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Cronache
Inchiesta fondi sisma, Facciolla annuncia che andrà in Procura. "L’avviso atto dovuto, io sereno"
L’assessore regionale Vittorino Facciolla, uno degli 8 indagati nell’indagine sui fondi per le case terremotate, ha dichiarato all’Ansa di essere tranquillo e fiducioso, anticipando l’intenzione di recarsi dal Procuratore di Larino per dare la sua versione. Intanto la Procura ha acquisito la mole di carte e atti amministrativi relativi alla vicenda, denunciata con un esposto dall’avvocato Oreste Campopiano.


San Martino in Pensilis. Aveva già dichiarato, nella conferenza stampa convocata dopo la puntata de Le Iene dedicata a lui e alla vicenda dei soldi del terremoto per la ristrutturazione della sua casa di san Martino, di non avere ombre né ragioni di temere alcunché. «Ho agito nel pieno rispetto della legge, senza essermi procurato, prima nel mio ruolo di sindaco e poi in quello di consigliere comunale a San Martino, alcun vantaggio ingiusto».

Vittorino Facciolla, assessore regionale all’agricoltura e vicepresidente della Giunta regionale, ribadisce di sentirsi sereno e fiducioso dopo l’avviso di garanzia che ieri mattina – 30 marzo – i finanzieri di Termoli gli hanno notificato nel suo studio legale, mentre contestualmente si procedeva, nel Municipio, al sequestro di una voluminosa mole di carte, atti amministrativi, delibere e piano economici per l’assegnazione di fondi ristrutturazione.

L’ipotesi della Procura, che ha ricevuto l’esposto dell’avvocato Oreste Campopiano, è che siano stati utilizzati impropriamente soldi destinati alla ristrutturazione di abitazioni lesionate dal sisma. Facciolla, che quando era sindaco ha acquistato tre locali adiacenti alla sua proprietà di via Frontiera per allargare la casa, ha avuto diritto a 155mila euro di bonus a fronte dei circa 50mila euro spesi per comprare le pertinenze, danneggiate dal sisma.

Secondo l’interpretazione della norma che dà Campopiano, e sulla quale la Procura sta appunto indagando per truffa ai danni dello Stato, Facciolla non aveva diritto a quel contributo non essendo lui il proprietario degli immobili al momento del sisma, il 31 ottobre 2002.
Ha potuto ottenerli grazie a una delibera di sanatoria che estende il beneficio anche al novo proprietario fatta dalla giunta di Massimo Caravatta, indagato insieme a 4 assessori e a due funzionari del Comune per truffa, falso e abuso.

A San Martino c’è un’aria “pesante”, ma nessuno vuole commentare ufficialmente l’indagine, ancora in una fase iniziale, né sbilanciarsi con pronostici. L’assessore Facciolla però ha anticipato all’agenzia di stampa Ansa che si recherà in Procura per fare dichiarazioni spontanee, cioè per riferire al Procuratore capo vaccaro e al pm Marianna Meo, titolari dell’inchiesta, la sua versione. Non è un interrogatorio ma una scelta libera dell’indagato, che può scegliere questa strada quando – come in questo caso – ritiene di non trovarsi in una posizione compromessa e di non avere nulla da temere.

«L’avviso di garanzia – ha infatti commentato a caldo Facciolla - è un atto dovuto, io sono tranquillo».
L’assessore è certo di dimostrare con atti, carte, sentenze, delibere e documenti, la sua estraneità rispetto all’accusa di “doppia velocità” nella ricostruzione post sisma avanzata da Le Iene e presa in carico anche dagli inquirenti.
Una doppia velocità che si sarebbe configurata nel fatto che mentre per le case acquistate dall’assessore il contributo, ritenuto peraltro illegittimo secondo una interpretazione ortodossa dell’ordinanza, è già arrivato, ci sono ancora diversi nuclei familiari che non hanno potuto fare ritorno nelle loro prime abitazioni perché non hanno avuto i contributi del terremoto.

Al vaglio della magistratura frentana c’è soprattutto la sanatoria voluta dal Comune di San Martino per legittimare l’erogazione dei contributi pubblici ai nuovi proprietari delle abitazioni lesionate dal terremotate
«La proceduta amministrativa di rilascio della sanatoria non l’ho inventata certo io – aveva dichiarato Facciolla - Ma qui sembra che prima delle valutazioni di Campoiano si potesse fare, e dopo no. Non è chiaramente così, ci sono persone, anche nella stessa San Martino che hanno beneficiato di quella norma che conosco e ho messo a disposizione dei miei concittadini ben prima di usarla io stesso per l’acquisto dei tre vani ‘incriminati’».

Sul sito internet del Comune di San Martino però c’è traccia solo di 5 sanatorie. Una è quella in favore di Facciolla, un’altra è in favore del vicesindaco, la quarta in favore di un assessore e la quinta va a beneficiare un cittadino del posto. Non ne risultano, allo stato attuale, altre. Anche queste delibere sono state acquisite dalla Procura di Larino.

(Pubblicato il 31/03/2017)

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