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Termoli pioniera del Dibattito pubblico: "Un successo". Il Garante: "Referendum? Ora no"
Per il sindaco Angelo Sbrocca il Dibattito pubblico sul tunnel e la riqualificazione del centro cittadino «ha dato ottimi risultati. Quasi tutte le proposte sono state accettate ed è stata bocciata l’Alternativa zero». Il Garante Marco Olivetti ammette possibili errori «ma da prima volta. Il Comune doveva pensarci prima, chi ha boicottato avrebbe dovuto partecipare. Sono favorevole in astratto al referendum ma non con questo clima che si è creato». L’esperienza termolese è stata illustrata in Comune come contributo prima dell’istituzione di questa fase di consultazione nel nuovo Codice degli appalti.


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Termoli. Fra poco più di un mese il Dibattito pubblico sarà obbligatorio in Italia per le grandi opere e quelle di particolare interesse per i territori. A Termoli, quella di qualche mese fa sulla questione tunnel e riqualificazione del centro cittadino, è stata quindi un’esperienza sperimentale e pionieristica. «Con risultati molto positivi» ha commentato ieri Angelo Sbrocca, sindaco della cittadina molisana, all’incontro sull’istituto di questa forma di consultazione, alla presenza di Paolo Frattura, Presidente della Regione Molise, Alberto Cucchiarelli, dirigente Ufficio Regolazioni Contratti Pubblici dell’Autorità Anticorruzione, Alfredo Martini, direttore della rivista Civiltà del Cantiere, Federico Colosi, Direttore Relazioni Esterne Sogin, Marco Olivetti, professore diritto costituzionale Lumsa e Garante del Dibattito Pubblico Termoli2020. A fare da moderatore davanti a un nutrito pubblico fatto in buona parte da amministratori locali c’era Antonello Barone, direttore di Kcomunicazione.

«Ci sono sette passaggi da seguire - questo secondo Barone l’insegnamento dell’esperienza termolese - per far sì che il Dibattito pubblico funzioni: non deve essere fatto per acquisire consenso, va realizzato prima dell’aggiudicazione definitiva, deve prevedere la rinuncia all’opera e qui nelle brochure mandate nelle case questo non era chiarissimo, deve essere aperto a tutti, deve essere gestito da un soggetto terzo, i costi devono essere a carico della ditta nei costi di progettazione, alla fine l’ente deve prevedere informazione e monitoraggio».

«Non conosco l’esperienza termolese - ha detto chiaramente il dottor Cucchiarelli dell’Anac -. Ma il Dibattito pubblico può essere uno strumento importante anche per evitare ripensamenti dovuti a cambi di maggioranza politica. In generale più un’opera è trasparente e più aiuta a prevenire la corruzione».

«Uno dei problemi di questo Dibattito pubblico - ha chiarito il professor Olivetti - era il quadro normativo incerto. Errori? Beh, sicuramente ce ne sono stati. Il Comune poteva pensarci prima, ma ha sbagliato anche chi non ha partecipato decidendo di boicottarlo. Difficilmente qualcosa può funzionare se c’è un atteggiamento di opposizione a prescindere. Noi avevamo poca esperienza ma abbiamo agito in buona fede». Olivetti non si è nascosto sulla questione referendum. «Lo farei fare? In astratto sì, ma per come si sono sviluppate le cose non più. Ha assunto solo un significato distruttivo. Meglio discutere del come».

Angelo Sbrocca ha definito «un successo il Dibattito pubblico a Termoli. Sono pronto a rifarlo per eventuali altri opere strategiche.
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Il confronto è stato utile, quasi tutte le proposte sono state accettate ed è stata evitata l’Alternativa zero. E’ stato un grande esempio di democrazia. Peccato per qualche contrasto di chi non ha partecipato».

Secondo il sindaco «il referendum non entra nel merito sulla cantierizzazione, il piano economico e l’opera stessa». Il primo cittadino ha aggiunto che attualmente il progetto è nella fase autorizzativa della conferenza di servizi ma non ha potuto dare una data di inizio del cantiere, sempre se l’opera otterrà tutti i pareri positivi che mancano. «Ricorsi? Non temo nulla» ha infine commentato Sbrocca.

Da parte sua il contributo del governatore Frattura è stato quello di porre l’attenzione sui tempi. «Come si sposa il comitato spontaneo autoreferenziale con il Dibattito pubblico? Che contestazione può fare chi non ha figura giuridica ma osteggia l’esecuzione dell’opera?» ha chiesto Frattura. «Per questo ben venga il Dibattito pubblico però poi la qualità dello stesso va accettata, perché se finisce il percorso e si ricomincia tutto come prima vuol dire che abbiamo perso tre mesi. Penso quindi che questo istituto non debba rimanere una pura esercitazione accademica che rischia di allungare i tempi».

Infine Frattura ha difeso l’operato dell’Amministrazione termolese. «Ha chiesto la fiducia dei cittadini per quest’opera strategica alle elezioni e va giudicata per questo. Le faccio i complimenti per la forza con cui ha reso ormai quasi cantierabile questa idea». (sdl)

(Pubblicato il 10/03/2017)

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