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Cronache
Trecento fiaccole per la Croce di Lampedusa, il simbolo dell’accoglienza arriva in città
Fiaccolata per le vie del centro venerdì sera in occasione dell’arrivo a Campobasso della Croce di Lampedusa, realizzata da un falegname dell’isola e diventata, in questi due anni, il simbolo dell’accoglienza e della pace. I migranti hanno sfilato e ascoltato la testimonianza dell’afghano Hussain Khail Rohulla.


Campobasso. Trecento migranti venerdì pomeriggio 10 febbraio hanno partecipato alla fiaccolata di Campobasso portando la Croce di Lampedusa, simbolo di accoglienza e delle traversate in cui migliaia di rifugiati hanno perso la vita.
L’appuntamento era alle 18 e 30 con partenza da piazza Pepe (Cattedrale della Santissima trinità): da qui il corteo si è mosso in direzione della chiesa di Sant’Antonio di Padova. La manifestazione fa parte di un progetto nazionale, su iniziativa della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, denominato "Portatela Ovunque: il viaggio della Croce di Lampedusa" nata dalle parole pronunciate dal santo padre, papa Francesco, il 9 aprile del 2014 quando, lo stesso pontefice, ha benedetto la croce in piazza san Pietro. Particolarità della Croce di Lampedusa è il materiale utilizzato per realizzarla: è una croce moderna e densa di​ significato, realizzata da un falegname lampedusano con i resti del​ ​legno dei barconi dei migranti approdati sull’isola. La Croce, formata​ da due assi di legno di 2,80 metri d’altezza per 1,50 metro con un peso di​ ​​circa 25 chili e un piedistallo in ferro.

Da oltre di due anni, la croce, viene portata in pellegrinaggio toccando parrocchie, scuole, carceri, ospedali e​ coinvolgendo tante realtà associative: ieri sera è stata la volta di Campobasso. La fiaccolata è stata voluta fortemente in Molise dalla cooperativa Senis Hospes che ha portato nella piazza del capoluogo i migranti dei due centri Sprar da essa gestiti, i rifugiati del centro Eden di Campobasso e i minori del centro di Casacalenda.
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Al termine della fiaccolata, che ha visto alla testa del corteo don Pino Marino, tutti son andati in chiesa per un momento di riflessione nel quale sono stati proiettati video e lasciato spazio alle testimonianze dei migranti. Tra gli altri è intervenuto Hussain Khail Rohulla, ospite del Centro Sprar di Larino, proveniente dall’Afghanistan paese dal quale è scappato. Hussain, 24 anni, ha descritto le difficoltà e gli ostacoli superati per giungere in Italia ma, soprattutto, ha descritto la realtà del suo paese, quella afghana, da decenni ormai in preda alle guerre, alla distruzione e alla povertà. Infine è stato trasmesso il messaggio di pace e di accoglienza di papa Francesco.

(AC)

(Pubblicato il 11/02/2017)

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