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Primarie Pd: analisi e scenari
I renziani esultano: "Successo travolgente". Ma la palla passa ai non iscritti e alle "reclute"
La netta affermazione della mozione Renzi-Martina tra i tesserati delle federazioni di Campobasso, Isernia e Termoli, è solo la prima fase congressuale: il 30 aprile ci saranno le primarie "aperte a tutti" compresi quelli che col centrosinistra hanno poco o nulla a che fare. E sarà quello il momento decisivo per il partito, capace di orientare anche il voto in Molise alle regionale del 2018.


di Assunta Domeneghetti

Campobasso. Si è conclusa con la netta affermazione della proposta di Matteo Renzi la prima fase congressuale del Pd: i tesserati molisani hanno fatto la loro scelta appoggiando quasi al 75 per cento (74,2% pari a 839 voti) la mozione dell’ex premier in queste prime consultazioni di circolo, riservate ai soli iscritti, che si sono chiuse nella serata di domenica 2 aprile.

La prima sorpresa all’esito dell’elezione è stato il mezzo flop della mozione Emiliano: il governatore della Puglia, infatti, si è piazzato terzo (a lui sono andate 141 preferenze pari al 12,5 per cento), dopo Andrea Orlando (151 voti pari al 13,4 per cento), senza riuscire a ‘sfondare’ nonostante il sostegno ricevuto da mezza giunta comunale nel capoluogo e dal senatore Roberto Ruta.

Un risultato che per il coordinatore della mozione Emiliano in regione, Giose Trivisonno è comunque di tutto rispetto «intanto perché il Molise è risultata essere la quarta regione in Italia con il consenso più alto per Michele Emiliano» e poi perché l’obiettivo, almeno in questa prima fase, era quello di superare lo sbarramento al 5 per cento richiesto per poter accedere alla fase due, ossia le primarie del 30 aprile in cui sarà eletto il segretario nazionale del più importante partito italiano.

«Adesso è il momento, per tutti quei cittadini che, seppur non tesserati, hanno a cuore il centrosinistra, di far sentire la propria voce e lavorare per un Pd che sia aperto, plurale e punto cardine della coalizione di centrosinistra». Una riflessione per niente ingenua quella del capogruppo Pd a Palazzo San Giorgio: a fare la differenza, ora, saranno i non iscritti quando si svolgeranno le primarie “vere”, quelle “aperte a tutti”. Compresi quelli che col Pd e col centrosinistra hanno poco a che fare e vengono reclutati dai vari referenti territoriali per far sentire il loro peso a livello locale. Succede ogni volta che ci sono le primarie: un voto alterato dalla partecipazione di chi non ha a cuore le sorti della coalizione è la via più breve (e perfettamente legittima) per mettere i bastoni tra le ruote all’attuale maggioranza e, nel caso specifico, provare a limitare l’avanzata di Renzi e soprattutto dei renziani locali, a cominciare dal presidente Frattura.


Prendiamo il caso di Venafro: nel paese del consigliere regionale Massimiliano Scarabeo – in aperto contrasto oggi con il governo di Paolo Frattura e la segretaria regionale Micaela Fanelli – la mozione Orlando da lui appoggiata ha avuto ben 58 preferenze (Emiliano 33 e Renzi 7). Il circolo venafrano del Pd ha fatto sentire – e forte - la sua voce anticipando, in qualche modo, anche l’orientamento dell’elettorato di quella zona del Molise in vista delle elezioni regionali del 2018. Se le due correnti antirenziane (e anche antifanelliane e antifratturiane) unissero le forze e portassero molta gente alle urne il 30 aprile prossimo, sarebbero già parzialmente stravolte le premesse sulle quali ha poggiato la vittoria di Paolo Frattura alle elezioni del 2013. Venafro, comunque, è stato l’unico comune della federazione di Isernia in cui ha vinto Orlando. Gli iscritto del capoluogo per esempio hanno dato appoggio a Renzi (78 voti a lui, 7 a Orlando, 2 a Emiliano)


Ragionamenti, questi, che sembrano non sfiorare la segretaria regionale Micaela Fanelli la quale, rimarcando soddisfatta «l’affermazione della mozione Renzi-Martina» ha voluto evidenziare soprattutto la validità «di un percorso e di un metodo che hanno dimostrato la vitalità di un Pd molisano in cui si ha voglia di discutere, di confrontarsi, scegliendo democraticamente e con regole scritte i propri leader».

