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Cronache
Dramma in tangenziale, s’indaga sull’auto e sulla velocità. Sulla strada nessun segno di frenata
Mentre a Petacciato la comunità piange Antonio Bombini, i cui funerali sono celebrati oggi, lunedì, anche con il lutto cittadino, la Polizia Stradale continua l’indagine sulla dinamica del terribile schianto avvenuto in tangenziale la notte tra sabato e domenica. La mancanza di segni di frenata da parte dell’Alfa 147 confermerebbe l’ipotesi del colpo di sonno o di un malore al volante, ma non si può escludere un problema tecnico del veicolo che è stato sequestrato per fare ulteriori accertamenti. Nel mirino anche l’alta velocità. L’Alfa avrebbe invaso di colpo la corsia opposta, senza dare la possibilità al furgone di schivare il veicolo. Trasferito a Pescara con fratture complesse il ragazzo alla guida del furgone, che stava lavorando: era diretto in un magazzino di farmaci per prelevare una fornitura di medicinali e portarla in Abruzzo.


Termoli. Sicuramente l’Alfa 147 di Antonio Bombini, il ragazzo che ha perso la vita la notte tra sabato e domenica sulla Tangenziale di Termoli, viaggiava a velocità elevata quando si è schiantata frontalmente contro un furgone, al cui volante si trovava un coetaneo ora ricoverato in ospedale, a Pescara, con varie fratture.


Ma la Polizia Stradale della città adriatica, che sta seguendo il caso, non esclude che l’impatto possa essere stato motivato da un problema meccanico della vettura o da un colpo di sonno del conducente. Il trentenne ferito ha raccontato di aver visto all’ultimo istante la vettura lanciata come un proiettile sulla corsia opposta.
L’Alfa avrebbe invaso la carreggiata e sarebbe andata a sbattere contro il furgone, distruggendosi nella parte anteriore. Un colpo di sonno? Un malore improvviso? Una distrazione fatale?


Nulla si può escludere, tantomeno un problema di natura tecnica del veicolo, che infatti per favorire gli accertamenti è stato sequestrato e verrà esaminato in quello che ne rimane, con la speranza di chiarire ulteriormente quanto accaduto.

La dinamica, in linea di massima, risulta chiara agli agenti di Polizia, anche per la mancanza di segni di frenata sull’asfalto. L’Alfa di Antonio Bombini non ha frenato, e questo significa che il giovane non si è reso conto, in quei secondi terribili, di quanto stava accadendo.


Ha invece provato a frenare, sbandando con violenza e finendo ribaltato su se stesso, il furgone, dal quale i Vigili del Fuoco hanno tirato fuori a fatica il trentenne, con fratture alle gambe e alle braccia e una prognosi di 40 giorni. Il giovane, che alle 4 e 30 stava lavorando - era diretto in un magazzino medico di Termoli dal quale doveva prelevare farmaci per portarli in Abruzzo - è stato trasferito all’ospedale civile di Pescara per subire interventi chirurgici.

Intanto nel pomeriggio di oggi, giornata di lutto cittadino (così come domani) a Petacciato per volere dell’Amministrazione Comunale, sono stati celebrati i funerali del 29enne ucciso dall’ennesimo tragico schianto sulle strade del BassoMolise.
La comunità di Petacciato è addolorata e colpita al cuore dalla perdita di Antonio, che lascia i genitori, la sorella, i nipotini e i tantissimi amici. Affollatissima la chiesa di San Rocco, soprattutto di giovani, dove il parroco Giuseppe Mastroberardino ha celebrato l’ultimo saluto ad Antonio in un’atmosfera straziata.
"La scomparsa di Antonio - ha detto - mi ha posto dinanzi ad un’altra domanda: ora che dirò? Molti si aspettano una parola di consolazione, una parola che aiuti a trovare una risposta, perché davanti ad eventi come questo, ad un incidente stradale, molti le risposte forse le hanno già trovate… Ma non è così, c’è sempre una risposta altra".
"L’unica risposta - ha concluso il sacerdote - è questa: solo il Signore può illuminare la nostra strada, il nostro cammino. Solo il Signore può ridarci una luce e riaccendere una speranza, custodirci e accompagnarci nel cammino doloroso del lutto".

(Pubblicato il 13/02/2017)

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