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Tigre Amico
 
Caos Egam
Crea rifiuta proroga e il Comune cerca un nuovo partner. I Comitati: "Città in svendita"
Caos Egam e futuro della gestione dell’acqua in città. La Crea ha rifiutato la proroga automatica impugnando davanti al Tar il provvedimento del Comune. L’amministrazione Sbrocca ha quindi deciso di affidare con urgenza a un nuovo soggetto il servizio e, in parallelo, di trovare un parner privato - attraverso un project financing - fino a quando non sarà costituito in via definitiva il nuovo ente regionale. Durissima la presa di posizione dei Comitati per l’Acqua pubblica: «Questa decisione - ha spiegato Marcella Stumpo - rappresenta la pietra tombale sull’acqua pubblica a Termoli». Una «città in svendita» ha affermato il consigliere, Paolo Marinucci.


Termoli. Il Comune di Termoli cerca un nuovo partner privato cui passare la patata bollente della gestione dell’acqua pubblica e soprattutto dei depuratori: sia quello del porto, vera spina nel fianco dell’Amministrazione negli ultimi mesi, che quello del Sinarca, pronto ma non collaudato. "Colpa" del rifiuto dell’attuale gestore, la Crea, a proseguire ancora un rapporto che va avanti da molti anni ma che di recente ha avuto una modifica che non va già alla società romana. Vale a dire il caos che si è creato intorno all’Egam.

Pare essere questo il motivo del "gran rifiuto". L’Egam è il nuovo ente di Governo di Ambito del Molise per il servizio idrico, istituito dalla Giunta regionale nel luglio 2015 nella convinzione che nell’arco di 60 giorni tutti i Comuni avrebbero deliberato l’adesione. I fatti però sono andati diversamente. Mentre da Termoli è arrivato un sì del consiglio a maggioranza, in molti altri centri è partita la guerra all’Egam. Ricorsi, manifestazioni, aperte polemiche contro chi lo considera un nuovo carrozzone politico o ancor peggio un rischio di privatizzazione del bene pubblico primario che è l’acqua.

Così, a colpi di ricorsi al Tar, dopo quasi due anni non si vede ancora l’approvazione definitiva di questo Ente, che anzi è stato sgretolato dal Tar Molise. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di diversi Comuni e ha annullato tutti i provvedimenti impugnati, tra i quali anche il decreto presidenziale di nomina del commissario straordinario dell’Egam.

E qui veniamo ai fatti termolesi. Proprio in virtù di quella nomina, il Comune di Termoli il 30 dicembre scorso aveva prorogato la gestione del servizio idrico integrato a favore della Crea sino al 30 giugno 2018. Ma la Crea ha impugnato quella delibera ritenendola non vincolante per delega Egam, proprio alla luce delle sentenze del Tar. Il 10 marzo scorso la società romana ha protocollato la rinuncia alla proroga, comunicando di essere disponibile «a proseguire temporaneamente nella gestione del servizio, ma soltanto per il tempo strettamente necessario per l’affidamento ad altro soggetto selezionato con procedura ad evidenza pubblica».

In pratica la Crea ha detto al Comune: "Resto a gestire il servizio finchè non trovi qualcun altro, ma devi fare una gara pubblica". Ed è quello che l’Amministrazione comunale intende fare. Due le strade che potrebbero essere percorse. La prima è quella ormai iperutilizzata dall’Amministrazione comunale guidata da Angelo Sbrocca: il project financing. Con una determina firmata il 30 marzo, pochissimi giorni fa, dal segretario comunale Vito Tenore in veste di dirigente pro tempore ai Lavori Pubblici, è stato dato avvio a «un confronto concorrenziale per acquisire proposte in finanza di progetto». Il Comune chiede al prossimo soggetto privato che si presenterà, la gestione e la manutenzione sia ordinaria che straordinaria della rete idrica e fognante della città e degli impianti di sollevamento, del depuratore del porto e del depuratore in località Sinarca «da avviare in esercizio provvisorio all’esito positivo del collaudo».
In alternativa l’Amministrazione ha fatto partire anche «una parallela indagine di mercato finalizzata ad acquisire manifestazioni di interesse per la partecipazione a procedura negoziata». Una procedura più snella della finanza di progetto, con l’obiettivo identico: trovare una nuova ditta che si occupi dell’acqua, delle fogne e dei depuratori di Termoli.

LA PROTESTA DEL FORUM ACQUA PUBBLICA
Una situazione di incertezza che ha sollevato le proteste del Forum e dei Comitati a difesa dell’acqua pubblica che non hanno condiviso le scelte dell’amministrazione Sbrocca e hanno organizzato una conferenza davanti al municipio per esporre le loro ragioni. «L’apertura di iniziativa di gara per conferimento a privato della gestione dell’acqua - ha spiegato Marcella Stumpo - è veramente la pietra tombale sull’acqua pubblica a cui i cittadini di Termoli hanno diritto.
Ricordo che tre anni fa avremmo potuto avere acqua pubblica. Il forum nazionale aveva offerto esperti competenti
in grado di fornire assistenza su qualsiasi dettaglio del percorso di ripubblicizzazione e i comitati hanno tentato invano per mesi di indurre l’amministrazione a realizzare la volontà popolare e la risposta è stata una porta chiusa e l’affermazione netta che io credo solo nel privato».

Secondo la rappresentante del Forum «Sono stati calpestati allora i diritti dei cittadini e vengono calpestati anche adesso con quello che si prepara a fare . L’autodeterminazione dei cittadini termolesi è stata distrutta ed è ora che si sveglino. Chiediamo - ha aggiunto - che ci si muova per fermare l’ulteriore ricorso al privato che contraddice il referendum, il pronunciamento dei cittadini termolesi che hanno votato con percentuali bulgare per l’acqua pubblica. Questa è la seconda amministrazione che impedisce la ripubblicizzazione e crediamo che debba essere anche l’ultima». Quale soluzione? «Starebbe nel decidere di rispettare la volontà popolare: non stava scritto da nessuna parte - ha osservato la Stumpo - che bisognasse fare affidamento al privato e rimandare tutto a un ente che ancora deve essere costituito e che non siamo affatto sicuri che tutelerà l’acqua pubblica perché la legge in discussione in Regione è pessima, pasticciata e confusa».

Ad affiancare Marcella Stumpo c’erano i consiglieri di Libera Termoli, Paolo Marinucci e Daniele Paradisi, Pasquale Sisto della Cgil e altri cittadini. Duro il commento di Marinucci: «Termoli è in svendita. Questa dell’acqua è l’ultima di una serie di svendite che sta facendo questa amministrazione. Partiamo dalla questione tunnel per 30 anni e oltre per passare alla mensa scolastica 18 anni e oltre, passiamo per l’acqua che si tenta di fare un project financing e poi ancora il cimitero e il parco comunale cioè ci rendiamo conto che questa città è stata messa e si sta mettendo in vendita? Pensavo - ha concluso il consigliere di opposizione - che la questione dell’acqua data al privato dal ’93 facesse da insegnamento per tornare al pubblico invece questa amministrazione sta ipotecando questa città per il futuro».

(Pubblicato il 05/04/2017)

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