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Sporca con la spazzatrice invece di pulire, Sea: "E’ un guasto". Ma l’operaio rischia la sanzione
Numerose strade del centro cittadino sono state macchiate di olio a causa di un guasto alla spazzatrice della Sea durante le operazioni di pulizia. La municipalizzata, scusandosi con i campobassani per i disagi, ha annunciato l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti dell’operaio che non si sarebbe reso conto della perdita. Durante le manovre il dipendente ha commesso anche infrazioni al codice della strada. Se da un lato, però, la comunicazione della Sea sembra un monito per tutti i suoi lavoratori, dall’altro fa anche pensare alla voglia di riabilitare la propria immagine.


Campobasso. Doveva pulire le vie del centro e invece ha sporcato di olio l’asfalto delle principali strade della città. Un guasto alla spazzatrice, cose che possono capitare, si è verificato lunedì mattina 20 febbraio. Alla guida del mezzo un inconsapevole operaio della Sea il quale non si sarebbe accorto della copiosa perdita di lubrificante causando "involontariamente", come sostengono dalla municipalizzata, i disagi a tutta la città. Eppure, nonostante questa giustificazione la società ha ugualmente avviato un procedimento disciplinare a carico dell’uomo che ora rischia una sospensione dal lavoro.

Chissà se sarà stato ispirato dal ministro Madia che ha introdotto il pugno duro per i furbetti della pubblica amministrazione. Sta di fatto che pure la Sea ha deciso di cambiare registro: tolleranza zero, chi sbaglia paga. E così il nuovo corso si è aperto con questo singolare episodio e una punizione che sembra esemplare.
Tanto che questa volta la Sea ha addirittura inviato un comunicato stampa agli organi di informazione: «L’operatore - hanno scritto dalla municipalizzata - durante le operazioni di pulizia mattutina del centro cittadino, intento nel suo lavoro, non si è reso conto del guasto alla spazzatrice sulla quale lo stesso stava lavorando. In piazza Municipio e in alcune zone del centro cittadino, così, la spazzatrice ha lasciato alcune macchie d’olio».

Corso Bucci, viale Elena, corso Vittorio Emanuele, via Nobile, via Romagnoli, via Roma, via Cavour, via De Attellis e via Verdone: queste le strade ‘insozzate’ con l’olio dalla macchina spazzatrice. In alcuni punti, poi, il tracciato dimostra un’inversione a U. Come è avvenuto, per esempio, tra via Verdone e corso Vittorio Emanuele imboccato contromano. Una pericolosa infrazione al codice della strada che potrebbe rivelarsi un’aggravante per l’operatore.
Dopo la pulizia, la società guidata dal presidente Stefano Sabatini ha deciso di utilizzare le maniere forti: «La Sea – si legge ancora nella nota diramata nelle redazioni - adotterà i provvedimenti disciplinari (in realtà procedimento, ndr) del caso nei confronti del dipendente della municipalizzata, per i quali ha già avviato le procedure previste dai regolamenti interni. Pertanto, la Sea chiede scusa per il disagio causato durante la mattinata e per il quale ci si è subito attivati per ripristinare lo status quo ante».

Il dipendente sbadato, il cui misfatto è di dominio pubblico dopo il comunicato stampa della Sea, rischia come minimo un richiamo, ma potrebbe essere punito anche con una sospensione dal lavoro di otto-dieci giorni o con una interruzione dello stipendio. «L’azione disciplinare – spiega a Primonumero il presidente Stefano Sabatini - è stata appena avviata: il dipendente riceverà una lettera di contestazione e ha dieci giorni per rispondere dimostrando le eventuali cause di non imputabilità di quanto accaduto. Poi si deciderà l’eventuale sanzione e il provvedimento disciplinare che il dipendente potrà impugnare davanti al giudice del lavoro».
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Certo, la vicenda fa riflettere. Perché questo lavoratore viene punito - con tanto di comunicato stampa - quando la scorsa estate non venne data la stessa enfasi quando un altro operatore venne addirittura licenziato per giusta causa? In quest’ultimo caso, il dipendente non si era presentato sul posto di lavoro per la pulizia straordinaria di Corpus domini. «Era un caso diverso – puntualizza Sabatini – perché c’era un’ordinanza del prefetto che precettava i lavoratori per il giorno successivo al Corpus Domini, quando era in programma pure uno sciopero nazionale. E lui ha contravvenuto ad un’ordinanza del prefetto che si sono accumulati ad altre mancanze e ad altri ritardi».

La sensazione è che, a differenza di qualche mese fa, il clima alla Sea sia cambiato. Complici forse i frequenti attacchi sul mancato avvio della raccolta differenziata? O perché dopo il maltempo di gennaio in Comune è arrivata la richiesta di Cittadinanzattiva di far pagare alla municipalizzata i danni provocati per lo sgombero neve? Non sarà per caso che l’immagine della società è compromessa anche dalle ripetute immagini di mezzi che mischiano i rifiuti differenziati dai cittadini?

Le ipotesi in campo sono tutte aperte e se da un lato è evidente che certe leggerezze non saranno più ammesse, dall’altro non si può non percepire il desiderio della Sea di ricostruirsi un volto nuovo.

(Pubblicato il 21/02/2017)

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