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XIII settimana contro il razzismo
Il coraggio di uscire allo scoperto: “Siamo migranti, siamo predatori di un cammino fatto a modo nostro”
Per combattere i pregiudizi occorre la conoscenza della diversità. E oggi i ragazzi delle scuole di Guglionesi lo hanno sperimentato con Migrastorie, spettacolo realizzato con le testimonianze e la partecipazione diretta di giovani immigrati di 11 nazionalità, ospiti dei centri di accoglienza del BassoMolise. Due ore di racconti, poesie, storie, parole in tante lingue per favorire l’integrazione al di fuori della retorica e dei luoghi comunali. Domenica pomeriggio si replica, sempre al Fulvio, per la comunità.


Guglionesi. Morgan ha la pelle che risplende scurissima sotto i riflettori del palcoscenico. Un cappello da rapper e un tatuaggio sul braccio che recita così, tradotto in italiano: “La vita è una strada veloce, e il sorpasso è consentito”. E’ stato un anno prigioniero in Libia dopo il viaggio massacrante con partenza da un villaggio del Benin, in Africa. Sta a Montecilfone, nel centro di accoglienza Solidea, da otto mesi. Non chiede compassione, nemmeno comprensione. E’ un ragazzo con una vita costellata di tragedie e terribili esperienze. Ma ora è qua, e si è messo in gioco. Ha scelto di uscire allo scoperto e di farlo senza retorica, senza mascherarsi dietro al vittimismo.

Mary ha 21 anni, è alta, flessuosa e bellissima. Vive temporaneamente nel centro Le Dune di Petacciato, non conosce ancora il suo futuro prossimo, ma la sua casa è in Nigeria. Lì faceva la designer prima di mettersi in viaggio per sfuggire alle devastazioni, alla violenza, agli stupri, alle decapitazioni dei miliziani. Ama la moda, le stoffe, i colori. E ha cucito un abito azzurro seguendo le linee e i modelli della sartoria tradizionale nigeriana con un cedimento, nemmeno invisibile, alla moda occidentale. Questo abito, che Mary porta orgogliosa sulle zeppe luccicanti, con un copricapo scenografico, è il simbolo della integrazione in una giornata speciale, dedicata alla lotta contro le discriminazioni razziali.

Organizzata a Guglionesi, paese che ospita tre giorni di eventi all’insegna della conoscenza reciproca nell’ambito della XIII settimana d’azione contro il razzismo. Un progetto di spessore, al quale è stato dato il nome di Migrastorie. Giuseppe Vaccaro, Roberta Morrone, Fernanda Pugliese, Sara Fauzia e Silvana Desiderio sono – ognuno nel suo ruolo all’interno del coordinamento - l’anima della scommessa, sfociata in una rappresentazione che oggi, venerdì, si è svolta al Fulvio di Guglionesi per le scuole e che domenica pomeriggio sarà replicata per la comunità e chiunque voglia assistere, respirare un pezzo di mondo e la genuinità dei racconti affidati ai veri protagonisti dell’evento.

Sono i migranti. Uomini e donne che non si lasciano vincere facilmente dal pregiudizio, che non cedono sotto lo schiaffo dello sdegno di chi li giudica – e oggi capita – opportunisti e parassiti. «Siamo migranti e veniamo da lontano. Siamo quelli che non chiedono mai perdono: il nostro motto è quello di stare sempre in piedi. Abbiamo una sola faccia, una sola versione. Siamo i predatori di un cammino fatto a modo nostro». E’ una delle tante storie che Morgan, Said, Ibrahim, Mary e gli altri hanno raccontato vincendo timidezze, difficoltà linguistiche che sembravano insormontabili solo fino a qualche settimana fa, prima che il progetto di InFormare, in collaborazione con Kamastra e col patrocinio del Comune di Guglionesi, entrasse nel vivo.
Sono migranti ai quali è stato chiesto di mettersi in gioco, di portare le loro testimonianze uscendo allo scoperto nel territorio dove hanno trovato accoglienza. Arrivano dai centri di petacciato (Il Colle e le Dune) di Montecilfone (Solidea), di Portocannone (Masseria Sant’Angelo) di Campomarino (Sweet Dream e Happy Family) e dalla Sprar di Guglionesi. Questi ultimi, con l’impegno della professoressa Adele Terzano, hanno portato la poesia in lingue e rimi diversi, cantando anche ninne nanne pakistane e cantilene afgano, incantando studenti e professori che affollavano la sala del Teatro Fulvio.

Altri hanno trasferito, rispondendo all’invito degli operatori, ricordi e pezzi di esistenze su questo palco che diventa un trampolino di conoscenza per il pubblico.
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Giovani di 11 nazionalità diverse, come sottolinea Fernanda Pugliese, diventano tasselli di un puzzle che disegna una grande immensa storia di mondi periferici e lontani assemblati in una esperienza di lotta ai pregiudizi e ai luoghi comuni che nascono dall’ignoranza.


Eccoli, i migranti, che si alternano in gruppi ma perfino da soli per mettere a nudo i loro sentimenti e regalare ai ragazzi seduti la certezza di infiniti punti di contatto nella diversità del colore della pelle, dell’inflessione, della lingua, del passato e delle speranze future. Un incrocio di venti che fa vibrare le molle della sensibilità, e non importa a nessuno se le prove generali non sono state sufficienti a rendere perfetta la rappresentazione. Nessuno fa caso alle imperfezioni di uno spettacolo che muove la leva del rispetto e della conoscenza reciproci, una mescolanza di idiomi, cadenze, sguardi profondi e parole che raccontano violenze, minacce, fughe ma anche dolcezza, nostalgia, amore. La fisarmonica di Bartolo Bruno e la voce di Chiara Scarpone, in veste di cantastorie con la sua chitarra dalla quale strappa passioni e risate, accompagnano due ore di teatro dal sapore sperimentale e dal retrogusto sorprendente, anni luce lontano dai luoghi comuni.


Se l’obiettivo era – come dichiarato – avvicinare le comunità locali agli immigrati, è stato raggiunto. E gli operatori molisani, il coordinamento e i mediatori culturali dei centri di accoglienza coinvolti, meritano un applauso sincero. Il razzismo non si combatte a parole, ma attraverso la conoscenza reciproca. E Guglionesi lo sta sperimentando. Domani, sabato, il Borgo vecchio ospiterà esibizioni live di artisti e musicisti immigrati e italiani. Intanto si è concluso il torneo calcistico fra squadre locali e squadre di migranti.
Il progetto ha ricevuto un finanziamento dal dipartimento per le Pari Opportunità dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

(Pubblicato il 24/03/2017)

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