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Cronache
Dopo le multe strada deserta. Tra le vittime anche chi ha una Fiat: "Lo fanno per pigrizia"
La questione parcheggi sul vialone che costeggia la Fiat di Termoli e le oltre duecento multe della Polizia stradale per divieto di sosta hanno alimentato un acceso dibattito. L’effetto immediato è che oggi lungo la strada del Cosib c’erano pochissime auto rispetto al caos che regnava nella giornata di martedì. E se è vero che l’azienda consente la sosta nel parcheggio interno solo a chi possiede veicoli del gruppo Fca (e sulla strada esterna di proprietà privata ci sono anche zone in cui possono parcheggiare anche altri marchi) è altrettanto vero che molti dipendenti lasciano le auto sulla strada principale semplicemente per pigrizia e per tornare prima a casa a fine turno. Anche occupando la rotonda come è successo nel martedì nero delle multe da 85 euro.


Termoli. All’indomani del blitz della Polizia stradale il vialone del Consorzio industriale è quasi deserto. «Ieri – spiega un operaio – c’erano macchine dappertutto, pure sopra la rotonda, non si capiva nulla e poi sono arrivate le forze dell’ordine». Proprio ieri gli agenti hanno staccato oltre duecento multe a tutti coloro che hanno lasciato l’auto o altri veicoli lungo il vialone del Cosib dove la sosta, con tanto di cartelli, è vietata. Sono soprattutto dipendenti della Fiat di Termoli che si trova proprio a ridosso della strada principale che hanno trovato una sanzione di ottantacinque euro, ridotta del trenta per cento se pagata entro cinque giorni. Una raffica di contravvenzioni – dovute semplicemente alla violazione del Codice della strada e non ad altro – che, tuttavia, ha alimentato un acceso dibattito sia tra i lavoratori che sui social network e anche la mobilitazione del sindacato Usb che ha annunciato proteste e possibili ricorsi.


La prima considerazione è che all’interno della fabbrica più importante della regione, come evidenziato su un cartello giallo, il «parcheggio è riservato solo alle vetture di marchi del gruppo Fiat-Chrysler». Chi possiede veicoli di altri marchi deve necessariamente parcheggiare fuori. Nell’area di proprietà privata dello stabilimento ci sono delle aree di sosta esterna ma questa non è sufficiente per tutti. Fatto sta che al di fuori del Termoli Plant non parcheggiano solo eventuali «esclusi» dall’area interna ma anche tanti lavoratori che hanno una Fiat o altre auto del gruppo. Motivo? Lo fanno, a quanto pare, per pigrizia e per evitare eventuali code o attese a fine turno quando l’impianto si svuota e chi non aspetta il bus rientra in auto. Preferiscono quindi lasciare l’auto lungo il vialone esterno del Cosib per tornare subito a casa. Cosa che è successa anche nella giornata di martedì quando la situazione è esplosa. «Oggi ci sono venti macchine – spiega un giovane davanti al bar – ieri erano centinaia, messe ovunque, dalla rotonda ad altri spazi.
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Insomma, era una situazione impossibile».


«Mio marito ha una Fiat – osserva una termolese – per fare prima la lascia fuori, sulla strada principale, così come fanno tanti colleghi, e si è ritrovato la multa da ottantacinque euro. Altre volte non era successo». E chi, invece, non ha un’auto del gruppo e vuole evitare problemi arriva molto prima dell’inizio del turno di lavoro. «Un amico – spiega un passante – arriva mezz’ora prima per parcheggiare all’esterno, nell’area Fiat dove si può lasciare la macchina anche se non di marchio autorizzata». Se questi si riempiono resta solo lo stradone e il lato dove non c’è il divieto di sosta dall’altra parte della strada di fronte alla fabbrica. Il problema dei parcheggi, comunque, resta e, al di là di ogni regolamento, resta anche il senso civico che più di qualcuno non conosce: non si può lasciare la macchina sopra una rotonda come se niente fosse. E poi ci sono i pullman e le circolari.

(Pubblicato il 22/02/2017)

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