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Bufera sul Centro per l'impiego
"Illegale la proroga dei contratti ai precari". Nei guai per falso e abuso politici e funzionari
Oltre all’ex presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis e al consigliere regionale Salvatore Micone, tra gli indagati per truffa, abuso d’ufficio e falso c’è anche la vecchia giunta di via Roma. Gli ex assessori Di Biase, Di Labbio, Talucci, Tramontano e Colaci avrebbero prorogato illegalmente - questo sostiene la Procura del capoluogo - i contratti di lavoro ai precari degli uffici di Campobasso e Termoli. Un vantaggio ingiusto quello procurato, secondo l’accusa, a danno di tutti gli altri esclusi. Ma le delibere furono firmate in un clima di grandi pressioni sia da parte della Regione che dei sindacati.


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Campobasso. I contratti di lavoro ai precari del Centro per l’impiego non sarebbero mai dovuti essere prorogati: lo sostiene la Procura di Campobasso che ha spedito l’avviso di conclusione delle indagini a 13 persone, tra politici e tecnici della Provincia, ipotizzando per loro i reati di abuso d’ufficio, falso, minacce e truffa.
Oltre all’ex presidente di Palazzo Magno, Rosario De Matteis e al consigliere regionale Salvatore Micone, quest’ultimo l’indagato con la posizione più compromessa, a finire nei guai ci sono anche i vecchi assessori di via Roma Luciano Di Biase, Alessandro Di Labbio, Rita Colaci, Alberto Tramontano, Fabio Talucci e il segretario generale dell’ente, Paolo D’Anello. Sulle delibere che hanno permesso a 27 dipendenti in servizio tra Termoli e Campobasso di procurarsi un ingiusto vantaggio economico c’è, infatti, la loro firma.

Le proroghe sarebbero avvenute in violazione di legge, impedendo ad altri soggetti interessati a partecipare alla selezione di prendere il posto di questi dipendenti storici degli ex uffici di collocamento in servizio, per la maggior parte, dal 2012. E dunque ‘fuori’ dai 36 mesi concessi, sempre dalla norma di riferimento, per restare in servizio. Mesi che sarebbero scaduti a fine anno del 2015.
Un’indagata c’è anche tra gli stessi precari. Si tratta di Luisa Colavita, finita a lavorare nella segreteria del presidente della commissione Lavoro in Regione, Salvatore Micone pur avendo già un impiego part time con la Provincia. La stessa, con Micone, è accusata anche di aver truffato la Regione.
Sul registro degli indagati sono finiti anche funzionari provinciali come Antonio Caruso (falsità ideologica), dirigenti come Vincenzo Toma e Matteo Iacovelli, ques’ultimo in servizio al Comune di Campobasso come dirigente dei Vigili Urbani (abuso d’ufficio), e l’assistente amministrativa Sylva Tamilia (falsità idoelogica).


In queste ore gli avvocati della difesa stanno iniziando a prendere visione della corposa documentazione messa assieme dalla squadra Mobile che ha svolto le indagini partite già nell’agosto del 2013 su impulso del sostituto procuratore Nicola D’Angelo. I legali hanno 20 giorni di tempo per presentare le memorie difensive con le quali tenteranno di raccontare anche quello che era un po’ il clima in cui sono stati prorogati questi contratti ai precari.
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I rinnovi infatti avvennero con l’avallo della Regione e le pressioni dei sindacati che fecero una battaglia durissima per salvare i lavoratori i quali, a settembre dell’anno scorso, continuarono a presentarsi in ufficio anche senza avere più un contratto valido.
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(Pubblicato il 25/02/2017)

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