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Picco di produzione e clienti da Doha, sabato straordinario per 50 addetti. La Fiom sciopera
Scontro tra azienda e sindacato Fiom Cgil alla Energia srl di Termoli che produce impianti per il trattamento dell’aria in grandi strutture come centri commerciali, aeroporti e ospedali a livello internazionale. Per fare fronte ai picchi di produzione degli ultimi mesi la società ha deciso di introdurre, a partire da domani e per cinque settimane consecutive, il sabato straordinario per i cinquanta dipendenti. L’organizzazione sindacale non ha condiviso il metodo che ha portato a questa decisione proclamando lo sciopero: «E’ scorretto, vanno prima recuperati i rapporti tra le parti» afferma il segretario regionale, Giuseppe Tarantino. Il responsabile di produzione, Daniele Leopoldo, accusa invece l’organizzazione sindacale: «Mentre l’azienda offre lavoro, occupazione, stabilità, nuove assunzioni e possibilità di mettersi in tasca soldi in più ai lavoratori che operano su commesse prestigiose, una organizzazione sindacale decide di piantare lo sciopero per metterci in difficoltà. Questo è un paradosso».


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Termoli. La vicenda riguarda la società Energia srl che ha sede nel nucleo industriale di Termoli e si occupa principalmente della produzione di condizionatori, in gergo tecnico centrali per il trattamento dell’aria, quei grossi tubi d’acciaio che spiccano nei centri commerciali, nelle scuole o in altri luoghi pubblici. Ci lavorano cinquanta addetti e, di recente, l’azienda ha proceduto a nuove assunzioni e ha avuto la possibilità di estendere la sua presenza sul mercato. Tra le commesse più prestigiose ci sono impianti destinati al centro commerciale Mondo Juve, ad aeroporti, ospedali e grandi strutture non solo in Italia ma anche all’estero come a Doha, la città più popolata del Quatar, sul Golfo Persico: insomma, un giro d’affari di non poco conto.

Tutto questo ha portato negli ultimi mesi la società a raggiungere dei picchi di produzione e a una richiesta dai clienti tale da non riuscire a fronteggiare con l’attuale organizzazione lavorativa. Così da domani, 4 marzo, per cinque sabati consecutivi è stato introdotto il sabato come giorno straordinario rispetto a una turnazione impostata su cinque giorni settimanali.
Succede ora che questa novità ha registrato la decisione da parte del sindacato Fiom – Cgil di proclamare uno sciopero di otto ore per ogni turno di lavoro della giornata di domani «in riferimento – si legge nella nota ufficiale – alla comandata dello straordinario per sabato 4 marzo 2017 senza la convocazione della organizzazione sindacale». Una scelta che, in sostanza, rischia di condizionare le attività produttiva - a seconda di quanti operai decideranno di aderire allo sciopero - che viene totalmente respinta dall’azienda.

Rispetto alle novità Giuseppe Tarantino, segretario regionale della Fiom Cgil ha spiegato che «Il problema è nato da quelli che riteniamo comportamenti scorretti adottati nei confronti dei lavoratori e della nostra organizzazione sindacale a livello interno ed esterno e che hanno compreso anche delle contestazioni nei confronti dei dipendenti. Non siamo contrari alla decisione di introdurre in queste settimane il sabato straordinario – ha aggiunto il rappresentante di categoria - ma non condividiamo il metodo e l’impossibilità di svolgere tutte le attività sindacali con una informativa, assemblee e incontri necessari condividendo, magari, queste esigenze con i lavoratori. Un mese fa - ha aggiunto Tarantino - abbiamo fatto un’ora di sciopero per lo slittamento degli stipendi di un mese con un’adesione dell’ottanta per cento dei lavoratori e segnalato il mancato pagamento di periodi di malattia in busta paga. A mio avviso vanno ripristinati i rapporti con l’organizzazione sindacale e con i lavoratori.
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È una questione - ha concluso il segretario Fiom - Cgil - di buone maniere e di rispetto dei ruoli e dei diritti».

Il punto è un altro, secondo l’ingegnere Daniele Leopoldo, responsabile della produzione e membro del Consiglio di amministrazione della Energia srl che stigmatizza la scelta del sindacato e ha inquadrato così la questione: «Mentre l’azienda offre lavoro, occupazione, stabilità, nuove assunzioni e possibilità di mettersi in tasca soldi in più ai lavoratori che operano su commesse prestigiose, una organizzazione sindacale decide di piantare lo sciopero ritenendo inaccettabile la scelta di individuare come soluzione l’utilizzo del sabato per fare fronte al picco di produzione; soluzione prevista, peraltro, dal contratto collettivo. Si tratta – ha osservato il responsabile aziendale - di un paradosso e di una volontà di mettere i bastoni tra le ruote per far sì che la giornata produttiva fallisca mettendoci in difficoltà nel preparare la commessa con il nostro principale cliente. Ritengo – ha concluso l’ingegnere Leopoldo - che il ruolo di un sindacato sia certo quello di difendere i lavoratori ma anche la difesa del lavoro stesso che non fa che proteggere automaticamente il lavoratore salvaguardando l’occupazione del territorio». Il primo sabato straordinario, intanto, è alle porte. (FO)

(Pubblicato il 03/03/2017)

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