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"Noi carristi del Carnevale, stoici come tori che resistono nella corrida"
Una sola giornata di Carnevale a causa della pioggia, ma una giornata intensa, entusiasmante. I carri allegorici di Larino hanno acceso l’interesse di migliaia di persone, merito dei giovani di Larino che rinfocolano la tradizione nonostante le difficoltà. Abbiamo intervistato Nicola Di Bello, del gruppo ’I Larinelli’ il cui carro ’Dalla parte del toro’ é arrivato a un solo punto da quello che ha vinto, intitolato invece ’Ritorno alle radici’. Ecco cosa ci ha detto.


di Maurizio Cavaliere

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Larino. Non hanno vinto, ma il loro carro ’Dalla parte del toro’ ha fatto strabuzzare gli occhi ai tantissimi che domenica 26 febbraio hanno riempito piazza del Popolo, via Iovine e viale Giulio Cesare: i luoghi del Carnevale di Larino.


’I Larinelli’ si sono distinti per la pregevole fattura dei due elementi che hanno dato colore e forme alla robusta struttura: un toro blu in groppa al quale troneggia il grande Totò vestito da torero (probabile citazione del film ’Fifa e arena’) con un tocco dei suoi, la bombetta in testa. "Abbiamo scelto lui perché impersona un grande italiano nel mondo e perché quest’anno cade il cinquantenne della morte" ci ha spiegato Nicola Di Bello, uno dei carristi.

Nicola é punto fermo del suo gruppo, appunto ’I Larinelli’. Lo abbiamo intervistato per sapere qualcosa in più dei veri protagonisti del carnevale larinese, quei giovani di ieri e di oggi che, nonostante le difficoltà contingenti, assicurano da 42 anni la sfilata carnevalesca più imponente presente in regione. La chiacchierata parte all’interno del carro, tra tubi di ferro, meccanismi e sostegni in legno, nel cuore pulsante della brillante allegoria: "Nella Plaza de Toros - spiega - c’è Belador (il famoso toro che nel 1982 fu ’graziato’ per volere del pubblico dopo aver resistito strenuamente) che per noi rappresenta l’Italia, martoriata dalle tasse, da una sanità che non funziona e da tutto il resto, ma che non si abbatte. Quindi il nostro è un messaggio di resistenza sociale, che vuole inneggiare all’ottimismo e alla speranza nonostante i problemi".
Difficoltà che sono pure quelle dei carristi, costretti a difendere quasi da soli questa grande tradizione. "Nei vari gruppi ci sentiamo tutti fratelli, solo così possiamo fronteggiare le difficoltà tecniche ed economiche che incontriamo quando cominciamo a lavorare sui carri".
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Bene: a Larino vivono ancora giovani come Nicola, che spolverano le radici e provano a innaffiarle tra mille difficoltà: "I carri hanno un costo - spiega Nicola nella video intervista che segue - ci sono piccoli sponsor ma non basta. Ci mettiamo mesi per preparare questa festa, ci teniamo, per noi ha un grande valore". Che è simbolico, come i carri, non come le precipitazioni atmosferiche che hanno rischiato di vanificare tutto.
Per fortuna, dopo l’improduttiva uscita di sabato, quando la pioggia ha provato invano ad annacquare l’entusiasmo dei ragazzi, la seconda e ultima giornata dedicata ai carri allegorici ha trascinato le migliaia di appassionati di maschere, coriandoli e pupazzi in cartapesta. E il risultato è stato straordinario.

(Pubblicato il 28/02/2017)

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