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Cronache
Amianto e fusti tossici dalle officine: analisi Arpa per il rischio sversamenti nel Biferno
Il sequestro della discarica abusiva da 1000 metri quadrati sotto un viadotto della statale 87 fra Guglionesi e Larino è dovuto ad abbandoni illeciti molto pericolosi. L’area è difficile da raggiungere e bisogna conoscere il posto per poterci arrivare: questo fa pensare i responsabili siano titolari o dipendenti di officine e autolavaggi, presumibilmente della zona. C’è anche l’allarmante ipotesi che il contenuto cancerogeno dei fusti, tramite la pioggia, sia finito nel Biferno. Sono in corso ulteriori indagini del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza, oltre che analisi dell’Arpa Molise


Guglionesi. Il posto non è di quelli facili da raggiungere: solo conoscendo bene la zona si può raggiungere quell’area di verde fra i pilastri di un viadotto della statale 87, al confine fra Guglionesi e Larino. Per arrivarci bisogna percorrere una stradina sterrata. I fusti con quei simboli che significano stare alla larga, fare attenzione, rischio inquinamento, possono provenire solo da officine, autolavaggi, forse carrozzerie. I militari del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Termoli stanno proseguendo le indagini per scoprire i responsabili di un inquinamento che potrebbe aver avvelenato persino il Biferno.

Il rischio esiste, visto che i circa mille metri quadrati ora transennati con del nastro biancorosso e cartelli che invitano a fare massima attenzione, si trovano a pochi passi da una delle sponde del fiume che sfocia solo qualche decina di chilometri più a valle. Il fiume simbolo del Molise potrebbe essere inquinato da quelle taniche piene liquidi ancora da esaminare, bidoni di vernici con solventi di varia natura, fusti di olio esausto e altri rifiuti miscelati fra loro.

Veleno che dal terreno dove è stato abbandonato potrebbe essere confluito, per effetto delle intemperie, proprio nelle acque fluviali. Un rischio che si proverà a decifrare meglio tramite le analisi avviate prontamente dall’Arpa, intervenuta assieme alla Guardia di Finanza durante le operazioni di sequestro e di raccolta dei campioni. Come quelli di eternit, anche questo evidentemente proveniente da qualche capannone dismesso.

Per ora le Fiamme Gialle procedono contro ignoti per violazioni alle norme ambientali come il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo, l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata e il divieto di miscelazione di rifiuti pericolosi.
Purtroppo non una novità per il Molise. La stessa zona è stata più volte utilizzata come discarica abusiva, quasi sempre con scarti di lavorazione edile. In questo caso però l’inquinamento è ben diverso e più pericoloso.

In parte ricorda il caso del capannone della ex Como fra Guglionesi e Termoli. Nel marzo 2016 venne scoperto dalla Forestale che era diventato luogo di abbandono di rifiuti, solventi, plastica e scarti di lavorazione edile. La dimostrazione di come esistano attività che preferiscono inquinare senza timore delle conseguenze invece che seguire le norme e smaltire i materiali inquinanti secondo la legge.

(Pubblicato il 02/03/2017)

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