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In presidio davanti al Comune
Autisti in sciopero, Seac pronta a licenziare. Ma la Regione frena: “Il taglio del budget è minimo”
La protesta di oggi non ha avuto una risposta significativa da parte dei lavoratori, anche se il segretario dell’Ugl, Nicolino Libertone, parla di “adesione al 70 percento". Si manifesta “contro la sforbiciata sul budget e la promessa non mantenuta da parte della Regione di scendere al 10 percento”. Ma l’assessore Nagni rassicura: “La delibera approderà penso domani in Giunta, poi deve andare in consiglio. Noi comunque, nel corso della riunione del 24 febbraio, avevamo detto che sarebbe stato fatto tutto entro il 15 aprile. E faremo tutto entro quella data”. Il presidente del Cda dell’azienda, Costantino Potena: “Se il taglio del 25% è confermato, entro 7 giorni ci saranno otto licenziamenti”. E aggiunge: “E’ vergognoso non avere nessun rapporto con il Comune che ci dà l’incarico del servizio da quasi 53 anni”.


Campobasso. Uno sciopero ampiamente annunciato e messo in atto in queste ore. Ma i numeri sono ridotti, la partecipazione è inferiore alle aspettative. Oggi, lunedì 27 marzo, gli autisti della Seac, la società che gestisce il trasporto urbano di Campobasso da oltre 50 anni, protestano contro i paventati licenziamenti da parte dell’azienda per via del taglio del budget effettuato dalla Regione Molise. In più, il Comune del capoluogo non può coprire il buco attualmente esistente. «L’adesione purtroppo non è totale, è stimata intorno al 70 percento – spiega il segretario dell’Ugl, Nicolino Libertone –. Resteremo in presidio davanti al Comune per tutta la giornata, fatta eccezione per le fasce orarie 5.17-8.17 e dalle 13 alle 16 per garantire il servizio minimo ai cittadini».


Per fare chiarezza, bisogna dire che la Regione Molise, nello scorso mese di dicembre, ha stabilito un taglio del 30 percento (poi ridotto al 25, ndr) sulle risorse destinate al trasporto pubblico locale. Una misura che il Comune ha fatto propria, ma allo stesso tempo non ha trovato i fondi necessari per tamponare il problema, comunicando alla società che in assenza di ulteriori risorse si sarebbe intervenuti con un corrispondente taglio al chilometraggio. Da qui, l’annuncio da parte della Seac degli esuberi di otto dipendenti.
Uno spiraglio si è aperto a fine febbraio nell’incontro in Regione: il taglio del budget sembrava sospeso e dunque i licenziamenti evitati.
«A tutt’oggi non abbiamo documenti ufficiali dalla Regione – prosegue Libertone –. Avevano preso l’impegno che il taglio al budget sarebbe sceso al 10 percento, ma al momento non c’è alcun documento che lo attesti. Ma anche se la Regione facesse questa delibera, comunque il Comune non sarebbe in grado di mettere neanche un centesimo per questo 10 percento ‘scoperto’. Saremmo comunque a rischio licenziamenti. E l’impegno sarebbe fino al 31 dicembre 2017, perché a gennaio 2018 la sforbiciata sarà sicuramente del 30 percento. Se le cose restassero così, sarebbe un taglio sul taglio».

Ma il nero su bianco pare sia in arrivo. Lo dice l’assessore regionale ai trasporti, Pierpaolo Nagni: «La delibera approderà penso domani in Giunta, poi deve andare in consiglio. Noi comunque, nel corso della riunione del 24 febbraio, avevamo detto che sarebbe stato fatto tutto entro il 15 aprile. E faremo tutto entro quella data. Dalle notizie che ho, sembra che allo sciopero abbiano partecipato pochi autisti, evidentemente molti erano a conoscenza di questa cosa. Ripeto, spero che la delibera venga approvata entro venerdì insieme con l’Egam. Altrimenti martedì 4 aprile».


Poi rimane il 10 percento di cui dovrebbe farsi carico il Comune: «La Regione si è messa a disposizione riducendo il taglio – spiega l’assessore che fa una ‘tiratina d’orecchie’ a Palazzo San Giorgio – e questo costa comunque dei soldi, visto che anche noi abbiamo subito il danno dal nazionale. L’amministrazione si sarebbe già dovuta preparare con una parte delle sue finanze. Questo tipo di pagamento del Trasporto pubblico locale c’è solo in Molise ormai. Il Comune deve cominciare ad attrezzarsi perché questo servizio non sia solo di ragioneria, ma bisogna ottimizzarlo. Non si può restare passivi, ci vuole un altro tipo di atteggiamento. La Regione fa la sua parte, ma non si può solo aspettare i soldi da noi per poi girarli all’azienda. Spero che nella prossima gara ci siano anche i Comuni limitrofi per un servizio più ampio. Deve esserci un cambio di rotta per evitare di ricreare un settore pieno di debiti».


E la Seac? Il presidente del consiglio d’amministrazione, Costantino Potena, parla di cifre irrisorie per quel che riguarda l’adesione allo sciopero: «In pochi hanno scioperato questa mattina, penso che non sia riuscita la protesta».
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E poi entra nel merito della questione, rispedendo al mittente qualsiasi tipo di responsabilità: «Noi non c’entriamo nulla in tutta questa storia. E creare aspettative nel personale da parte dell’assessore Nagni e poi non mantenerle e addebitare tutte le colpe a una società che cerca di fare al meglio il servizio pubblico, e sono convinto che sia eccellente, non è giusto. Ed è vergognoso non avere nessun rapporto con il Comune che ci dà l’incarico del servizio da quasi 53 anni. Non abbiamo debiti, paghiamo sempre personale e fornitori, ritengo che in zona non ci sia di meglio».


Parlando di atti ufficiali, Potena fa riferimento esclusivamente «all’unica delibera «che abbiamo ricevuto», cioè quella del 28 febbraio scorso nella quale il Comune «ci ha comunicato che il taglio era rimasto al 25 percento. Per cui noi avevamo preparato un servizio ridotto a quella percentuale, con il 25 percento di personale in meno, pari a otto unità. E abbiamo iniziato la trafila per il licenziamento collettivo. Quindi da un milione e 88mila chilometri percorsi si è scesi a 780mila in meno». Questo sarebbe dovuto accadere dal 1 marzo, ma la Regione ha concesso una proroga di un mese. «Perciò non abbiamo licenziato ancora nessuno. È chiaro che la Seac, se entro questa settimana non ci comunicano niente, dal 1 aprile farà partire le lettere per licenziare otto persone. E poi noi in quindici giorni dovremo organizzare tabelle di marcia, turni e orari».

Il presidente del Cda della Seac rilancia anche una proposta a cui nei mesi scorsi sembra ci si potesse lavorare: «Con l’assessore Nagni e il presidente Frattura si era parlato anche di un aumento del prezzo del biglietto da 60 a 80 centesimi. Questo avrebbe portato a un aumento delle tariffe del 35 percento che moltiplicato per gli incassi dell’anno precedente avrebbe generato un incremento di circa 150mila euro che comunque potevano servire a tamponare».

(Pubblicato il 27/03/2017)

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