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Verso la Giornata europea di mobilitazione
Sanità, un anno dopo riecco la protesta. Anche Battista in piazza: "Ma non è contro Frattura"
Riprende la mobilitazione a difesa della sanità pubblica e anche il Consiglio comunale di Campobasso prende posizione approvando all’unanimità l’adesione alla Giornata europea in programma il 7 aprile. In città la manifestazione del Forum che contesta il Piano operativo del commissario-governatore. Al corteo pure il sindaco Antonio Battista che però frena: "Il Cardarelli è un’istituzione da difendere, ma pure gli altri non vanno buttati giù dalla torre. L’importante è che il sistema resti accessibile al cittadino, senza ticket troppo alti o liste d’attesa lunghe".


Una presa di posizione netta, oltre le ideologie e le divisioni politiche. Con un voto unanime l’assise di palazzo San Giorgio ha aderito alla Giornata europea di mobilitazione per la sanità pubblica del 7 aprile. Il primo sì ‘pesante’ espresso da un’amministrazione così importante come quella del capoluogo. Un sì dall’indubbia valenza, soprattutto in questo momento di agitazioni interne al Pd regionale. Anche perché il primo firmatario dell’odg è il capogruppo dem Giose Trivisonno, molto vicino al senatore Roberto Ruta che lunedì 3 aprile ha contestato assieme al deputato di Dp Danilo Leva il Piano operativo del commissario Paolo di Laura Frattura.

Se due indizi fanno una prova, dunque, è inevitabile dare una connotazione politica pure all’atto approvato dal Consiglio comunale. In piazza, fianco a fianco ai contestatori del governatore, ci saranno pure gli esponenti dell’assise campobassana. Sindaco incluso. Proprio Antonio Battista ieri mattina, 4 aprile, stava preparando il discorso da tenere durante la manifestazione. La sua presenza non sarà una prova ‘muscolare’ nei confronti del capo della giunta regionale: ci sono equilibri politici e istituzionali da mantenere. Perciò, parlando di sanità, il primo cittadino misura le sue parole. Pacate, moderate.

«La sanità deve restare pubblica – la prima puntualizzazione - e deve ritornare ad essere il vanto dell’Italia di qualche anno fa, non quella spendacciona ma quella che dava servizi e garantiva salute alle persone attraverso un sistema pubblico che si manifestava non solo attraverso le prestazioni ospedaliere, ma anche con la presenza sul territorio di ambulatori che sono l’essenza della salute e della prevenzione».

Al tempo stesso, Battista è consapevole del peso specifico dell’adesione alla Giornata europea di mobilitazione: «E’ un atto forte, fortissimo che coinvolge tutte le amministrazioni italiane. Dopo aver detto che l’acqua deve essere pubblica, ribadiamo che la sanità deve essere accessibile a tutti: questo significa sanità pubblica. Siamo preoccupati quando i ticket che deve pagare il cittadino sono troppo alti e le liste di attesa troppo lunghe. Quindi, è un rinnovo delle volontà politiche,non è un attacco a qualcuno». Il riferimento è a Paolo Frattura. Il primo cittadino non lo cita direttamente. Però rimarca ancora: «La sanità deve essere accessibile ed erogata a tutti i cittadini. Il sistema salute non può essere accessibile solo ai ricchi, il sistema solidaristico è stato un vanto della sanità italiana e noi vogliamo che torni ad essere tale. Ovviamente c’è bisogno di una riorganizzazione, ma questo è un altro discorso».

Lo squilibrio tra pubblico e privato è dei motivi che hanno spinto Roberto Ruta e Danilo Leva a scaricare Frattura.
Battista giudica «valida» la loro proposta di ripartizione di budget e posti letto (25% al privato e il 75% al pubblico). «I cittadini hanno bisogno di un sistema salute accessibile – scandisce – chi lo eroga è il benvenuto». Al tempo stesso osserva: «Non ci giriamo intorno: i cittadini non possono essere messi nelle condizioni di dover andare via per curarsi, il sistema deve essere accessibile».

Un discorso che fino a un certo punto riguarda lo smantellamento del Cardarelli, un ospedale che molti di coloro che andranno in piazza il 7 aprile puntano a difendere con le unghie e con i denti. «E’ indubbio che occorra una riorganizzazione delle competenze e una definizione di cosa faccia il pubblico e cosa faccia il privato. Il Cardarelli – evidenzia salomonico - è un’istituzione da difendere, ma questo non vuol dire che gli altri vadano buttati giù dalla torre. Esistono degli equilibri compatibili con il nostro sistema sanitario e con la spesa? Secondo me esistono e bisogna ricercarli, volerli e saperli ricercare».
Le motivazioni della manifestazione saranno esposti oggi, 5 aprile, dal Forum della sanità pubblica che ha convocato la stampa in Municipio. Sul tavolo sono arrivate già le prime adesioni, come quella del parlamentare dei Democratici e progressisti Danilo Leva e l’esponente del Prc Silvio Arcolesse. SP

(Pubblicato il 05/04/2017)

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