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Il 'caso' di San Giovanni dei Gelsi
Lapidi spaccate al cimitero, per l’assessore è colpa del vento: “Quelle tombe sono fatte male”
Maripina Rubino smentisce atti di vandalismo o di profanazione sulle tombe dei genitori del prof Elia Rubino, il quale ha denunciato l’accaduto nei giorni scorsi: “Si tratta di lapidi sottili e molto alte, quindi il vento che tirava fortissimo le ha fatte cadere. Non c’è stato alcun gesto distruttivo. Quelle in pietra di fianco non hanno subito danni, sono state fatte bene, a differenza delle due rotte”. Ma poi apre ad altre ipotesi: “Per noi il tutto è stato causato dall’evento atmosferico. Poi, io non lo so, può essere pure che qualcuno ce l’abbia con quella famiglia, ma non è che io mi metto a fare le indagini”.


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Campobasso. Vandali? Pseudo-satanismo? Un dispetto? No, macché, è solo il maltempo. Il Comune di Campobasso, nello specifico l’assessore ai servizi cimiteriali, Maripina Rubino, attribuisce al vento e al freddo i danni riscontrati sulle tombe dei genitori di Elia Rubino (lo stesso cognome tra i due è soltanto un caso di omonimia, senza alcuna parentela, ndr), il quale ha segnalato l’accaduto avendo riscontrato la rottura delle lapidi prima del padre e poi della madre. Lui stesso, un esperto di tradizioni religiose popolari e anche di magia nera, streghe e malocchi, aveva cautamente aperto alla possibilità che qualcuno potesse essersi "vendicato" (di cosa, non si sa) spaccando le lastre di marmo sotto le quali riposano i genitori. Ma per l’assessore Rubino è una ipotesi fantasiosa e senza fondamento.

«Nei prossimi giorni avremo un sopralluogo dettagliato per riscontrare i danni derivanti da agenti atmosferici – annuncia l’esponente di Palazzo San Giorgio –. Si tratta di tetti malmessi, tegole cadute, e di lapidi rotte ce ne sono un bel po’, soprattutto nel vecchio cimitero».

Dunque, quanto successo è attribuito unicamente al dio Eolo. Il problema resta, però. Come mai due lapidi divelte nel nuovo cimitero e appartenenti alla stessa famiglia, per giunta una accanto all’altra? Ecco la risposta della professoressa, membro della giunta Battista: «Si tratta di lapidi sottili e molto alte, quindi il vento che tirava fortissimo le ha fatte cadere. Non c’è stato alcun atto vandalico. Quelle in pietra di fianco non hanno subito danni, sono state fatte bene. Quelle due erano altissime e sottili, e di marmo. Sono state realizzate male, nessuno ha toccato nulla. Tra l’altro, le due tombe di cui si parla sono proprio in cima alla collinetta, la parte più esposta». Questa la versione ufficiale del Comune e degli addetti del cimitero.


Ulteriori ipotesi non sfiorano l’assessore, la quale spiega che «altre lapidi per esempio sono state danneggiate dal ghiaccio. Perché queste due poi dovrebbero essere state vandalizzate? Le telecamere ci sono su tutti gli ingressi, la sorveglianza c’è. Non è stato rilevato niente di strano». Ma il dubbio sorge anche in lei a un certo punto: «Poi se una persona entra e dà un colpo a una lapide, non è possibile tenere tutto sotto controllo. Ma non vedo danni causati per sfregio o da atti vandalici».

Maripina Rubino, in definitiva, respinge al mittente qualsiasi altro tipo di vandalizzazione. Ed è anche abbastanza stizzita nel farlo: «Sul cimitero abbiamo tanti di quei problemi seri, e invece devo perdere tempo per vedere se questa lapide è caduta da sola o qualcuno l’ha fatta cadere.
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Io sono continuamente in contatto con i tecnici, sto trascurando anche le altre deleghe per questo discorso che mi sta a cuore. Ma se devo rispondere alla domanda se queste lapidi sono cadute da sole o no, per me è una perdita di tempo». Salvo, poi, in conclusione, aprire anche ad altre possibilità: «Per noi il tutto è stato causato dall’evento atmosferico. Poi, non so, può essere pure che qualcuno ce l’ha con quella famiglia, ma non è che io mi metto a fare le indagini». Proprio questo è il punto: non si può escludere a priori alcuna eventualità, come confermato al termine della conversazione anche dall’assessore ai servizi cimiteriali.

Ovviamente uno sguardo ai filmati girati dalle telecamere che l’assessore precisa «sono su tutti i lati» potrebbero aiutare almeno a escludere qualcosa. Ma il punto è che quei filmati non sono stati visionati. «Io non li ho visti, non mi risulta che altri lo abbiano fatto». Come detto: nessuno, a quanto pare, se la sente di fare indagini.

(Pubblicato il 16/03/2017)

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