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Cronache
Casa Pound contro il progetto del villaggio per 500 migranti. Ma in paese nessuno protesta
Pochi giorni fa è stato aggiudicato in via definitiva l’appalto da quasi tre milioni di euro che riguarda l’adeguamento del villaggio provvisorio di San Giuliano di Puglia per ospitare un centro di prima accoglienza per migranti da quasi 500 posti. In paese nessuno – ufficialmente – si è opposto alla decisione del Ministero dell’Interno che ha firmato una convenzione col Comune e non ci sono proteste in corso. Solo ora, quando tutto è già deciso, arriva invece la nota di Casa Pound, movimento di destra radicale, che ha affisso dei manifesti a San Giuliano e a Santa Croce per esprimere contrarietà al maxi-progetto definendo la scelta «scellerata» e «ingestibile» . Una voce fuori dal coro che non trova attualmente adesioni sul territorio.


San Giuliano di Puglia. In paese nessuno dice nulla o, comunque, non è in atto nessuna concreta mobilitazione rispetto al grande progetto che nei prossimi mesi partirà in contrada Piana Quadrata. Un centro di accoglienza da circa cinquecento posti destinato a migranti e rifugiati che arrivano dall’Africa o da altre realtà fuori dai confini nazionali. Nessuna protesta, nessun «grido di allarme» in merito al maxi-appalto da tre milioni di euro che sta per partire con l’inizio dei lavori di adeguamento del villaggio provvisorio che ospitò proprio gli sfollati di San Giuliano di Puglia. Tutto fa pensare al silenzio assenso, dunque e all’accettazione della scelta assunta dal Ministero dell’Interno. E invece proprio a pochi giorni dall’aggiudicazione definitiva dei lavori arriva una «voce fuori dal coro» che decide di farsi sentire ma non «dall’interno» bensì da fuori.


Si tratta di Casa Pound, una realtà considerata di destra radicale, che in una nota inviata alle redazioni con tanto di foto, ha espresso – ora che tutto ormai è già deciso – contrarietà al progetto con dei manifesti affissi tra San Giuliano di Puglia e Santa Croce di Magliano con la scritta ’No Hub’. Il movimento afferma che «quella di trasformare il villaggio in un vero e proprio paese popolato esclusivamente da immigrati una decisione scellerata, che priva la nostra Regione di una struttura strategica di alto valore. Il Molise, piccolo, povero e scarsamente popolato, è già adesso la regione italiana col più alto tasso di presenza di immigrati ospiti dei centri d’accoglienza in rapporto alla popolazione. La creazione di un vero e proprio centro abitato di immigrati, tenuto in piedi a spese dei contribuenti italiani – sostiene Casa Pound - renderebbe la situazione immigrazione in Molise, già molto problematica come evidenziato dai numerosi episodi di cronaca coinvolgenti immigrati ospiti dei centri, del tutto ingestibile».

Secondo gli esponenti di Casa Pound Italia «Vicende come la rivolta degli immigrati del centro di accoglienza di Cona, in Veneto, avvenuta lo scorso gennaio, fanno inoltre ben immaginare cosa potrebbe accadere anche da noi, qualora davvero centinaia di immigrati venissero stanziati in un territorio dove non esistono minimamente le condizioni per un loro inserimento nel tessuto economico e sociale». Un ’no’ ai migranti che diventa un ’sì’ alla ristrutturazione del villaggio da destinare come centro di prima accoglienza per eventuali calamità come proprio un terremoto e alla luce degli eventi sismici degli ultimi anni avvenuti nell’Italia centrale.
Una possibilità che però era stata già considerata in paese, tanto che il sindaco, Luigi Barbieri, aveva offerto proprio la disponibilità del villaggio all’indomani del sisma di Amatrice.


E anche in termini di sicurezza l’amministrazione comunale sta portando avanti degli incontri con il Prefetto, Maria Guia Federico, per definire la strategia da seguire e le misure da adottare per evitare eventuali problemi e disagi a livello sociale con l’apertura di questo centro. Una protesta eclatante si era registrata di recente a Palata da parte di Forza Nuova che si era opposta all’apertura di un piccolo centro di prima accoglienza in paese. A San Giuliano Casa Pound decide solo ora di fare «rumore» mentre in paese o sul territorio nessuno si sta opponendo a questa novità. In passato un movimento ’No Hub’ ci mise, invece, la faccia con tanto di conferenza stampa proprio al villaggio ma poi non si è saputo più nulla o, comunque, non ci sono state iniziative in tempo recente.

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(Pubblicato il 23/03/2017)

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