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Tensione alle stelle a Palazzo D'Aimmo
La ’vendetta’ dei malpancisti: la maggioranza va sotto sull’Egam. Facciolla-show in aula
Ennesima seduta incandescente in via IV Novembre: i dissidenti votano con le minoranze un emendamento dell’ex presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Niro, per il ridimensionamento del direttore generale dell’ente che gestirà il servizio idrico. Il voto rinviato al 31 marzo. E intanto l’assessore all’Agricoltura annuncia l’archiviazione del caso del portaborse e poi ’sbrocca’ in aula: «Contro di me processi sommari». Nel mirino la richiesta di relazionare in Consiglio fatta dai 5 Stelle dopo il caso-Iene sui fondi per le case terremotate.


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Campobasso. L’Egam si conferma il tallone di Achille della coalizione guidata da Paolo di Laura Frattura. Che sarebbe stata un’altra giornata no si è capito quando è finito in parità il voto su un emendamento del Movimento 5 Stelle per definire i gettoni di presenza destinati ai membri del Comitato d’ambito. Dieci sì e altrettanti no: questo il giudizio espresso dall’assemblea. E forse solo perché mancava Francesco Totaro.
Già in affanno nelle precedenti sedute, con circa 110 emendamenti e sub emendamenti presentati al provvedimento del governo regionale, poi la maggioranza è andata addirittura sotto sul voto di un emendamento per ridefinire della figura del direttore generale dell’ente che individuerà chi gestirà il servizio idrico nella nostra regione. Funzioni e compenso saranno stabiliti dai Comuni. Un modo per ’slegare’ questa figura dalla politica.
Regista dello ‘scacco matto’ è stato Vincenzo Niro, consigliere dei Popolari per l’Italia, uno dei partiti di maggioranza.

Il suo testo è stato votato da undici consiglieri: oltre all’opposizione (Iorio, Fusco, Cavaliere, Sabusco, Federico e Manzo), hanno detto sì pure Francesco Totaro (ex capogruppo del Pd, approdato nei Democratici e progressisti), Massimiliano Scarabeo (neo capogruppo dem), Michele Petraroia (Sinistra Unita) e Nunzia Lattanzio (gruppo misto), oltre che ovviamente lo stesso Niro. Tutto il blocco dei malpancisti dunque.
Non sono bastati i dieci ‘no’ del centrosinistra.
«Se la giunta e il resto della maggioranza avessero ascoltato i miei suggerimenti, si sarebbe potuto riequilibrare il sistema», le riflessioni dell’ex presidente dell’Aula di palazzo D’Aimmo che non ha mai nascosto la sua contrarietà nei confronti di un modello considerato troppo impositivo e sfavorevole ai Comuni. «Noi dobbiamo evitare che lievitino le tariffe dell’acque e ottimizzare la qualità di un servizio che deve restare pubblico», ha aggiunto.

Lo ‘sgambetto’ di una parte della maggioranza ha contribuito a surriscaldare il clima già infuocato che da tempo si respira nell’assise di via IV Novembre. Tensione arrivata alle stelle quando il consigliere dei 5 Stelle Antonio Federico ha depositato una mozione per chiedere all’assessore alle Politiche agricole di riferire in Aula sull’utilizzo dei fondi per la ricostruzione post sisma.
Un caso su cui ha acceso i riflettori pure il programma televisivo ’Le Iene’.

Dopo le ’arringhe difensive’ di Nicola Cavaliere, Cristiano Di Pietro e Salvatore Ciocca, l’assessore Vittorino Facciola ha ‘sbroccato’ in Aula accusando la stampa e l’opposizione a 5 Stelle di «cialtroneria politica», di strumentalizzare le sue vicende personali istituendo ‘processi sommari’ sui social. Parole pronunciate sventolando i fogli dell’archiviazione per il caso del portaborse («Ve ne ho portato una copia così vi informate», ha urlato a Federico e Manzo). Invece sui fondi Peu è pronto a fornire la sua versione dei fatti mercoledì 15 marzo in un’apposita conferenza stampa.
La giornata nera del Consiglio regionale si è conclusa poco prima delle 19. Dopo una lunga sospensione, la maggioranza ha deciso di prendersi quindici giorni di riflessione per fare chiarezza su un testo stravolto dalle modifiche approvate. Il 17 marzo ci sarà la conferenza dei capigruppo, mentre si tornerà in Aula il prossimo 31 marzo.
(SP)

(Pubblicato il 14/03/2017)

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