Parla di «successo travolgente» anche Laura Venittelli, coordinatrice della mozione Renzi in Basso Molise dove l’ex premier ha convinto quasi il 76 per cento dei tesserati (Orlando 11%, Emiliano 13%).
«Nella giornata di oggi non abbiamo timore delle cifre, poiché quelle del Partito democratico segnano un trionfo della mozione Renzi – ha ribadito la parlamentare – che, salvo qualche eccezione, ha convinto in maniera quasi plebiscitaria in quasi tutti i circoli del Basso Molise. Non v’era dubbio alcuno che la battaglia di riconquista del Partito che mai ha smesso di credere in Matteo, soprattutto nella base, si indirizzasse verso le primarie del 30 aprile con un bilancio più che positivo. Un rinnovato entusiasmo che ci accompagnerà anche nelle 4 settimane che ci separano dall’atteso appuntamento».
Tutto per Renzi il circolo di Termoli (68 voti a lui, 8 a Orlando e 7 a Emiliano); bene anche San Martino in Pensilis.
Nel paese del neo tesserato vicepresidente della Regione, Vittorino Facciolla i voti sono stati tutti per Renzi (52 contro 1 a Orlando e 0 per Emiliano).


Complessivamente dal 20 marzo al 2 aprile (questo il periodo in cui si sono svolti i congressi nei 60 seggi allestiti su tutto il territorio) sono andati a votare più di 1100 tesserati. «Numeri incoraggianti – secondo la segretaria Fanelli - in linea con quelli registrati nel 2013, sempre al confronto con la partecipazione e il voto riservati agli iscritti».
Eppure i territori non hanno dato tutti la stessa risposta: a Riccia, per esempio, su 123 iscritti hanno votato in 73 (71 per Renzi, 1 Orlando 1 per Emiliano). A Campobasso, capoluogo di regione dove i dem sono solamente 134 (Isernia ne ha 166, Venafro, altro ‘paesone’ come Riccia, addirittura 148), l’astensione è stata altissima (ai seggi appena 61 persone che hanno dato 34 preferenze a Renzi, 9 a Orlando e 18 a Emiliano). Una disaffezione rimarcata anche da Trivisonno e dovuta, secondo il suo giudizio, «a una conduzione autoreferenziale e poco democratica» dell’attuale segreteria guidata dalla Fanelli.


Ecco i componenti alle commissioni che prenderanno parte al congresso nazionale.
Commissione regionale per il congresso: Luca Iosue (coordinatore), Pietro Testa, Benedetta De Lisi, Costanza Carriero, Monia Di Toro, Michele Di Giglio, Pasquale Cerio, Daniel Giuseppe Di Niro, Giuseppe De Lellis, Giuseppe Caranci, Nicola Occhionero.
Sono nella Commissione provinciale Campobasso per il congresso: Gabriele Maglieri (coordinatore), Federica Petardi, Francesca Di Cristofaro, Luca Fatica, Osvaldo Varricchio. Commissione provinciale Isernia per il congresso: Francesco Capone (coordinatore), Claudio Izzi, Daniel Gabriel Paolone, Francesca Scarabeo, Fabrizio Cicerone. Commissione provinciale Termoli per il congresso: Paolo Di Iulio (coordinatore), Manuela Vigilante, Elio Ciccarelli, Domenico L’Abbate, Vincenzo Cordisco, Nicoletta Bontempo, Roberto Fratangelo .
Ecco come hanno votato Comune per Comune gli iscritti.

(Pubblicato il 04/04/2017)

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