americana, basata sulle assicurazioni private e fondamentalmente ingiusta per i cittadini». Dal suo punto di vista, le ripercussioni saranno disastrose sulla nostra regione, abitata soprattutto da persone anziane che vivono con la pensione. In un futuro non tanto lontano potrebbero non riuscire ad accedere più ai servizi sanitari, già abbastanza costosi a causa dei ‘superticket’ già vigenti. «Il rischio più alto – sottolinea Testa - è che le persone più deboli, i poveri, gli anziani e i malati cronici saranno abbandonati a se stessi: o ci sarà una pubblica per questa gente o andremo a riformare quello che era il cosiddetto ‘elenco dei poveri’». Subito dopo sposta il discorso sulla situazione molisana: «La nostra sanità è stata quasi totalmente smantellata: gli ospedali sono stati chiusi o svuotati secondo una logica che voleva far comprendere alla gente che il pubblico non funziona, mentre il privato è bello. E ci sono riusciti».

Chi opera sul campo descrive tutte le difficoltà che quotidianamente si vivono tra i reparti: «Ho invitato il presidente Frattura a fare un giro tra gli ospedali per vedere i risultati delle sue azioni.
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Ci sono persone che aspettano sulle barelle perché negli ospedali non ci sono posti letto, i tempi di attesa sono lunghi e i costi per le prestazioni sanitarie sono aumentati. C’è un decadimento dei livelli essenziali di assistenza, si sta destrutturando il servizio», la denuncia dell’ex primario del pronto soccorso di Isernia Lucio Pastore, processato dall’Asrem per aver parlato ‘troppo’.

E non importa che dal tavolo tecnico romano sia arrivato il via libera al piano operativo di Frattura. A quell’ok il Forum non crede. «Siamo di fronte alla solita annuncite del commissario», rimarca Aida Trentalance.

Italo Testa è ancora più esplicito: «Non riusciamo a leggere gli atti del tavolo, a parte quello che dice il commissario. E’ stato messo tutto sotto silenzio. E questo è preoccupante perché vuol dire che non si ragiona a favore, ma a danno della cittadinanza altrimenti la riorganizzazione verrebbe pubblicizzata in maniera chiara».

Il clima dunque è avvelenato. E la manifestazione per la sanità pubblica rischia di ‘scottare’ proprio il commissario-governatore: in quella piazza potrebbe cominciare la campagna elettorale di chi, tra un anno, vorrebbe spodestarlo dal vertice di palazzo Vitale.
(SP)

(Pubblicato il 06/04/2017)

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