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Cronache
Ragazza beve candeggina da una bottiglietta presa al distributore. Aperta un’inchiesta
L’inquietante episodio risale a inizio febbraio ed è avvenuto in una scuola di formazione professionale della città. Una ragazza di 20 anni di Larino ha preso una bottiglietta di acqua frizzante da un distributore automatico e dopo alcuni sorsi si è sentita male avvertendo forti bruciori. È stata subito soccorsa e portata in ospedale dove le hanno praticato le lavande gastriche e ora sta meglio. Sulla vicenda indaga la Polizia e la Procura frentana ha aperto un fascicolo: la bottiglietta, stando alle prime informazioni, conteneva candeggina. Non sarebbe la prima volta che si verifica un episodio di questo tipo negli ultimi mesi in Italia.


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Termoli. La Procura di Larino ha aperto d’ufficio un fascicolo d’inchiesta per fare chiarezza su un caso di intossicazione avvenuto in una scuola di formazione professionale di Termoli intorno allo scorso 10 febbraio. Qui una ragazza di 20 anni di Larino ha ritirato una bottiglietta di acqua gassata da un distributore automatico e, dopo qualche sorso, ha iniziato a sentirsi male. È stata subito soccorsa e trasportata all’ospedale San Timoteo. Avvertiva dei forti bruciori e dolori al petto e allo stomaco, tanto che i sanitari, dopo i primi esami, l’hanno sottoposta a diverse lavande gastriche fino a quando i sintomi hanno iniziato ad affievolirsi. Ora la giovane sta meglio e viene seguita da alcuni gastroenterologi.

Del caso si occupa il Commissariato di Termoli: la bottiglietta d’acqua frizzante è stata sequestrata e il contenuto residuo è stato sottoposta alle analisi da parte dell’Arpa Molise. Da quanto si è appreso, il contenitore in plastica era sigillato e non era stato manomesso all’esterno. Non si esclude che la bottiglietta da mezzo litro potesse contenere candeggina. Sono in corso tutti gli accertamenti per fare chiarezza sull’inquietante episodio. Le indagini puntano a risalire al lotto di produzione e a rilevare altri elementi che possano dare una risposta rispetto a quanto avvenuto.

La ventenne di Larino è assistita dagli avvocati Fausi Khalifh Iannucci e Gabriella Romualdi. «Stiamo seguendo da vicino gli accertamenti – ha affermato il legale – vogliamo capire come sia stato possibili che la nostra assistita possa aver ingerito una sostanza pericolosa da una bottiglietta integra, collocata all’interno di un distributore automatico e capire, quindi come sono andate le cose e assicurarle ogni tutela perchè qui parliamo di salute e di sicurezza».

Non si tratta, a quanto pare, di un caso isolato.
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Negli ultimi anni non sono mancate segnalazioni di acqua alterata da altre sostanze contenuta nelle bottigliette dei distributori automatici. L’ultimo caso finito in cronaca riguarda una scuola della provincia di Trapani, dove un’alunna di 12 anni ha rischiato di bere un liquido giallastro e dall’odore sgradevole contenuto proprio in una bottiglietta presa al distributore: dopo un primo sorso si è accorta del sapore e ha fatto in tempo a sputarla. Negli anni passati ci sono state altre segnalazioni di questo tipo in altre regioni: gli accertamenti hanno poi stabilito l’esatto contenuto dei contenitori.

(Pubblicato il 01/03/2017)

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