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Relazione annuale
Bollo auto, conflitto totale tra molisani e Regione. Intasata di ricorsi la Commissione tributaria
Nell’Aula Magna del Convitto ‘Mario Pagano’ si è svolta l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2017. Il presidente Francesco Saverio Moscato ha messo in evidenza “l’aumento delle sentenze nonostante la carenza di giudici e l’abbattimento della pendenza degli appelli”. Ma anche e soprattutto “l’abnorme aumento delle sopravvenienze presso la Commissione provinciale di Campobasso per i tanti ricorsi nei confronti della Regione Molise in materia di bolli auto. Le parti hanno dimostrato la loro incapacità o mancanza di volontà di trovare un accordo di mediazione su contenziosi di modestissimo valore economico”. Queste le criticità invece sottolineate: «Pochi magistrati in organico, l’irrisolta terzietà dei giudici tributari ed e i risibili per non dire offensivi compensi oggi corrisposti”.


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Campobasso. Nel Molise esiste una sorta di conflitto sui bolli auto tra cittadino e Regione che ha raggiunto dimensioni eccessive. Lo ha detto esplicitamente Francesco Saverio Moscato, presidente della Commissione Tributaria per il Molise nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nell’Aula Magna del Convitto ‘Mario Pagano’: «C’è un abnorme aumento delle sopravvenienze presso la Commissione provinciale di Campobasso, giustificato da un elevato numero di ricorsi nei confronti della Regione Molise per accertamenti in materia di bolli auto».

Per spiegare di cosa si parla, è bene sapere che i ricorsi riguardanti le tasse automobilistiche sono di varia natura: ritardi nei pagamenti, entità degli interessi dovuti alla morosità e anche circostanze legate al fatto che dopo il terremoto alcuni molisani erano stati esantati e quando i bolli auto sono stati ripristinati sono nati dei contenziosi. Tra l’altro, si tratta spesso di somme irrisorie, per questo c’è anche un affondo di Moscato: «Le parti hanno dimostrato la loro incapacità o mancanza di volontà di trovare un accordo di mediazione su contenziosi di modestissimo valore economico». Insomma, si potrebbero tranquillamente trovare accordi pacifici, ma «l’istituto della conciliazione si è attestato su trascurabili percentuali».

Nella relazione il presidente, però, registra dati positivi: «L’aumento delle sentenze e l’abbattimento della pendenza degli appelli, nonostante la persistente e ormai cronica carenza di giudici». Allargando l’orizzonte nel quale ci si muove, Moscato pone l’accento su problemi rilevanti: «La situazione prospettata deriva anche da una riforma largamente deludente in quanto l’occasione fornita dalla legge delega non è stata colta e il legislatore ha evitato di affrontare una serie di criticità».

Questi i tre capitoli fondamentali presi in esame da Moscato: 1) «Le carenze di magistrati in organico. 2) Un decisivo intervento riguardante la previsione di una totale indipendenza dei giudici tributari dal Ministero dell’Economia, per non far sorgere il minimo sospetto nel diritto di difesa dei contribuenti. 3) Un adeguato riconoscimento economico per una funzione delicata e difficile, mortificata dai risibili per non dire offensivi compensi oggi corrisposti».

Per quanto riguarda il primo punto, si ritiene «apprezzabile la decisione del Consiglio di Presidenza che ha bandito a luglio un concorso per la copertura di 202 posti vacanti, per cui si spera di tamponare la carenza». Passando al tema della cosiddetta terzietà dei giudici tributari, «il legislatore, sotto la spinta emotiva di deprecabili episodi di rilevanza penale che hanno portato agli arresti di giudici tributari non togati, ha previsto la soppressione delle attuali Commissioni tributarie e l’attribuzione dei relativi procedimenti a sezioni specializzate da istituirsi nel Tribunale ordinario».


Una proposta di legge, questa, che ha subito una brusca frenata dopo la caduta del Governo Renzi. E sulla quale c’è il manifesto dissenso da parte di Moscato: «La soppressione delle commissioni potrebbe portare a una paralisi della giustizia civile, già sull’orlo del collasso, perché l’aggiunta del carico del contenzioso tributario determinerebbe un ulteriore aggravamento dei tempi di durata dei processi. E questo sarebbe avvertito molto in realtà piccole come quella del Molise».

Questa la proposta avanzata dal presidente della Commissione Tributaria del Molise: «La giurisdizione in materia di tributi dovrebbe essere attribuita a giudici speciali professionali a tempo pieno, in modo da prevedere che l’accesso alla giustizia tributaria sia mediato da una fase amministrativa obbligatoria, che consentirebbe di ridurre il numero dei processi. Un intervento che risponderebbe alla specialità della materia e farebbe anche risparmiare, senza stravolgere l’attuale assetto. Tutto ciò garantirebbe la piena indipendenza della magistratura tributaria, anche sotto il profilo della gestione delle risorse economiche e dell’amministrazione del personale».

(Pubblicato il 20/03/2017)

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