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Cronache
Piccoli pasticci sulla differenziata, dubbi e denunce sulle gare. Finanza indaga
A fine dicembre un fornitore storico della municipalizzata Sea ha presentato un esposto alla Procura di Campobasso, all’Anticorruzione e alla Guardia di Finanza denunciando quelle che a suo avviso sarebbero state "gare pilotate". Secondo l’imprenditore ciociaro la sua esclusione dai bandi comunali sulla raccolta differenziata - per i quali sono stati impegnati già 4,3 milioni di euro - avrebbe favorito altri concorrenti ’amici’. "Una decina di giorni fa sono stato anche ascoltato dalla Finanza" riferisce il titolare della Scau Ecologica che ad aggiudicazioni avvenute si è detto pronto a segnalare tutte le altre stranezze riscontrate. Intanto i magazzini della Sea sono pieni di merce pronta per essere consegnata e far partire finalmente il servizio almeno al centro storico.


di Assunta Domeneghetti

Il kit di cortesia che sarà fornito alle famiglie del centro storico, in alto i bidoncini nuovi e in homepage i mastelli per l’indifferenziato
Campobasso. Denuncia dubbi e stranezze sulla raccolta differenziata e sui bandi pubblici con i quali il Comune di Campobasso, su indicazione della municipalizzata Sea che gestisce il servizio, ha individuato i fornitori per acquistare bidoni, camion, mastelli, buste e tutto quanto servirà per far finalmente partire il servizio a Campobasso. Lui si chiama Giancarlo Tullio, è il titolare della Scau Ecologica srl, azienda leader nel centro-meridione con sede a Ceccano che vende attrezzature per l’igiene urbana, in particolare nel Lazio e nel Molise. Questa società è da anni in rapporti col Comune capoluogo e con una miriade di altri paesi della regione ai quali ha fornito i suoi servizi. Più o meno dieci giorni fa l’imprenditore ciociaro – che a fine dicembre aveva scritto all’Anac, alla Procura e alle Fiamme Gialle - è stato ascoltato dalla Guardia di Finanza di Campobasso al quale – questo sostiene Tullio – ha raccontato che l’Amministrazione lo avrebbe escluso dalle gare, pagato troppo per alcune forniture e più in generale favorito imprenditori «che offrivano ribassi ridicoli perché evidentemente sapevano che avrebbero vinto loro». Tutto a danno di altri concorrenti.

La prima segnalazione – quando le procedure di acquisto erano ancora in corso - Di Tullio potrebbe integrarla a un secondo esposto. Le gare indette da Palazzo San Giorgio, oggi oltre dieci, infatti, sono concluse. E sebbene questo imprenditore sia un personaggio controverso (a fine 2013 è finito in carcere con l’accusa di aver emesso fatture false nell’ambito di una maxi inchiesta della Procura di Monza su tangenti e appalti truccati sui rifiuti), i finanzieri di Campobasso non hanno cestinato il suo esposto. Anzi, lo hanno convocato per ascoltare cosa avesse da dire.

«Siamo stati sempre invitati a partecipare alle gare – ha riferito a Primonumero – e non capisco proprio perché, pur avendo presentato richiesta, quando dovevano individuare i fornitori per le attrezzature, i bidoni e il compattatore non ci hanno contattato».
La Scau a fine dicembre chiedeva di verificare la correttezza della procedura seguita e il rispetto dei criteri di rotazione. Il sospetto, neanche tanto velato, è che le gare siano state «pilotate». Sebbene poi, a un certo momento, la Sea abbia avuto bisogno di un aspiratore elettrico da 19 mila euro che il Comune, l’ente che sborsa i quattrini, ha autorizzato all’acquisto secondo lui «per tenerci buoni». Strategia che – stando sempre a ciò che sostiene Tullio – non ha prodotto il risultato sperato visto che è proprio lui a riferire di aver dato mandato al suo avvocato per un nuovo esposto che, ad aggiudicazioni avvenute, dovrebbe mettere in evidenza quello che è il suo dubbio: e cioè che siano stati commessi piccoli e grandi pasticci sulla differenziata «per favorire qualche ditta amica».

Il sospetto di gare truccate è escluso a priori dall’assessore comunale all’Ambiente, Stefano Ramundo.
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I piccoli intoppi e i ritardi ingiustificati
– soprattutto ora che tutti i soldi della differenziata sono stati impegnati - no.
«Abbiamo avuto due grossi finanziamenti per la differenziata – ricorda l’assessore – uno da 2 milioni di euro e l’altro da 2,3 milioni, entrambi nell’ambito del Programma attuativo regionale Fondo sviluppo e coesione (Par Fsc). Il modus operandi seguito per assegnare queste risorse ha seguito due strade: o tramite il Mercato elettronico della pubblica amministrazione (Mepa, una piattaforma dove le aziende che rispettano determinati criteri postano i loro annunci di beni e servizi acquistabili dalle Amministrazioni) o con procedure standard».
Le gare sul Mepa sono state quelle per comprare il materiale da destinare al servizio differenziata che a marzo dovrebbe partire al centro storico. In questi giorni a Campobasso si vedono già tabelle e segnaletica orizzontale per i nuovi cassonetti intelligenti nelle piazzole individuate dal Comune in cui saranno conferiti i rifiuti. «Volevamo velocizzare l’iter per partire prima – spiega l’assessore Ramundo – c’era il rischio di perdere i fondi e non potevamo permettercelo».
I sacchi ecologici, il kit di cortesia, i mastelli, i bidoncini nuovi di zecca, gli ecostop e i mezzi (ancora senza targa dunque da immatricolare) che porteranno nel borgo questi cassonetti intelligenti, sono stipati nei depositi della Sea a Fontana Vecchia. Altro materiale - che gestirà la partecipata comunale - sarà consegnato nelle prossime settimane.

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La precisazione della Sea

(Pubblicato il 24/02/2017)

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