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Cronache
In un bunker della mala foggiana mezzi rubati in Molise. "Subito la Commissione Antimafia"
A conferma dello stretto legame criminale tra Puglia e Molise, il sequestro delle ultime ore dei carabinieri di Cerignola, che dietro il divano a casa di un pregiudicato hanno trovato l’accesso a un bunker della malavita foggiana, con droga nascosta all’interno e tir rubati parcheggiati nell’autoparco. Ci sono anche un furgone rubato a Campobasso e un tir rubato a Termoli negli ultimi mesi. Intanto l’associazione nazionale Caponnetto rilancia l’allarme raccontato nell’approfondimento di Primonumero.it e chiede l’intervento immediato della Commissione Parlamentare Antimafia in Molise.


Qualora il legame sempre più intrecciato tra l’alta Puglia e il Basso Molise non fosse ancora ben chiaro dalla cronaca criminale degli ultimi mesi, ecco un nuovo punto di contatto fra le due regioni, pericolosamente vicine e funzionali l’una all’altra nel progetto di progressiva colonizzazione della temibile Società Foggiana, che Primonumero.it ha raccontato ieri in un approfondimento.

Mezzi rubati in Molise sono stati ritrovati nell’autoparco della villa di un elettricista, finito in manette per una serie di reati che vanno dalla detenzione ai fini di spaccio di hashish, alla ricettazione e al riciclaggio di veicoli rubati.

L’uomo si chiama Michele Giordano, ha 43 anni e fa l’elettricista, almeno come copertura. Perché, secondo i carabinieri di Cerignola che hanno fatto un blitz nella sua abitazione immersa nel verde, la sua attività sarebbe un’altra, e ben più redditizia: spaccio di droga e ricettazione.

Nello spiazza dietro casa i militari hanno scoperto una “anomala concentrazione” di mezzi pesanti, che dai controlli sono risultati tutti di provenienza furtiva. C’erano due autocompattatori rubati a Lavello e a Gioia del Colle il giorno prima, cioè ieri. E poi due furgoni asportati uno a Cerignola e l’altro a Campobasso, tre tir rubati uno a Termoli, uno a Barletta e uno a Cerignola, un semirimorchio asportato nel dicembre scorso a Porto d’Ascoli, una cisterna di proprietà della Società Autostrade, dieci motori di varie marche e tre cabine di tir. Il valore dei mezzi, tutti con pochi mesi di vita, si aggira intorno al milione e mezzo di euro.

Una ennesima dimostrazione che proprio il Molise, sia nella fascia costiera che nella zona del capoluogo di Regione, è una “piazza” di rifornimento per gli affiliati ai clan del foggiano, che stanno alzando il tiro nell’azione di occupazione del territorio e che a Termoli, Campomarino e anche Campobasso interferiscono con furti, racket, controllo del mercato della droga.
Quest’ultima è stata scoperta, nella stessa operazione dei militari di Cerignola, in un bunker all’interno della villa dal quale si accede tramite passaggio segreto ricavato dietro un divano del salotto. Un bunker simile in tutto e per tutto a quelli che in Calabria si scoprono nelle località dell’Aspromonte, utilizzati come ricovero dai latitanti. Solo che in questo caso non c’erano latitanti bensì una borsa stracolma di hashish: circa 40 chili, il cui valore al dettaglio si è stimato di 400mila euro almeno.

La presenza a casa di Michele Giordano, trasferito nel carcere di Foggia e legato alla malavita del territorio, di automezzi rubati in Molise aggiunge un tassello alla catena di “collegamenti” fra due regioni pericolosamente vicine. Solo poco tempo fa la Società Foggiana, una delle componenti piè temibili della nuova Pentacamorra italiana, ha fatto partire da un’auto in corsa, a San Severo, tre colpi di pistola contro un furgone della Polizia. L’auto dalla quale hanno sparato era stata rubata appena due giorni prima a Termoli.

Un segnale chiaro di vicinanza e di grande rischio per il Molise, regione per la quale l’associazione Caponnetto impegnata contro le mafie chiede interventi urgenti, sollecitando l’azione della Commissione Parlamentare Antimafia.
«La situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza nel basso Molise va aggravandosi in maniera preoccupante: l’escalation della criminalità fa segnare una serie di attività malavitose che si susseguono senza sosta ormai con cadenza quotidiana» scrive l’Associazione, allegando il nostro articolo che ricostruisce i passaggi più recenti di colonizzazione del territorio molisano da parte della Società Foggiana.



«Non si contano più i reati di rapina in banche e uffici postali e gli attentati dinamitardi contro bancomat con uso di esplosivo. Oltre a ciò vengono segnalati in zona consistenti traffici di droga, con sbarchi di tonnellate di stupefacenti ad opera della mafia albanese. I raid contro le banche del basso Molise che coinvolgono gang del crimine organizzato pugliese sono caratterizzati da un ardire mai prima sperimentato: oltre all’esplosivo per far saltare bancomat, si spara ad altezza d’uomo contro le Forze dell’Ordine».
La Caponnetto chiede con urgenza l’intervento della Commissione Parlamentare Antimafia sul territorio «per capire cosa sta accadendo nel Molise e chiede di conoscere quali provvedimenti i responsabili della Dda di Campobasso intendono adottare per reprimere questi pericolosi fenomeni criminali».

Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti lo aveva già fatto capire nella penultima relazione annuale, quando disse che «in Molise le infiltrazioni mafiose sono un dato ormai certo e inconfutabile. Le mafie in Molise fanno affari principalmente per motivi di occultamento di attività criminali, come riciclaggio e reinvestimento di capitali, e per motivi economici di profitto» .

(Pubblicato il 28/03/2017)

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