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Il pasticciaccio della Ss 85
Autovelox abusivo, ma funziona da anni. Tra ricorsi, denunce e segnali spostati di notte
Il giallo dell’occhio elettronico sulla Statale Venafrana prima di San Vittore, che dal 2013 ha inchiodato migliaia di cittadini molisani, multati con 180 euro. Ora prime sentenze di Tribunale che danno ragione agli automobilisti: quell’autovelox è illegittimo perchè è stato messo sul lato della strada opposto a quello per il quale era stato autorizzato. Feliciantonio Di Schiavi, ex vigile in pensione alla guida di un piccolo esercito di "oppositori" all’autovelox, lo sostiene da anni, "eppure - racconta - i due Prefetti che si sono succeduti non hanno voluto saperne di smantellarlo". Negli ultimi tempi anche un vigile urbano, incaricato di firmare i verbali, si è opposto. Una storia tutta molisana che è diventata un "simbolo" nazionale, oggetto anche di una interrogazione parlamentare.


Macchia D’isernia. Migliaia e migliaia e migliaia di verbali. Multe salate recapitate a un esercito di cittadini, molisani e non, che su quella strada – la Statale 85 altrimenti detta Venafrana - ci passano tutti i giorni. Centinaia di ricorsi, montagne di carte bollate, denunce e perfino interrogazioni in Parlamento.Un ministro dell’Interno tirato in ballo per accertare la violazione, due sindaci e due Prefetti nel mirino, agenti di polizia municipale spaccati sulla questione dirimente di Macchia d’Isernia: ma quell’autovelox è abusivo?
Una domanda che da 5 anni fa rivoltare associazioni e partiti, riempie di ricorsi il giudice di pace e i tribunali, nutre la rabbia dei cittadini infilzati dalla contestazione da 180 euro - risultato della multa di 169 con l’aggiunta di “spese postali e processuali” – per aver superato il limite di 70 chilometri orari. Lo stesso limite che campeggia chiaro sul segnale posto a.. .quanti metri dall’autovelox?

«Dovrebbero essere almeno mille, come dice la legge. Ma metro alla mano, là la distanza era di 993 metri. E quando dietro nostra segnalazione se ne sono accorti cosa hanno fatto sindaco, Prefetto, Polstrada, tecnici e Anas? Hanno spostato il segnale invece di spostare di l’autovelox, alla faccia della legge» spiega Feliciantonio Di Schiavi, della Fiadel. Ex vigile di Polizia Municipale, 65 anni e una missione: far smantellare l’autovelox di Macchia d’Isernia come successo, nel 2011, con quello di Cantalupo, che pure era illegittimo.

«In quel caso fu disattivato, perché il Prefetto facente funzione ritenne fondata la sua illegittimità. In questo invece nulla, i cittadini vengono schiacciati e calpestati, abbiamo ragione presso qualsiasi giudice eppure l’autovelox sta sempre là, era stato disattivato ma è stato rimesso in funzione a novembre e ora va a tutto spiano, malgrado le nostre vittorie in Tribunale». Lo chiamano il “guerriero sannita di Pietrabbondante”, ed è soprattutto per lui se questo autovelox di paese è diventato addirittura un caso nazionale, finito come simbolo di sopruso istituzionale finanche sul Sole 24 Ore, oggetto di una interrogazione parlamentare nel 2013 affidata a un esponente del 5 Stelle.
Ed è attorno a lui, a Feliciantonio Di Schiavi, che si è radunata nel corso del tempo una nutrita schiera di oppositori combattivi che mette insieme, incredibilmente, una associazione come Assotir con il Partito Comunista dei Lavoratori, il comitato ProTrignina con l’associazione antimafia Caponnetto. Tutti contro questo maledetto autovelox della venafrana, che dal 7 marzo del 2013, giorno in cui è entrato in funzione cominciando a sparare i verbali contro chiunque superasse il limite di 70 chilometri orari, su una Statale trafficatissima, tiene banco per quella cattiva stella sotto la quale è nato.

«Quando l’Anas lo ha autorizzato, accogliendo la richiesta del Comune di Macchia d’Isernia – continua il Guerriero di Pietrabbondante - era stato indicato in modo esplicito il luogo del posizionamento: il lato sinistro della Ss 85 in direzione Venafro. E invece sta sul lato destro. Illegittimo, quindi, non si scapa». Illegittimo anche per la distanza dal limite di velocità, inferiore ai mille metri secondo associazioni e partiti. «Come no, ci abbiamo fatto una battaglia su questo segnale ballerino. Loro lo spostavano in avanti, noi lo risistemavamo al suo posto, sotto la distanza di mille metri». Ma il vero limite qua non sono i metri bensì i lati delle strade.
«Eh, è illegittimo perché non sta dove dovrebbe stare, dove è stato autorizzato» dicono i contestatori. «E’ legittimo invece» replica Mario Stasi, il secondo secondo in carica da quando l’autovelox è stato montato. Il suo predecessore era un accalorato sostenitore dell’occhio elettronico, lui in campagna elettorale qualche riferimento all’abuso lo ha fatto. «Ma non ho mai parlato di autovelox clandestino, se qualcuno lo scrive lo denuncio». D’accordo, è legittimo. Ma perché? «Non mi va ora di spiegare, non è il caso. Lo saprete presto».

