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Indagine per tentato omicidio
Acqua contaminata, l’esame conferma la candeggina nella bottiglia. "Sospetto sabotaggio"
La ventenne di Larino che il 10 febbraio scorso è finita in ospedale per le gravissime ustioni causate dai sorsi di acqua gassata da una bottiglietta acquistata al distributore automatico sta ancora male. La ragazza non può mangiare determinati alimenti ed è in cura da un gastroenterologo. Le analisi Arpa svolte sull’acqua confermano la presenza di candeggina commerciale nel liquido. Intanto la bottiglietta sequestrata dalla Polizia è stata controllata attentamente: non presenta microfori, segno che il sabotaggio potrebbe essere avvenuto in fase di imbottigliamento, mescolando varechina all’acqua frizzante. L’indagine, sull’ipotesi di tentato omicidio, sta cercando di ricostruire il “viaggio” di quella bottiglietta.


Termoli. Le analisi dell’Arpa Molise effettuate sull’acqua che il 10 febbraio scorso ha intossicato una ventenne di Larino hanno confermato la presenza di candeggina nel liquido. Si tratta di candeggina comune, del tipo che si può tranquillamente acquistare al supermercato. Ma che non per questo è meno pericolosa.


I legali della giovane hanno appreso l’esito degli esami fatti dall’ Agenzia regionale per l’ambiente subito dopo che la Procura della Repubblica di Larino ha aperto un fascicolo di inchiesta. Si procede per tentato omicidio: la giovane infatti ha rischiato seriamente la sua vita.


Era il 10 febbraio scorso quando la studentessa, che frequenta una scuola di formazione lavoro a Termoli, ha acquistato nel distributore automatico una bottiglietta di acqua gassata. L’ha aperta e ha bevuto lunghe sorsate, anche perché aveva molta sete. Le bollicine non le hanno permesso di capire immediatamente che non stava bevendo la solita acqua bensì qualcosa di completamente diverso e molto più pericoloso.


In pochi istanti ha accusato dolori addominali fortissimi e ha cominciato a vomitare. Trasportata dal 118 dell’ospedale San Timoteo di Termoli è stata sottoposta a una serie di accertamenti e ad alcuni lavaggi per evitare che il veleno continuasse la sua azione deleteria sull’organismo. Tuttavia le sue condizioni, sebbene migliorate, non sono ritornate alla normalità: la ragazza ha ancora diversi problemi, non può mangiare determinati cibi ed è in cura da un gastroenterologo.


Sarebbe potuta accadere una tragedia, ed è anche questa la spiegazione della ipotesi di reato attualmente a carico di ignoti. Gli agenti del commissariato di Termoli hanno sequestrato la bottiglietta e l’hanno esaminata. La stranezza principale è rappresentata dal fatto che il contenitore di plastica non presenta alcun foro nè microforo. Improbabile perciò che l’acqua sia stata contaminata da una siringa, anche perché la presenza di candeggina all’interno era decisamente elevata.


«Non sappiamo ancora cosa sia accaduto e chi abbia compiuto un’azione tanto scellerata» riflette l’avvocato Fausi Khalil Iannucci di Larino, che assiste con Gabriella Romualdi la ventenne.
«Vogliamo capire prosegue come è stato possibile che la giovane abbia ingerito una sostanza tanto pericolosa da una bottiglietta integra, acquistata in un distributore automatico. Ha rischiato la vita».
In questi ultimi giorni gli agenti coordinati dalla Procura della Repubblica stanno cercando di ricostruire il viaggio che la bottiglietta d’acqua ha compiuto dalla fonte al distributore termolese. E l’ipotesi più probabile - vista anche l’assenza di buchetti nella plastica - è quella di un sabotaggio industriale, avvenuto verosimilmente in fase di stoccaggio.


Non è escluso infatti - anzi è un ipotesi al vaglio degli investigatori - che la contaminazione possa essere avvenuta in un deposito di imbottigliamento e confezionamento dell’acqua, ad opera magari di qualcuno interessato a infangare e creare un danno economico e di immagine molto serio alla catena di distributori che vendono quel tipo di acqua, insieme ad altri prodotti. Non è il primo caso del genere che si verifica in Italia e, secondo indiscrezioni in attesa di conferma, non sarebbe nemmeno il primo caso in Molise. Anche su questo l’inchiesta sta cercando di fare luce.

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Compra una bottiglietta al distributore e finisce in ospedale: è grave

(Pubblicato il 07/03/2017)

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