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Elezioni e sanità
Elezioni e sanità privata, il sindaco di Bojano resta in carica. "Di Biase era eleggibile"
Il Tribunale di Campobasso ha respinto il ricorso presentato da un cittadino elettore che aveva contestato il ruolo di Di Biase all’interno di Villa Esther durante la campagna elettorale. Per i giudici «aveva eliminato la causa di ineleggibilità»


Campobasso. Il sindaco Marco Di Biase era eleggibile e può restare al vertice del Municipio di Bojano. Il Tribunale di Campobasso ha respinto il ricorso presentato da un cittadino elettore, Benedetto Brunetti, che voleva ribaltare il responso delle urne nella cittadina matesina.
L’esito delle elezioni dello scorso giugno era finito nell’occhio del ciclone. Secondo il ricorrente, difeso dall’avvocato Pino Ruta (collega e collaboratore in tante cause di Massimo Romano, l’ex consigliere regionale sconfitto proprio da Di Biase nel suo paese), il primo cittadino non avrebbe potuto ricoprire quell’incarico perché durante la campagna elettorale avrebbe continuato a gestire la clinica privata e convenzionata col pubblico Villa Esther.
Dopo l’udienza dello scorso 15 dicembre, oggi - 2 marzo - il pronunciamento del collegio giudicante presieduto da Laura Scarlatelli e composto da Barbara Previati e da Margherita Cardona Albini. Dal loro punto di vista, il ricorso presentato da Brunetti (padre di una dipendente della segreteria dell’ex sindaco Antonio Silvestri) «va rigettato perché è infondato».
I motivi vengono illustrati per filo e per segno nelle dodici pagine della sentenza: Marco Di Biase, difeso dagli avvocati Nicola Scapillati e Andrea Latessa, era stato amministratore unico di Villa Esther dal 9 maggio 2015 al 22 marzo 2016, giorno in cui ha rassegnato le dimissioni. Anche la clinica Villa Esther si è costituita in giudizio affidandosi all’avvocato Salvatore Di Pardo.
Successivamente (il 13 aprile 2016) sempre Di Biase aveva formalizzato le dimissioni dalla Gicielle srl, la società in cui erano confluite le quote della casa di cura convenzionata con il sistema sanitario regionale.
Contestualmente l’assemblea dei soci aveva nominato Elisa Forte (madre di Di Biase, ndr) amministratore unico della Gicielle srl.
«Pertanto – scrivono i giudici – Marco Di Biase ha eliminato la causa di ineleggibilità rassegnando le dimissioni dalla carica di legale rappresentante/amministratore unico della Casa di cura privata Villa Esther srl, nonché di amministratore unico della Gicielle srl in tempo utile rispetto alla data fissata per la presentazione delle candidature, ai sensi dell’articolo 60 comma 3 del decreto legislativo numero 267/2000».
Insomma, l’aspirante sindaco di Bojano si era messo in regola rispetto alle disposizioni del Testo unico degli enti locali. Normativa che invece, a detta del ricorrente, non era stata rispettata.
Il Tribunale di Campobasso smonta anche le contestazioni del ricorrente sul rapporto di parentela tra Di Biase e la madre Elisa Forte (diventata amministratore e rappresentante della società), sull’impegno dell’anziana donna nella clinica. «Il fatto che una stretta parente di Di Biase sia amministratore della stessa società convenzionata da lui in passato amministrata – specificano - non può assurgere ad elemento presuntivo della ipotizzata gestione di fatto».
Il cittadino elettore aveva messo in dubbio pure la presenza dell’attuale sindaco all’interno della struttura sanitaria e dunque il suo rapporto con dipendenti, collaboratori, fornitori e tecnici di Villa Esther. Tra le varie obiezioni pure la presenza di un seggio elettorale presso la casa di cura e l’assegnazione in capo ai dipendenti della casa di cura di mansioni tipicamente elettorali.
Per i giudici questa ricostruzione «non è attendibile, né adeguatamente provata» e comunque non dimostrano la gestione di fatto della società da parte di Di Biase.

Il sindaco di Bojano, dunque, resta al suo posto. La notizia ha fatto non poco rumore negli ambienti politici: Di Biase era sostenuto dal presidente della Regione. E ai piedi del Matese la campagna elettorale era stata trasformata in un test sulla tenuta del governo di palazzo Vitale.


Proprio Paolo di Laura Frattura, a poche ore dalla notizia del pronunciamento dei giudici, ha affidato a un post su Facebook il suo giudizio sulla vicenda: «Marco Di Biase, lo dice con sentenza il Tribunale di Campobasso, era eleggibile. Il ricorso giudiziario presentato contro il sindaco di Bojano per la sua presunta ineleggibilità è stato rigettato: non avevamo dubbi. Alla fine, va sempre così.
Comprendiamo che per qualcuno accettare una bocciatura da parte dell’elettorato è un fatto difficile e complesso dal punto di vista anche umano, ma un po’ di maturità è necessaria. Basta dire sempre: ho perso la partita perché l’arbitro era cattivo, era corrotto, spalleggiava spudoratamente per il mio avversario, ho perso perché l’erba del campo era troppo bagnata.
Si perde la partita quando di fronte c’è un competitor più forte, più credibile, più affidabile. Marco Di Biase è il sindaco di Bojano perché gli elettori gli hanno riconosciuto e gli riconoscono queste qualità. Continuiamo a lavorare insieme per Bojano e per il Molise».

(Pubblicato il 02/03/2017)

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