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Centrodestra vuole le Primarie, ma Forza Italia tentenna. E il Pd colonizza il Comune di Termoli
A sorpresa prende la tessera dem anche una voce critica come l’ex candidato alle Provinciali Simone Coscia. In vista del congresso quasi tutta la maggioranza di Angelo Sbrocca passa col Partito Democratico. Dal tavolo del centrodestra intanto emerge con forza la voglia di primarie per decidere candidato presidente e programma in vista delle elezioni regionali. Solo da Forza Italia perplessità e prese di tempo, anche perchè il partito dei berlusconiani è ancora commissariato.


Qui sopra Zaami e Di Brino e il consiglio comunale termolese; in home page il tesseramento Pd nel 2008
Da una parte una voglia di primarie che sarebbero una novità assoluta nel panorama del centrodestra regionale e persino nazionale. Dall’altra movimenti frenetici attorno e dentro al Partito Democratico che invece di subire le perdite della scissione sta acquisendo - almeno in Molise - forze finora inedite. Come al Comune di Termoli, dove la maggioranza ha aderito quasi per intero al Pd.

Si potrebbero chiamare grandi manovre in vista delle elezioni. Sicure fra un anno quelle regionali, probabili nella stessa data o forse anticipate di poco le politiche per il rinnovo del Parlamento. Sta di fatto che è questo il momento di posizionarsi per avere un posto al sole o contare qualcosa quando si tratterà di presentarsi all’elettorato.

E’ in questo senso che il centrodestra ha attivato da tempo il tavolo permanente nel quale far confluire idee e proposte. «Da quando abbiamo lasciato Ncd abbiamo partecipato a due incontri, uno a Termoli e l’altro a Campobasso» ha fatto sapere in conferenza stampa a Termoli, mercoledì mattina 1 marzo, Christian Zaami, ex responsabile del partito di Angelino Alfano e oggi confluito insieme ad Antonio Di Brino e molti altri termolesi in Insieme per il Molise, il Movimento guidato dall’ex governatore Michele Iorio. A livello nazionale il loro referente è Raffaele Fitto, ex Forza Italia e oggi a capo di Direzione Italia.

«Dal tavolo è emersa la nostra volontà, così come quella della Lega, di Fratelli d’Italia, Coscienza Civica e La Destra di andare alle primarie di coalizione. Forza Italia invece attende indicazioni dal partito a livello nazionale ed è in stand by» ha detto l’ex sindaco Antonio Di Brino. L’ago della bilancia è proprio il partito di Berlusconi. Di recente la senatrice Paola Pelino è stata a Termoli rilanciando proprio la figura dell’ex Cavaliere, in attesa tuttavia di una sentenza europea che lo possa rendere di nuovo candidabile.

In tutto questo è chiaro che la posizione di Aldo Patriciello in regione sia il vero nodo della questione. L’europarlamentare di Venafro rappresenta Forza Italia a Bruxelles ma in Molise non è un mistero il suo appoggio al governo di Paolo Frattura. Molti nel centrodestra leggono proprio nella mancata volontà di trovare una vera alternativa all’attuale governatore quell’atteggiamento di impasse di Forza Italia regionale.

Nel centrosinistra invece la scissione voluta da dalemiani e bersaniani non ha solo portato l’addio del deputato Danilo Leva e del suo fedelissimo Francesco Totaro, consigliere regionale. C’è anche l’effetto inverso e cioè la voglia di molti di aderire al Partito Democratico nel tentativo di "cambiarlo da dentro". Si spiega così ad esempio l’adesione di Simone Coscia, avvocato termolese che da tempo aveva assunto una posizione critica verso il partito di governo e in particolare delle politiche di Matteo Renzi.


«Una scelta fatta per necessità, vista la polverizzazione a sinistra non vogliamo lasciare campo libero a una forza di centro. Penso che il Pd, con tutti i limiti che ha, sia l’unico partito rimasto». Coscia dice vogliamo perchè «siamo un gruppo di persone. Chi sono gli altri? Posso dire che c’è anche Sandro D’Onofrio». Entrambi ex Sel che potrebbero appoggiare Michele Emiliano. «Sto valutando, parlo per me. Ma può essere».

Intanto il Pd fa incetta di consiglieri comunali al Comune di Termoli. Al momento del voto entrarono in consiglio 5 persone, una delle quali venne eletta presidente del consiglio, cioè Manuela Vigilante. Oggi, compresa lei e il sindaco Angelo Sbrocca, sono ben 13 in consiglio. Ad Antonio Sciandra, Oscar Scurti, Sebastiano Di Campli e Salvatore Di Francia si sono aggiunti gli esponenti delle liste vicine a Vittorino Facciolla: Timoteo Fabrizio (ex Udc), Mario Orlando, Michele Barile, Mario Potena, Andrea Casolino e Gianni Di Tella. Eletto con l’Italia dei Valori, anche Antonio Giuditta ha fatto la stessa scelta.

Quindi ben undici consiglieri Pd, mentre la Giunta che già contava su Pino Gallo, potrebbe presto essere a marca Pd anche per le due donne: Maria Chimisso e Filomena Florio. Insomma una maggioranza quasi monocolore. Resta da capire solo chi sarà con Renzi, chi con Emiliano e chi con Orlando.

(Pubblicato il 01/03/2017)

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