Vai a capire, in questo pasticciaccio. La cautela del sindaco, probabile, si spiega col fatto che in questi giorni è arrivata una «importante decisione del giudice, che ha rigettato l’appello del Comune di Macchia verso una sentenza di archiviazione del giudice di pace contro un verbale emesso dall’autovelox». In pratica il Tribunale ha detto che l’autovelox è illegittimo, quindi bene ha fatto il giudice di pace a dare ragione al cittadino, e che il Comune di Macchia è nel torto e deve pagare anche le spese processuali.
«Le sentenze stanno danno tutte ragione a noi, perché è lampante che quell’autovelox non è stato autorizzato» continua Feliciantonio Di Schiavi, sostenendo che sono decine e decine i ricorsi fatti tra il 2013, il 2014 e il 2015. Anche se non tutti hanno fatto ricorso al Giudice di pace. Molti si sono rivolti direttamente al Prefetto, che è competente in materia visto che la strada è dell’Anas e lui rappresenta il ministero all’Interno sul territorio: «Stiamo aspettando la decisione sull’Appello fatto dai cittadini contro le decisioni del Prefetto di Isernia, anzi: dei due prefetti di Isernia, che hanno sempre sostenuto che invece l’autovelox è legittimo e là ci può stare.
Ma se il Tribunale darà loro torto cosa succederà?».


Un pasticcio nel pasticcio, che potrebbe aprire - in teoria - a class action e risarcimenti di massa. «Questo non è un giochetto, non scherziamo: l’autovelox di Macchia, anche se abusivo, ha fruttato finora secondo i nostri calcoli milioni di euro al Comune».Il sindaco si fa una risata: «E se così fosse che stavamo in questa situazione? Eravamo tutti ricchi, avremmo risolto i problemi di tutta la zona, e alla grande». Di cifre nero su bianco, però, non ce ne stanno. E così quell’occhio vigile che continua a fotografare le violazioni di tutti e a sfornare verbali di multa a quintali, resta una grande incognita e attiva battaglie sempre nuove.


L’ultima, in ordine di tempo, è interna alla Polizia Municipale. L’autovelox era stato disattivato nel 2015, ma nel novembre del 2016 è stato, per così dire, “riacceso”. Perché? Impossibile da dire, nessuno sa rispondere. Sembra che c’entri il particolare che mancasse un Vigile urbano a firmare i tanti verbali, perché Macchia la polizia municipale non ce l’ha. E allora come si fa, senza vigile, a firmare e inoltrare le multe? Con una convenzione, con un agente municipale preso “in prestito” da un paese vicino. «All’inizio ce n’era uno di Castelpetroso che non ha fatto una piega, e di fatto ha lavorato solo per l’autovelox» spara Di Schiavi. Poi, quando il Comune di Macchia lo ha fatto ripartire nel novembre del 2016, la convenzione è stata firmata con Comune di Castelpizzuto. Ed è arrivata la sorpresa: il vigile incaricato di presidiare l’autovelox, il signor Remo Romano, Maresciallo di Castelpizzuto, si è rifiutato.


Rifiutato? «Proprio così. E’ uno che conosce la legge, quello. Ha detto, per dovere d’ufficio, che lui i verbali non i poteva ratificare perché l’autovelox è illegittimo, essendo stato autorizzato sul lato opposto della strada. E per tutta risposta che hanno fatto in Comune?» Vuoi vedere che hanno cambiato Vigile? «Esatto. Lui rispedito a casa sua, quando secondo noi sei sarebbe meritato une encomio solenne e anzi lo abbiamo proposto». Invece dell’encomio però ha ricevuto solo un gentile benservito «ed è stato sostituito da un collega di un altro Comune che sta convalidando tutte le multe».


Succede anche questo, a Macchia D’Isernia. Succede che quell’autovelox non trova pace, e con lui Istituzioni e comitati, e ora anche giudici investiti di definire il giallo una volta per tutte. «Eh, ma ora che arriverà la decisione sulle decisioni di legittimità della Prefettura sai come ci divertiremo? Qualcuno farebbe bene a preparare le valigie, è un consiglio».

(Pubblicato il 12/03/2017)

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