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Processo don Marino
Abusi sessuali su minore: "Riaprire caso dopo i 14 anni". In Tribunale le donne antiviolenza
L’avvocato Giuseppe D’Urbano ha depositato una richiesta di riapertura del caso contro l’archiviazione del filone che riguarda gli abusi sessuali a carico di don Marino Genova nei confronti di Giada Vitale dopo i quattordici anni. Intanto oggi seconda udienza del processo riferito al periodo precedente ai 14 anni con l’escussione di otto testi della Procura. L’ex parroco di Portocannone era presente in aula. Ad esprimere solidarietà a Giada sono arrivate in pullman le donne del centro antiviolenza de L’Aquila che hanno accolto l’invito della ragazza ad essere presenti in Tribunale.


Larino. Sono arrivate in autobus da L’Aquila per esprimere solidarietà a Giada Vitale, che oggi ha 21 anni e che quando era minorenne e soprattutto aveva meno di 14 anni venne abusata, secondo l’accusa e il suo racconto fatto anche in televisione, dall’ex parroco di Portocannone. Le donne del centro antiviolenza dell’associazione abruzzese hanno deciso così di offrire la loro solidarietà alla vittima, presente in aula per la seconda udienza nel Tribunale di Larino del nuovo processo a carico di don Marino Genova. Hanno atteso nell’atrio quasi cinque ore per esprimere vicinanza e affetto alla giovane.

Il sacerdote è accusato di atti sessuali con minore: Giada Vitale, all’epoca dei fatti minorenne. Si tratta del secondo filone dell’inchiesta, divisa in due tronconi, quella riferita al periodo precedente ai 14 anni. In precedenza è stata archiviata la posizione dell’ex parroco relativa ai due anni successivi, quando Giada aveva tra 14 e 16 anni. Nel corso dell’udienza di oggi, terminata dopo le 20, sono stati ascoltati otto testi della Procura. Si tratta, in particolare, della corista alla quale la ragazza di Portocannone si confidò all’epoca, di una maestra, di una psicologa, di un’amica di famiglia, degli organizzatori e artisti del concerto estivo e di un direttore di coro.

A dare sostegno ed esprimere solidarietà a Giada l’associazione del centro antiviolenza de L’Aquila che ha accolto l’invito della stessa ragazza a presenziare l’udienza. Striscioni per sensibilizzare alla storia e parole di conforto e fiducia nella giustizia da parte delle donne, alcune delle quali hanno alle spalle storie di violenza e abusi: «Abbiamo accolto il suo invito - spiega la presidente, Giovanna Giannangeli - ci occupiamo di ogni episodio che possa riguardare situazioni di abuso e violenza nei confronti delle donne di ogni età».

In aula presente anche don Marino, difeso dall’avvocato Ciro Intino: il sacerdote non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti; presente anche una troupe della trasmissione Pomeriggio 5 condotta di Barbara D’Urso e del programma Servizio Pubblico di Michele Santoro.

Durante la scorsa udienza era stata sentita proprio la Vitale, interrogata dal Pubblico Ministero prima e dal suo legale poi, e infine dal legale della controparte. In quell’occasione Giada aveva raccontato tutta la sua storia dall’inizio, rispondendo alle domande che via via le venivano poste: dai primi approcci, ai primi incontri, ai luoghi nei quali abitualmente - stando alle accuse - don Marino abusava di lei e alla descrizione dettagliata dell’atto sessuale.
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Dagli sms "amorosi" che il parroco le inviava sino alla confessione degli abusi fatta, dalla stessa Vitale, ad una corista che oggi era presente come teste.

La storia di Giada Vitale e di don Marino Genova è finita anche su media nazionali. Il punto di svolta risale al 2013 quando, tredici mesi dopo lo strano abbandono della casa canonica di Portocannone dell’allora 58enne parroco, era emerso un particolare sconcertante con la denuncia della famiglia della ragazza per abusi sessuali. Tra l’autunno 2013 e la primavera 2014 il sacerdote era stato processato dalla Chiesa e sospeso “a divinis”, privato della possibilità di somministrare i sacramenti.

L’udienza è stata aggiornata al 21 giugno. Intanto c’è un’altra novità processuale. L’avvocato Giuseppe D’Urbano ha depositato una richiesta di riapertura del caso contro l’archiviazione del filone che riguarda i presunti abusi sessuali a carico di don Marino Genova nei confronti di Giada Vitale dopo i quattordici anni.

(Pubblicato il 15/03/2017)

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