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Soldi pubblici per le case terremotate
"Nessun abuso o vantaggio per me. La questione morale? Non mi riguarda". Facciolla si difende
Il vicepresidente della Giunta regionale in una lunga conferenza stampa ha chiarito, punto per punto, la vicenda della casa nel suo comune comprata coi soldi della ricostruzione post terremoto dopo che le Iene hanno mandato in onda un servizio "confezionato ad arte per distruggere la mia integrità morale. Ma io posso dimostrare - ha spiegato sventolando delibere e sentenze del Tar - che ho agito secondo la norma, non ho tratto vantaggio e non ho forzato la legge per ottenere qualcosa che non mi spettasse". Nella sala di un albergo di Campobasso anche il governatore Frattura, il consigliere regionale Ioffredi, l’assessore Veneziale e la segretaria regionale del Pd. Entrando nel merito della vicenda, Facciolla ha indicato il suo ’nemico’ pubblico numero uno, l’avvocato Oreste Campopiano :"Pagherà per avermi diffamato questo è poco ma sicuro"


Campobasso. Ha scelto una sede per niente istituzionale per difendersi dalla valanga di accuse che gli sono piovute addosso, dentro e fuori la rete, dopo la messa in onda del servizio televisivo delle Iene sulla questione della casa a San Martino in Pensilis comprata coi soldi della ricostruzione. L’assessore Vittorino Facciolla, in una lunga e dettagliata conferenza stampa all’hotel San Giorgio di Campobasso, ha replicato, punto per punto, non solo al giornalista che ha realizzato il servizio andato in onda domenica sera 12 marzo, ma anche al suo ‘mandante’, l’avvocato Oreste Campopiano e al Movimento 5 Stelle che ieri sera, 14 marzo, in Consiglio regionale ha chiesto le dimissioni del vicepresidente della Giunta.

Facciolla, quasi più nelle vesti di avvocato che in quelle di politico, ha respinto al mittente, anzi, ai mittenti, ogni sospetto sulla sua persona «perché non consento a questi neofiti della politica di pensare che ci siano zone d’ombra nelle mie condotte o che ci sia una questione morale che mi appartenga. Intanto alla prima richiesta di dimissioni avanzata sul caso del mio portaborse ha già risposto la magistratura archiviando prima il procedimento penale e poi assolvendo, dieci giorni fa con formula piena, Vincenzo».

Questa volta, però, Facciolla, lo ha già annunciato, non aspetterà i tempi della giustizia per farsi giustizia, è proprio il caso di dirlo, convinto com’è di aver agito «nel pieno rispetto della legge» e senza essersi procurato, nel suo ruolo di sindaco prima e consigliere poi, «alcun vantaggio ingiusto rispetto alla percezione dei 155 mila euro che non sono andati a me direttamente ma all’impresa edile che ha realizzato i lavori peraltro non ancora ultimati» e usati per ristrutturare i tre vani attigui alla sua abitazione e acquistati molti anni dopo il terremoto del 2002.

Atti, carte, sentenze, delibere e documenti di ogni tipo che escludono, secondo Facciolla, ogni ipotesi di abuso, di ingiusto vantaggio o doppia velocità «sono stati messi a disposizioni della trasmissione ben prima delle messa in onda del servizio che tutti abbiamo visto domenica sera. Proprio per questo mi sono rivolto alla magistratura affinché verifichi se ci sono profili di reato per chi lo ha confezionato per chi ha concorso a confezionarlo». Il messaggio, neppure tanto velato, è rivolto all’avvocato Oreste Campopiano che ben prima di rilasciare un’intervista alle Iene aveva fatto un esposto, come ampiamente raccontato da Primonumero (leggi l’articolo).

«Campopiano risponderà per quello che ha detto, questo è poco ma sicuro – dice Faccilla sottolineando il concetto due volte – a mio avviso ha concorso nel reato di diffamazione aggravata, io ho fatto l’incudine fino a oggi sapendo che il ruolo istituzionale ricoperto mi obbligava a essere tale, ma quando si calpesta la dignità della persona devi consentire anche tu alla magistratura di valutare il tuo comportamento».

