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Il caporalato in città
Il racket degli asparagi pugliesi: in città migranti sfruttati per vendere mazzetti lungo le strade
Provengono da Foggia i migranti che ogni mattina arrivano nel capoluogo molisano per vendere sui bordi delle strade mazzetti di asparagi del Gargano. Un commercio abusivo e senza controlli, che conferma ancora una volta i legami tra il Molise e la Puglia: due regioni divise da pochi chilometri, ma unite sempre di più dalle attività della malavita.


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Li vedi arrivare a bordo di un’unica auto. Stretti come sardine, percorrono i 90 chilometri che separano Foggia da Campobasso. Quando arrivano in città, si dividono la merce da vendere sotto gli occhi attenti di chi li ha accompagnati lì, probabilmente il capo dell’organizzazione.

Poi iniziano la loro lunga giornata ai bordi delle principali strade del capoluogo, fino a sera. Via XXIV Maggio, via San Giovanni in Golfo e via Mazzini: i posti più ‘battuti’. Tutto avviene in pieno giorno e davanti agli occhi di tanti cittadini incuriositi.

Impossibile non notare in questi giorni i migranti in trasferta dal foggiano, che vendono mazzetti di asparagi a cinque euro l’uno. Dove li avete raccolti? «Sul Gargano», la risposta di uno di loro. «E quanto ci guadagni?». Nessuna risposta. Insistiamo: quanto ti danno, uno o due euro? Ancora silenzio, non risponde e non dice niente. Si limita a un sorriso. La sua speranza è vendere il contenuto di tutta la cassetta, riportare al “boss” il denaro e sperare di avere qualcosina per sé.

Per questo sceglie un posto strategico, nelle vicinanze del mercato rionale del Cep. Poi se insisti, il giovane migrante (sembra pakistano) ti fa capire che proprio non può svelare quanto prenderà per quella giornata di lavoro. Non se la sente di mettersi nei guai. Forse perché dietro quel commercio abusivo c’è lo sfruttamento dei migranti negli immensi campi della Capitanata. E anche il racket.

Come avviene con la raccolta dei pomodori: in questo caso, i migranti vengono pagati tra i tre e i quattro euro a cassone o per ogni ora di lavoro piegati nei campi, spesso sotto il sole.

Facile che avvenga più o meno la stessa cosa anche per gli asparagi, un ‘prodotto’ che si aggiunge alla lunga lista di merce venduta dagli abusivi che circolano in città e che provano a guadagnare qualcosa con ortaggi in alternativa ad accendini, accendigas, foulard e cinte da uomo.


E’ il commercio sommerso che fa concorrenza ai negozi ‘ufficiali’ e sul quale a volte chiudono un occhio gli agenti della Polizia municipale. Del resto, pure “loro devono campare”.

Tuttavia, anche l’affaire degli asparagi del Gargano conferma quanto sia facile entrare in Molise dalla vicina Puglia. Poche decine di chilometri, un’ora di auto. I traffici illegali tra le due province ci sono e sono parecchi, a cominciare dallo spaccio di droga. Certo, gli asparagi non sono minimamente paragonabili all’eroina o all’hashish, ma confermano la vicinanza tra due territori e il fenomeno del racket che dal foggiano sbarca nel capoluogo di regione.

(Pubblicato il 30/03/2017)

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