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Tigre Amico
 
Indagine su assenteismo al Cardarelli
"Furbetti del cartellino" in ospedale, due impiegati licenziati con il decreto Madia
Prima attuazione della riforma in Molise. Dopo i licenziamenti degli hacker che falsificavano il monte ore al Cardarelli, licenziati con le nuove regole del decreto Madia, entrato in vigore pochi giorni fa, altri due impiegati in servizio nell’Amministrazione Asrem sono stati mandati a casa. Si tratta di due impiegati, un uomo e una donna, denunciati nell’ambito della inchiesta del Nas per assenteismo nell’ospedale del capoluogo.


Campobasso. A dicembre scorso erano stati licenziati i due dipendenti infedeli del Cardarelli di Campobasso "per giusta causa". Sono i principali indagati dell’inchiesta dei carabinieri del Nas contro l’assenteismo, incentrata sui cartellini truffa.
Colagiovanni e Gentile, 62 e 64 anni, avevano manomesso in maniera sistematica il software delle presenze ospedaliere modificando gli orari di entrata e di uscita dall’ospedale e il monte ore dell’attività intramoenia, riuscendo a procurarsi un vantaggio economico mensile di oltre 400 euro.

Inizialmente sospesi dal lavoro, erano stati poi licenziati in attuazione della legge Brunetta denominata anti-fannulloni. Ora, a due mesi di distanza, la Asrem con un provvedimento inedito licenzia altri due impiegati coinvolti nella indagine dei carabinieri del Nas sull’ assenteismo al Cardarelli.
La decisione trova supporto nel decreto Madia, che prende il nome dalla ministra alla Pubblica Amministrazione, al quale il Consiglio dei ministri ha dato il disco verde solo pochi giorni f.

Il decreto prevede una stretta radicale nelle società pubbliche per quanto riguarda i licenziamenti lampo dei "furbetti del cartellino". Ed è esattamente il caso dei due impiegati in servizio a Campobasso, un uomo e una donna che per mesi e mesi avrebbero timbrato il badge ma invece di entrare in ufficio e lavorare avrebbero trascorso moltissimo tempo fuori dalla struttura, impegnati in affari personali - dalla spesa alla palestra all’accompagnamento di figli e parenti.


D’altra parte anche il direttore amministrativo dell’ospedale Antonio Lucchetti aveva, a ridosso delle indagini, anticipato possibili misure disciplinari nei confronti delle persone coinvolte. Misure disciplinari che attualmente con le nuove norme nazionali si traducono in un licenziamento in tronco.
Si chiama provvedimento anticipatorio e prevede la possibilità per l’ente pubblico (in questo caso l’azienda sanitaria) di interrompere dall’oggi al domani il rapporto di lavoro con un dipendente infedele purchè ci sia l’evidenza della prova.
A partire da lunedì prossimo dunque i due impiegati non potranno più recarsi nei rispettivi posti di lavoro. Scontato che arriveranno a una vertenza finalizzata al reintegro in ospedale, appellandosi ai tribunali, ma la direzione della Asl è convinta di aver fatto la scelta non solo più opportuna ma anche più inattaccabile dal punto di vista giuridico.


Il decreto Madia infatti, che in questo caso trova la sua prima applicazione pratica in Molise, stabilisce il licenziamento senza reintegro per i casi di infedeltà più gravi, come appunto la falsificazione dei cartellini e la manomissione degli strumenti di controllo del numero di ore giornaliere per i dipendenti della Asl.

L’indagine dei carabinieri del Nas, all’epoca coordinati da Antonio Forciniti che oggi invece riveste il ruolo di direttore amministrativo, risale al mese di ottobre 2016, quando la direzione sanitaria del Cardarelli era stata perquisita dai militari i quali avevano anche sequestrato alcuni Pc collegati alla rete del sistema che registra presenze e assenze del personale dipendente.
Quattro gli indagati.
A carico di due erano state emesse da subito misure restrittive. L’indagine si riferisce a 3 anni di attività, dal 2014 al 2016. I reati contestati ai 4 dipendenti dalla Procura di Campobasso vanno dal falso alla truffa.

(Pubblicato il 28/02/2017)

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