Convinto che tutto si risolverà per il meglio «io sono tranquillo, non so Campopiano e le Iene come dimostreranno di aver ragione in tribunale», Facciolla ha indossato la toga e parlato della vicenda che lo riguarda. Soffermandosi anche sull’aspetto della sanatoria voluta dal Comune di San Martino per legittimare l’erogazione dei contributi pubblici ai nuovi proprietari delle abitazioni lesionate dal sisma e acquistate coi soldi della ricostruzione.
«La proceduta amministrativa di rilascio della sanatoria non l’ho inventata certo io. Ma qui sembra che prima delle valutazioni di Campoiano si potesse fare, e dopo no. Non è chiaramente così, ci sono persone, anche nella stessa San Martino che hanno beneficiato di quella norma che conosco e ho messo a disposizione dei miei concittadini ben prima di usarla io stesso per l’acquisto dei tre vani ‘incriminati’».


Tutto sarebbe avvenuto, spiega, quando il legislatore regionale («facendo bene») e lo stesso apparato burocratico regionale («Protezione civile compresa») si sono resi conto nel corso della ricostruzione post sisma che il contributo non poteva essere soggettivo, non poteva essere destinato alla persona ma alla ricostruzione, al bene danneggiato, al di là di chi fosse il proprietario.
«E quindi ha fatto in modo che venisse favorito il bene, ma non dando il denaro direttamente nelle tasche dei cittadini – anche questo punto viene rimarcato più volte – bensì in favore delle imprese che avevano ristrutturato».


Nessuna forzatura dunque? «Assolutamente no, innanzitutto perché la finalità del contributo era quella di ricostruire il patrimonio edilizio e poi perché una eventuale speculazione sull’immobile avrebbe potuta farla chi vendeva (sapendo che c’erano dei contributi pubblici) e non chi acquistava,essendogli già vietato comprare per rivendere. Che poi è esattamente ciò che è successo, io ho acquistato e chiesto la sanatoria per adibire ad abitazione i locali». E aggiunge: «Il secondo comma del provvedimento 128 del 2009 è chiaro in tal senso. Ma questo nel servizio televisivo non l’hanno detto, anzi, semmai hanno fatto capire il contrario alterando persino ciò che ho scritto».


Nessun imbarazzo neppure da un punto di vista politico. «E perché dovrei essere in imbarazzo? Casa mia ha avviato l’iter per la ricostruzione dopo 15 anni e non c’è un sammartinese rimasto dietro all’ex sindaco sindaco Facciolla, posso garantirlo».
Nessuna doppia velocità, insomma, come lo hanno accusato i 5 Stelle ieri in aula, «semmai è l’opposto visto che la mia ricostruzione versa nelle stesse condizioni degli ultimi Peu arrivati».

E anche le sentenze richiamate dall’avvocato Campopiano confermerebbero, secondo Facciolla, che tutti i progetti avevano diritto a beneficiare dei contributi post terremoto.
Del legale bassomolisano il servizio televisivo non ha fatto alcun accenno alla possibilità che potesse avercela ancora con Facciolla perché, non essendosi mai dimesso da consigliere regionale, non gli ha dato la possibilità di subentrare a lui in Consiglio regionale in virtù di un accordo pre elettorale mai riconosciuto da Facciolla (Campopiano è il primo dei non eletti della sua lista). «Dovevano essere più onesti nella loro ricostruzione, invece lo hanno presentato solo come avvocato pur non avendo mai perorato la causa di nessuno dei trenta e più ricorrenti in ben tre sentenze del Tar».
Nella sala dell’hotel, c’erano anche il governatore Paolo Frattura, il consigliere regionale Nico Ioffredi, l’assessore Carlo Veneziale e la segretaria regionale del Pd, Micaela Fanelli. Il dubbio resta: un sostegno, il loro, più morale o più politico?

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Il caso Facciolla su le Iene

(Pubblicato il 15/03/2017)

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