PRIMONUMERO - CITTA' IN RETE
Cianciosi srl
 
Società & Costume
La scelta di Michele, fabbro 2.0: "Ero ragioniere, ma ho mollato tutto per la mia passione"
Da quindici anni il 37enne campobassano ha avviato un’officina per lavorare il ferro seguendo le antiche tecniche medioevali. Poi ha aperto un punto vendita in piazzetta Palombo. Oggi è uno dei pochissimi artigiani della regione. "Non si impara nulla dall’oggi al domani, io ho studiato tanto e mi sono rimboccato le maniche. Un consiglio ai giovani? Si può intraprendere questa strada solo se si è disposti a fare dei sacrifici".


Campobasso. Il diploma di ragioniere e gli studi universitari riposti in un cassetto. Con la crisi economica e le opportunità di lavoro quasi a zero c’è chi si ingegna e riscopre gli antichi mestieri di bottega. Come ha fatto Michele Del Duca che, a 37 anni, è uno dei pochissimi artigiani del ferro battuto in Molise. A Campobasso ne sono rimasti solo due: lui e l’officina Biondi.

Una passione coltivata fin da piccolo, un hobby che si è trasformato in qualcosa di più. Michele si mette a studiare sodo, rispolvera saperi antichi e in particolare le tecniche medioevali. Quindici anni fa apre un laboratorio nella zona industriale e poi un punto vendita a piazzetta Palombo, nel cuore del centro storico.


Perché si sceglie un lavoro così? «A me sono sempre piaciuti coltelli e armi da fuoco. Inoltre, sono appassionato di chimica (ho frequentato per due anni anche l’università a Isernia) che è indirettamente legata al mondo metallurgico: si parte dalla materia prima, dopo c’è il passaggio nella fonderia per realizzare il prodotto in ferro che infine l’artigiano lavora», spiega.
Michele racconta la sua storia circondato dai pezzi della sua produzione. Oggetti unici realizzati con creatività e richiesti da un mercato eterogeneo. «Lavoro sia per le imprese che per i privati. Mi chiedono soprattutto di realizzare scale, ringhiere, cancelli, sedie, tavoli. Vogliono un prodotto personalizzato che ovviamente solo l’artigiano può fare. E poi c’è l’appassionato che può chiedere un coltello particolare». Il made in China e i prodotti realizzati in serie dalle macchine sono distanti anni luce. Qui tutto è incentrato sulle abilità manifatturiere che richiedono ore di paziente lavoro.
Dietro c’è tutto un contesto che rimanda a epoche lontanissime, la cui memoria sembra appartenere solo ai libri di storia. «Lavoro il ferro battuto come avveniva anticamente. Lo faccio da quindici anni, arriviamo a venti se consideriamo anche gli anni dello studio», dice Michele. «Occorre fare una ricerca delle vecchie tecniche medievali. Tecniche che ho appreso studiando innanzitutto sui libri di testo, altri insegnamenti mi sono stati tramandati dai fabbri più vecchi che a loro volta hanno imparato il mestiere dai nonni. Si tratta di una tradizione antica, insomma. I fabbri – aggiunge - lavorano il ferro battuto con il martello o con strumenti che non vengono acquistati dal ferramenta, ma realizzati dall’artigiano stesso. Quindi, occorre una preparazione tecnica e pratica, non si impara dall’oggi al domani. Bisogna sapere saldare, lavorare con la forgia, applicare le tecniche antiche e moderne. Infine è importante aggiornarsi periodicamente».

Il giovane campobassano anni fa si è rimboccato le maniche affrontando parecchi sacrifici per avviare la sua attività.
«Io sono stato sicuramente coraggioso ma anche fortunato – scandisce – perché, con i tempi che corrono, prima di tutto deve esserci un appoggio da parte della famiglia. Non solo: bisogna crederci sempre, non mollare mai. Ci sono pure i momenti difficili, si sbaglia, ma si può sempre migliorare».
Insomma, non ha esitato a sporcarsi le mani per seguire la sua strada riscoprendo un antico mestiere di bottega, che forse oggi può essere una buona chance per tanti giovani disoccupati per i quali non c’è speranza del posto fisso.
«I ragazzi che si affacciano oggi sul mondo del lavoro hanno sicuramente delle difficoltà oggettive, ma devono avere la forza di costruirsi qualcosa da soli, è facile restare a vivere tra gli agi della famiglia. Quello dell’artigiano è un mestiere pesante e difficile, ma regala tante soddisfazioni. Quindi, si può tentare di intraprendere questa strada se si è disposti a fare i sacrifici. Molti provano ma la maggior parte molla. Il lavoro del fabbro è, per così dire, sporco: si è a contatto con materiali chimici, come i solventi. E poi è molto fisico».
Infine, come in tutte le professioni c’è un sogno da raggiungere. Quello di Michele è ambizioso: «Vorrei arrivare a progettare e quindi costruire un fucile, un nuovo tipo di carabina in dotazione alle forze dell’ordine».
(SP)

(Pubblicato il 12/03/2017)

SITI SPONSORIZZATI

PRESTITALIA - PRESTITI PERSONALI A DIPENDENTI E PENSIONATI
Via Corsica, 152 - Termoli - Tel: 0875.711701 Fax: 0875.711726

CHIEDI UN PREVENTIVO PER L’ARREDO DEL TUO GIARDINO A NAPOLI CON GUIDAGIARDINI.IT
Guidagiardini è il portale per la realizzazione e l’arredo del giardino numero 1 in Italia

STUDIO DENTISTICO DOTT. CASOLINO
Corso Vittorio Emanuele III, 45/B - Termoli - Tel: 0875.704521

CURA DELL’IPOCONDRIA? CHIEDI AIUTO A UNO PSICOLOGO SU GUIDAPSICOLOGI.IT
Trova sostegno nella prima guida in Italia che riunisce gli specialisti della psicologia

back


 
 
note legali  -  pubblicità  -  e-mail: info@primonumero.it  -  P. IVA: 01438950709 - telefono: 0875.714146 - fax: 0875.453113
© Copyright 2000-2017 - Tutti i diritti sono riservati - Primonumero - Città in Rete
visitatori dal 7 aprile 2006