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L'integrazione possibile: guarda il video
Straccio, scope e palette: l’altro ’arsenale’ dei profughi che puliscono la zona industriale
Pulizie di primavera davanti al cinema Maestoso dove nel pomeriggio del 29 marzo una decina di ospiti del Centro di accoglienza Eden sono entrati spontaneamente in azione raccogliendo lattine e cartacce sul piazzale del multisala. Un esempio di integrazione che fa da contraltare alle immagini di violenza arrivate in questi giorni dalla vicina provincia di Isernia dove una rissa tra migranti e l’aggressione di un 60enne da parte di un giovane africano hanno fatto salire la tensione.


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Campobasso. Campobasso e Isernia distano una sessantina di chilometri. Ma in questi giorni sembra che si siano alzati dei muri. Non reali, ovviamente. Ma culturali e mentali sull’accoglienza, argomento complesso e parecchio dibattuto. E così mentre nel capoluogo pentro abbiamo assistito ad una maxi rissa tra migranti e all’aggressione di un anziano da parte di un ragazzo del Gambia, all’ombra del castello Monforte lo scenario è ben altro. Nulla a che vedere con l’arsenale di spranghe e mazze sequestrato nel capoluogo pentro. Qui gli stranieri utilizzano i mezzi tipici delle casalinghe: scope, stracci e palette.
Stamattina una decina richiedenti asilo del Cat Eden si è messa all’opera per ripulire a fondo la zona industriale. In realtà, non è la prima volta che avviene. «Quasi tutti i giorni ci chiedono scope e palette per andare a pulire quella parte della città che frequentano, lo fanno di loro spontanea volontà», spiega Salvo Dall’Olio, coordinatore del centro di accoglienza che li ospita. Loro, tutti giovanissimi e provenienti dall’Africa, si sono rimboccati le maniche, un po’ come avvenuto anche lo scorso gennaio: alcuni di loro hanno aiutato gli operatori del Comune a liberare alcuni marciapiedi dai cumuli di neve.
Provvedono alla pulizia dell’area in cui ci sono le attività che frequentano: ad esempio, il bar a cui si rivolgono per fare una ricarica telefonica o la sala scommessa in cui guardano le partite di calcio.


Non sono le uniche iniziative previste. Presto partirà ‘Imbartiamo’, un progetto organizzato dal Comune di Campobasso per la riqualificazione di alcune sedi come quella dei Servizi sociali di via Cavour. Saranno realizzati alcuni murales e i migranti aiuteranno gli studenti dell’Università del Molise e quelli del liceo artistico Manzù. Infine, a breve prenderà il via l’attività di pulizia dei graffiti urbani sui monumenti cittadini. Un’iniziativa che va a coronare il percorso di formazione svolto in un’azienda specializzata.

Campobasso, dunque, ha abbattuto il migrante dello stereotipo scansafatiche.

(Pubblicato il 30/03/2017)

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