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Verso le Regionali del 2018
Ruta lancia la sfida a Frattura: "Primarie per scegliere il candidato presidente, io ci sto"
Il senatore del Pd rompe il silenzio dopo mesi e chiede le consultazioni popolari per la scelta del candidato presidente. «Sono al lavoro per una mozione programmatica alternativa che sarà incarnata da un candidato. Io sono a disposizione». Sanità, lavoro e sviluppo, infrastrutture («Non ho mai condiviso l’autostrada e non abbiamo fatto nemmeno la superstrada») sono i settori su cui, per Ruta, il governo regionale ha fallito e che dunque rendono necessario individuare l’alternativa. Che non è escluso possa essere lo stesso Ruta.


Se fosse un partito ‘normale’ e non avesse la tendenza a complicarsi la vita da solo, il Pd avrebbe riconfermato la candidatura del presidente uscente, Paolo di Laura Frattura. Lo stesso che nel 2013 consentì al centrosinistra di tornare al governo della Regione dopo dodici anni targati Michele Iorio. Ma dal momento che nel Pd volano gli stracci tanto a Roma quanto in Molise, cambiano equilibri e strategie.


Il regista di quell’operazione, colui che ha lanciato la candidatura dell’architetto campobassano, torna a parlare dopo mesi di silenzio per prendere le distanze da Paolo. Un colpo di scena che pochi forse avrebbero previsto dopo il ‘patto del marciapiedi’ (siglato a ottobre del 2014) e i numerosi ‘avvistamenti’ di Roberto Ruta nelle stanze che contano a Palazzo Vitale.

Oggi il senatore è a capo del piccolo drappello di quattordici esponenti di maggioranza e di minoranza del Pd, che ha firmato la richiesta di convocazione dell’assemblea regionale per discutere di un unico punto all’ordine del giorno: l’indizione delle primarie di coalizione per la scelta del candidato presidente della giunta regionale per le elezioni del 2018.

Nel documento inviato al presidente dell’assemblea Laura Venittelli c’è pure l’indicazione sulle date per la presentazione delle candidature, il 30 settembre, e delle votazioni, il 30 novembre.
In calce al foglio le firme. Alcuni sono nomi di peso del partito, altri sono i fedelissimi rutiani: il venafrano Stefano Buono, l’amico di Montenero Pino Chiappini, l’ex tesoriere Costanza Carriero, l’assessora al Comune di Campobasso Alessandra Salvatore, il consigliere di Palazzo San Giorgio Pino Libertucci, il segretario cittadino del capoluogo Francesca Di Cristofaro, l’isernino Giuseppe Laurelli, il sindaco di Jelsi Salvatore D’Amico e Maurizio Moffa.

Ai giornalisti Ruta spiega i motivi dello strappo con il capo di Palazzo Vitale: «Ci sono cose che abbiamo condiviso, ma ci sono altre scelte che sono state operate e che non abbiamo condiviso. E’ necessario un confronto realmente programmatico su mozioni oggettivamente diverse rispetto alle scelte fatte fino ad oggi. Il centrosinistra può ripartire se chiarisce alcune scelte programmatiche».
Sanità, lavoro e sviluppo, infrastrutture («Non ho mai condiviso l’autostrada e non abbiamo fatto nemmeno la superstrada») sono i settori su cui, per Ruta, il governo regionale ha fallito e che dunque rendono necessario individuare un candidato alternativo a Frattura. Che non è escluso possa essere lo stesso Ruta.

«Le primarie non sono obbligatorie quando c’è un presidente uscente – rimarca il senatore - ma noi riteniamo che bisogna farle nell’interesse di tutti. Siccome siamo convinti che prima delle singole persone vengono le idee e i valori che la coalizione incarna, è necessario celebrare con convinzione e determinazione le primarie affinché siano un momento di straordinario confronto. Prima dei destini personali ci sono gli interessi collettivi di una comunità e di una coalizione. Dunque, mi auguro che la nostra richiesta venga accolta».

Poi esce ancora di più allo scoperto sancendo lo strappo con il presidente della giunta: «Lavorerò per costruire un’altra mozione programmatica assieme ad altre persone e sensibilità, molte provenienti della società civile. La mozione sarà incarnata da un candidato, da una persona che può rappresentare meglio quelle sensibilità.
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Io sono a disposizione».

A suo avviso, le primarie consentiranno di ridefinire pure il quadro delle alleanze. Impossibile non far riferimento al rapporto con l’europarlamentare di Forza Italia Aldo Patriciello, punto di riferimento da un lato della sanità privata, dall’altro di Rialzati Molise, lista civica inclusa nella coalizione fratturiana.
«Non abbiamo condiviso l’impianto complessivo sulla sanità e dobbiamo costruire un altro», il ragionamento di Ruta. «Ho un interesse: ricostruire il centrosinistra che non significa escludere le persone a sinistra, ma tenere il centrosinistra unito. E quando il centrosinistra è unito non teme l’apporto di nessuno purchè siano chiari i confini programmatici».

Se la richiesta delle primarie dovesse essere accolta, la partita si giocherà nei gazebo del Pd. «Le primarie consentono una partecipazione popolare salutare. Non sarà il miglior metodo in assoluto, ma è un metodo democratico». La progressiva distanza tra il partito e gli elettori e l’avvicinamento al centrodestra di Patriciello sono stati pure il motivo delle dimissioni del vice segretario Michele Di Giglio.
«Mi auguro che il partito, a cominciare dal presidente della giunta regionale e dal segretario regionale (Paolo Frattura e Micaela Fanelli, ndr) - incalza Ruta - recepisca questa esigenza convocando l’assemblea entro il mese di marzo e che questo punto all’ordine del giorno venga votato».
Le grandi manovre per il dopo Frattura sono dunque cominciate ufficialmente. Dal punto di vista politico, manca poco al 2018, l’anno della duplice battaglia elettorale per il Parlamento e per il Consiglio regionale.

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Di Giglio, ex vicesegretario del Pd: Basta col fratturismo

(Pubblicato il 06/03/2017)

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