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Primo caso in Italia
Liscione, nuovo piano d’emergenza. Appalto per il collaudo della diga entro l’anno
Arrivano due importanti novità per la diga di Guardialfiera e per la sicurezza dell’impianto e, di conseguenza, della Valle del Biferno. La prima riguarda il nuovo documento di protezione civile dedicato proprio all’opera idrica da milioni di metri cubi: in Prefettura riunione operativa sul documento, primo del suo genere in Italia, che disciplinerà le procedure da seguire in caso di emergenze. L’altro passo in avanti si riferisce agli interventi di collaudo mai realizzati: cinque milioni di euro dal Patto per il sud da impegnare nei prossimi mesi e un appalto che potrebbe partire entro l’anno per chiudere una questione che si trascina da così tanto tempo. Un terzo fronte non è stato ancora affrontato, quello della manutenzione dei pilastri del viadotto della diga.


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Guardialfiera. Un’opera idrica da milioni di metri cubi che si trova a ridosso della valle del Biferno dove c’è il nucleo industriale di Termoli, ci sono zone abitate, aziende e campi coltivati. Da qui la necessità di definire un piano di intervento in caso di piena dell’invaso artificiale così come avvenuto a fine gennaio per evitare o limitare gli allagamenti a ridosso del Biferno e dei suoi affluenti, come il Cigno. Evitare che si raggiunga il limite della diga del Liscione e, allo stesso tempo, prevenire inondazioni ed eccessive quantità di acqua da liberare verso la costa. Non a caso lo stato di allerta proclamato in questa ultima occasione a scopo precauzionale ha dato impulso anche alla predisposizione di un nuovo strumento di gestione di eventuali emergenze chiamando così a raccolta tutti gli enti e gli operatori coinvolti. Il tutto per migliorare e incrementare tutte le procedure di sicurezza che riguardano un impianto così importante.

A queste e altre esigenze, alla luce anche delle ultime normative, è andata incontro l’ultima riunione, presieduta dal Prefetto di Campobasso Maria Guia Federico, propedeutica all’approvazione del "Documento di Protezione Civile" dedicato proprio alla diga di Ponte Liscione. Il documento, che dovrà essere approvato in via definitiva, stabilisce, per l’invaso, «le specifiche condizioni per l’attivazione del sistema di protezione civile, nonché le comunicazioni e le procedure tecnico-amministrative da attuare nel caso di eventi, temuti o in atto, coinvolgenti l’impianto di ritenuta». In pratica, regole, procedure, passaggi da seguire al fine di un coordinamento generale degli interventi in tempi rapidi e in un’ottica di sicurezza.

All’incontro hanno preso parte i referenti dell’Ufficio tecnico per le Dighe di Napoli, le Forze di Polizia territoriali, i rappresentanti della Regione, della Provincia, degli Enti e dei Comuni interessati dall’attività di scarico della diga, gli Enti proprietari delle strade, i responsabili dei servizi pubblici essenziali, nonché i vertici dell’Ente Gestore dell’invaso (Molise Acque). Nel corso della riunione sono stati rappresentanti e discussi i possibili «scenari» e sono stati illustrati e condivisi gli aspetti salienti del documento, che sarà approvato, primo nel suo genere in Italia, dal Prefetto di Campobasso e successivamente notificato all’Ente gestore (Molise Acque), nonché ai soggetti che potrebbero essere potenzialmente coinvolti dalle manovre di scarico dell’invaso.

Il nuovo piano di Protezione Civile riguarda la gestione di eventuali emergenze ma c’è anche un altro importante aspetto da considerare, quello che riguarda il collaudo della diga di Guardialfiera. Un intervento, in sostanza, atteso da anni e da completare attraverso degli interventi in varie zone dell’opera idrica che servono per migliorare la sicurezza dell’invaso e adeguarla alle ultime normative. Una diga che ha retto al terremoto del 2002 e alle sollecitazioni degli eventi sismici successivi e che si trova in un’area a rischio sismico, quindi necessita di monitoraggi e di controlli costanti: il collaudo definitivo è un passaggio significativo e necessario sul fronte della sicurezza anche a difesa di forti calamità naturali.
Dopo tanta attesa, proroghe e alcuni interventi realizzati il 2017 dovrebbe essere l’anno della «svolta» per l’appalto dei lavori che riguardano il collaudo della diga.
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A finanziarlo i fondi del Patto per il Sud, circa cinque milioni di euro
. «Saremo tra i primissimi progetti a partire – spiega il commissario di Molise Acque, Massimo Pillarella – aspettiamo le ultime risposte da Roma per il progetto esecutivo e mi auguro che entro quest’anno si possa partire con la gara d’appalto che ci vedrà come soggetto attuatore». Un intervento che prevede vari lavori per chiudere una questione che si trascina da troppo tempo.

Altro fronte quello del viadotto che attraversa la diga (opera famosa in tutta Europa) dove servono lavori di manutenzione. In questo caso, come spiegato dallo stesso Pillarella, servono i fondi ma la competenza è dell’Anas. «L’impegno comune – ha osservato – è quello di individuare con la Regione e l’ente competente i finanziamenti e di inserire questa opera come una priorità». Il cemento dei pilastri in alcuni tratti rovinato, altre situazioni che accusano i segni del tempo. Un intervento necessario da affiancare a quanto previsto per il collaudo della diga e al nuovo piano di protezione civile. Una visione, in sintesi, di «sistema» a tutela di tutta la popolazione.

(Pubblicato il 15/03/2017)

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