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Cronache
Verdetto ribaltato: mense scolastiche per 18 anni alla Cir Food. E nuovo centro cottura
La coop emiliana che da sei anni gestisce il servizio mensa anche grazie a quattro proroghe del Comune, ha pareggiato l’offerta vincitrice del project financing presentata dalla ditta Ladisa per la costruzione di un punto cottura in via dei Pini, ottenendo così il diritto alla gestione del servizio per i prossimi 18 anni. La vicenda era stata raccontata da primonumero.it in un’aperta polemica fra l’ex sindaco Di Brino e il primo cittadino Sbrocca. Nell’accordo è previsto anche che l’azienda versi un milione di euro alle casse comunali o in alternativa costruisca un’opera pubblica di pari valore: sul piatto c’è la piscina del parco.


Termoli. Dal prossimo 1 aprile le mense scolastiche di Termoli avranno un gestore nuovo, ma che in realtà nuovo non è. Da dopodomani e fino al 2035, vale a dire per i prossimi 18 anni, i pasti serviti ai bambini delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, oltre che negli asili nido di Termoli, saranno prodotti dalla Cir food. La coop emiliana si è infatti aggiudicata il project financing per la costruzione di un centro cottura in via dei Pini in cambio della gestione pluriennale del servizio. Al Comune andrà però anche un milione di euro o in alternativa un’opera di utilità pubblica, probabilmente il rifacimento della piscina del parco. Si tratta della stessa ditta che gestisce la refezione scolastica a Termoli già dal 2011 e ha continuato a farlo sinora nonostante il contratto siglato all’epoca sia scaduto da tempo ma sia stato prorogato quattro volte dall’Amministrazione comunale

Lo scorso 22 marzo infatti il dirigente del settore Servizi Sociali Marcello Vecchiarelli ha firmato la determina con la quale viene aggiudicata definitivamente l’opera. In realtà la gara era stata vinta da un’altra ditta, o meglio dall’unione della Ladisa spa di Bari e la C.N. Costruzioni Generali srl di Modugno. Erano state loro a presentare l’offerta economicamente più vantaggiosa. Ma la Cir Food, che si era presentata unitamente alla Tecnon Società cooperativa, aveva il cosiddetto diritto di prelazione. Significa che, avendo presentato lei il progetto di finanza giudicato di interesse pubblico dal Comune di Termoli, aveva diritto a pareggiare l’offerta ottenendo così l’aggiudicazione della gara. Alla Ladisa e alla C.N. Costruzioni non resta altro che il pagamento delle spese per la predisposizione della proposta. Denaro che la Cir Food ha già provveduto a saldare.

La vicenda delle mense scolastiche era stata raccontata in dettaglio da un approfondimento di primonumero.it nel novembre scorso. In quell’occasione erano stati ricostruiti la genesi e i passaggi del project financing e di come la Cir Food sembrava essere sul punto di ottenere quanto richiesto da molti anni. Alla ricostruzione avevano contribuito anche gli interventi dell’ex sindaco Antonio Di Brino che aveva visto in quella vicenda un disegno ben preciso.

A quelle parole decise di rispondere in una insolita conferenza stampa l’attuale fascia tricolore Angelo Sbrocca. «Nessun disegno oscuro - disse -. Un consigliere di minoranza col dente avvelenato cerca di tirarci addosso del fango».
In un altro incontro con la stampa, qualche tempo dopo, Di Brino chiarì ulteriormente il suo pensiero. «Io non ho detto che la Cir Food vincerà la gara, ma che se l’aggiudicherà».

E in effetti l’aggiudicazione premia ora proprio l’azienda emiliana che gestisce mense in tutta Italia. Adesso la Cir Food avrà l’onere di costruire e poi gestire per 18 anni un nuovo centro cottura. I profitti saranno chiaramente a tutto vantaggio dell’azienda che potrà usufruire del punto cottura anche per altri scopi. L’area individuata è in via dei Pini, dietro l’attuale centro commerciale "Il Punto". Il diritto di superficie dell’area, finchè terminerà la gestione Cir Food, sarà concesso gratuitamente dal Comune alla società di Reggio Emilia.

C’è però un ulteriore parte dell’accordo a vantaggio della collettività. Il Comune ha fatto inserire nel bando una clausola che obbliga «il concessionario, a titolo compensativo anche per l’utilizzo imprenditoriale del centro di cottura, a progettare ed eseguire, interamente a sua cura e spese, un’opera pubblica indicata dal Comune per un valore complessivamente non inferiore a un milione di euro, salva offerta migliorativa di gara». Da tempo l’Amministrazione Sbrocca ha indicato come possibile il rifacimento totale della piscina all’aperto attualmente abbandonata all’interno del parco comunale. (sdl)

(Pubblicato il 30/03/2017)

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