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Tigre Amico
 
Cronache
Una frana minaccia la strada principale, ma la Provincia alza le mani: "Non ci sono soldi"
Si aggrava la frana sulla Provinciale 168, che collega Guglionesi a Termoli, usata da molti Comuni e soprattutto dagli studenti per spostarsi in autobus. La curva fra due rettilinei è stata ristretta, con un evidente pericolo per gli automobilisti. Ma la Provincia ammette davanti ai sindaci che chiedono interventi urgenti: "Non abbiamo fondi". Prossimo passo: coinvolgere la Regione. Ma i tempi si annunciano lunghi.


Guglionesi. La strada provinciale 168, che collega Guglionesi a Termoli passando per San Giacomo degli Schiavoni, è a rischio frana. Anzi: una frana già c’è, e minaccia di allargarsi e compromettere la viabilità, che da un paio di mesi è già molto difficoltosa per via del restringimento della carreggiata, che si incontra a pochi chilometri dal centro abitato di Guglionesi.

Poco prima della vecchia casa cantoniera, infatti, uno smottamento piuttosto serio ha obbligato l’Amministrazione a fissare il limite di velocità a 30 chilometri orari, a sistemare segnali di pericolo e a recintare la parte coinvolta dal movimento franoso, che si sta trascinando anche un palo telefonico. Il risultato è che gli automobilisti che percorrono a migliaia proprio quella strada, principale collegamento tra il centro adriatico, la Statale e diversi paesi sul versante di Guglionesi, sperimentano un pericolo costante. Anche perché il restringimento si trova al centro di una curva, tra due tratti di rettilineo. Basta niente per favorire uno scontro frontale.

Eppure, malgrado le crescenti rassicurazioni della provincia di Campobasso e della stessa Regione Molise che nelle ultime settimane hanno annunciato interventi straordinari, non ci sarebbe al momento un centesimo per rimediare a una situazione che, se dovesse aggravarsi -come peraltro è molto probabile - potrebbe comportare addirittura la chiusura della provinciale definita Termolese, isolando non solo Guglionesi ma una serie di Comuni che a quella strada sono direttamente agganciati, come Montecilfone, Palata e perfino Castelmauro.

«Purtroppo - spiega il sindaco Leo Antonacci – dall’incontro avuto proprio lunedì sera in Provincia abbiamo appreso che allo stato attuale non ci sono fondi a disposizione. E’ una situazione inaccettabile anche perché quella arteria diventa indispensabile per la viabilità scolastica: è la strada che fanno gli autobus pieni di ragazzi da Castelmauro fino a Termoli e ritorno, con studenti di diversi Comuni».

La provincia di Campobasso, che si è da poco riorganizzata assegnando anche le deleghe specifiche agli amministratori, ha ufficializzato il piano delle cosiddette priorità dal quale la 168, che fino a qualche mese fa godeva tutto sommato di buona salute, è escluso. Visto che sono ben 1500 i chilometri di competenza della Provincia, e che la provincia è stata privata della maggior parte dei fondi, con un budget annuale ridotto a 20 milioni di euro per tutti i settori quando solo per sistemare le strade - aveva detto il presidente Battista proprio a Primonumero - servirebbero più di 250 milioni, si è deciso di concentrarsi sulle situazioni di maggiore criticità.
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E quindi sulle arterie indispensabili a l’evitare isolamento dei Comuni, quelle cioè che collegano i nuclei abitati con le statali, siano esse la 16 o la Bifernina.

«Dal nostro punto di vista - continua il sindaco - la Provinciale 168 è fondamentale, e vorrei davvero capire se trincerarsi dietro alle motivazioni economiche, sostenendo che non ci sono soldi, significa davvero non rinunciare a sistemare le criticità più serie. Perché, se vedo che invece i soldi saltano fuori per altre situazioni, comincio ad avere il sospetto che si facciano due pesi e due misure, cosa che non mi sta bene nella maniera più assoluta. Ora – conclude - dobbiamo capire dove e come reperire i fondi, e la Provincia e la Regione ci devono aiutare».

Questa la ragione per cui è stato chiesto un incontro urgente in Regione con l’assessore Pier Paolo Nagni. Comunque vada a finire, però, una cosa è certa: i tempi di intervento sulla frana non saranno rapidi. Di questi periodi anche reperire 20mila o 30mila euro, vale a dire la somma necessaria per risolvere il problema sulla Termolese e arginare la frana con una struttura in cemento che scavalli il fosso, sono una cifra proibitiva. La domanda è legittima: se le Istituzioni non possono più garantire nemmeno la soluzione dei problemi primari e stringenti, a che cosa servono? Al di là delle accuse di populismo e della retorica, i cittadini cominciano a chiederselo in modo costante.

(Pubblicato il 14/02/2017)

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